Azionario cinese: è in arrivo un rimbalzo?

Possibili sviluppi relativi soprattutto ai comparti healthcare, istruzione e tech potrebbero interessare l’azionario cinese nei prossimi mesi. L’analisi di UBP

Azionario cinese: è in arrivo un rimbalzo?

La guerra commerciale preoccupa ancora, ma in questo momento non scuote davvero il mercato cinese.

È questa l’opinione di Union Bancaire Privée (UBP), che nota come la decisione di Trump di imporre tariffe del 10% fino alla fine dell’anno ai danni di Pechino - invece dell’inizialmente previsto 25% - suggerisce che i mercati azionari cinesi “dovrebbero tornare relativamente calmi, dopo un’estate tumultuosa”.

Tuttavia - spiega Norman Villamin, Chief Investment Officer di UBP - si è assistito nel Paese a un deleveraging all’inizio dell’anno, in vista dell’infuocarsi della battaglia a colpi di dazi durante i mesi estivi.

Ma l’esecutivo ha allentato la politica monetaria, favorendo il probabile rimbalzo nei dati economici e negli utili delle imprese, cosa che dovrebbe anche garantire il necessario sollievo agli investitori.
Elemento che secondo UBS potrebbe andare a vantaggio delle imprese domestiche e delle banche cinesi, almeno in un primo momento:

“Nel lungo termine, tuttavia, privilegiamo l’healthcare, l’istruzione, l’IT/internet tech e i settori orientati al consumo interno. Queste aree non solo saranno meglio protette dal rischio di guerra commerciale diretta, ma gioveranno anche della trasformazione della new economy cinese”.

Cina: cosa aspettarsi da healthcare, istruzione e tech?

Più nel dettaglio, Union Bancaire Privée evidenzia come l’healthcare non abbia ancora raggiunto il suo pieno potenziale in Cina, ma il settore vada verso un accelerazione parallela a quella che riguarda il tenore di vita dei cinesi. Accelerazione favorita dall’esecutivo attuale, che sembra andare esattamente in quella direzione sul fronte sanitario.

Anche il settore dell’istruzione promette crescita, grazie in particolare all’urbanizzazione e all’aumento dei consumi:

“Negli ultimi due decenni la spesa discrezionale per l’istruzione è salita al 56%, mentre la spesa per i beni di prima necessità è scesa al 44% (dal 75%). Questa tendenza secolare avrà ancora più spazio per crescere con l’aumento dei redditi e andrà a beneficio dei fornitori di servizi educativi”.

Ampio capitolo lo merita infine il settore tech, al centro di una rivalità quotidiana feroce con gli Stati Uniti.
UBS evidenzia la prospettiva di una concentrazione molto più decisa sul mercato interno nei prossimi mesi, specie in caso di inasprimento della guerra commerciale.

La circostanza finirebbe per favorire il comparto relativo all’intelligenza artificiale e alle soluzioni fintech, nell’ambito di un impegno nazionale a “sviluppare la secolare crescita del settore”.

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