Azioni Eni in rialzo grazie al nuovo piano industriale. Nel mirino quota 14€?

Livio Spadaro

18/03/2016

18/03/2016 - 17:54

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Le azioni di Eni guadagnano il +1,62% sospinte a rialzo dal nuovo piano industriale della società che ha confermato il dividendo di 0,8€ per il 2016. Obiettivo 14€?

Le azioni di Eni guadagnano l’1,62% dopo che la società ha reso note le mosse per arginare il crollo delle quotazioni del petrolio. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha spiegato che il management sta puntando a creare un valore nel lungo periodo tramite nuove dismissioni per €7 miliardi entro il 2019. Le cessioni riguarderanno le partecipazioni di Eni nelle recenti scoperte, in particolare quelle di Mamba in Mozambico e Zohr in Egitto.

Nel nuovo piano industriale è inoltre previsto lo stacco di un dividendo di 0,8€ per il 2016 mentre per i prossimi anni tutto si vedrà dall’andamento del greggio e da quello degli utili.

Infine, il nuovo piano prevede una riduzione dei costi per €6 miliardi e una riduzione degli investimenti upstream del 18% mentre è previsto il break-even nel 2018 della divisione G&P.

Azioni Eni in rialzo in scia del nuovo piano industriale

Le azioni Eni sembrano riflettere l’apprezzamento degli investitori per il nuovo piano industriale triennale presentato dalla società petrolifera. Il titolo di Eni guadagna al momento il +1,62%, toccando così quota 13,83€.

Il nuovo piano si incentra sulla riduzione degli effetti negativi derivanti al crollo delle quotazioni del petrolio che la società intende affrontare con una diluizione delle partecipazioni detenute nei nuovi giacimenti.

Eni: il piano industriale nel dettaglio

In particolare, l’ad Claudio Descalzi ha affermato che ci saranno dismissioni per €7 miliardi entro il 2019 che riguarderanno principalmente i giacimenti di Mamba in Mozambico (dove eni sta cercando di cedere parte del 50% della quota detenuta) e di Zohr in Egitto di cui oggi detiene il 100%.

Previsti infine un taglio dei costi di €6 miliardi mentre si intende aumentare la produzione di idrocarburi di oltre il 3% contro un consenso visto tra il 3% e il 4%.

Il settore Gas&Power dovrebbe raggiungere il break-even nel 2018, settore sul quale Eni cercherà di velocizzare la ristrutturazione attraverso l’implementazione di efficienze.

Gli investimenti si ridurrano del 21% rispetto al precedente piano (18% per quelli upstream). Eni ha calibrato le stime del nuovo piano con un prezzo del barile a 60$, con l’obiettivo di corprire investimenti e dividendi.

Dividendi che per quest’anno sono stati confermati a 0,8€ ad azione mentre per i prossimi anni dipenderanno dall’andamento dei prezzi del petrolio e dal conseguimento degli utili di bilancio.

Notizia positiva è che il punto di equilibrio del gruppo è stato rivisto da 45$ a 27$ a barile che potrebbe così calmare le inquietudini degli investitori preoccupati da nuovi crolli delle quotazioni del greggio.

Azioni Eni: analisi tecnica di breve periodo

Il grafico delle azioni di Eni sta avendo contorni sempre più rialzisti. La media mobile di breve periodo ha incrociato positivamente quella di medio termine, suggerendo così ulteriori rialzi nelle prossime sedute. Il titolo della società petrolifera oggi ha superato la resistenza vista a 13,78€, chiudendo così definitivamente il gap lasciato aperto il 4 gennaio.

I volumi a rialzo sono abbastanza sostenuti, confermando così la bontà del quadro positivo di breve che si sta via via formando. Gli indicatori tecnici anche propendono per una configurazione positiva, con il MFI poco sotto l’area di ipercomprato ed il RSI diretto in questa zona.

L’obiettivo delle azioni Eni sembra quello posto in linea gialla intorno all’area di 14€, oltre la quale si profilerebbe il test della media mobile di lungo periodo vista in area 14,43€. Il test di quest’area in particolare sarebbe molto importante in termini rialzisti se andasse a buon fine.

In caso di ripiegamento, il primo supporto visibile è quello offerto dalla media mobile a 60 periodi posto a quota 12,82€ anche se al momento non sembrano persistere motivi per tale discesa. Molto, ovviamente, dipenderà dall’andamento delle quotazioni del petrolio nel corso della prossima settimana.

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