Avvocati, quali doveri rispettare durante l’incarico?

Ogni avvocato è tenuto a rispettare precisi obblighi e doveri nei confronti dei clienti di cui cura la difesa. Ecco quali sono.

 Avvocati, quali doveri rispettare durante l'incarico?

Quando un avvocato decide di curare la difesa legale di un cliente è tenuto a rispettare precisi obblighi e doveri, stabiliti nel Codice deontologico di categoria, dalla legge di regolamentazione della professione (L. n. 247/2012) e anche da alcune pronunce della Corte di Cassazione. Tra questi ci sono il dovere alla segretezza, alla diligenza e all’informazione del cliente.

In questo articolo forniremo un quadro completo degli obblighi e dei doveri degli avvocati nei confronti dei loro clienti, facendo riferimento alle diverse fonti da cui derivano.

I doveri dell’avvocato: fedeltà

All’articolo 4 del Codice deontologico si trova uno dei più importanti doveri dell’avvocato: la fedeltà al proprio assistito. Significa che una volta accettato il mandato, il difensore è tenuto a portare a termine tutti gli adempimenti necessari e a garantire la miglior difesa possibile al cliente.

La fedeltà chiaramente è un concetto piuttosto ampio ed è impossibile circoscriverlo ad atti e fatti determinati; si tratta di un atteggiamento che l’avvocato deve avere dall’inizio alla fine del mandato di difesa e, naturalmente, comporta il divieto di accettare incarichi confliggenti con la pretesa del cliente.

I doveri dell’avvocato: segretezza

Come molti altri professionisti, anche l’avvocato è tenuto ad osservare il segreto professionale. Vuol dire che non potrà raccontare a nessuno i dettagli della vicenda di cui si sta occupando e, quindi, violare la privacy del proprio cliente.

Riservatezza e segretezza sono elementi fondamentali della professione forense e sono alla base dell’instaurazione del rapporto fiducia con il cliente e quindi alla possibilità di vincere la causa.

Il dovere di riservatezza non riguarda solamente le informazioni dichiarate dal cliente, ma anche l’esistenza stessa del mandato. In altre parole, l’avvocati non può farsi pubblicità mostrando i nomi di quanti e quali clienti di cui si occupa. Questo orientamento è stato anche confermato dal Consiglio Nazionale Forense, sentenza 130 del 2013.

I doveri dell’avvocato: diligenza

Tra i doveri più importanti vi è anche la diligenza professionale, che serve ad assicurare una difesa di qualità, senza che nulla sia lasciato al caso. In particolare, l’avvocato deve attenersi all’articolo 1176 del Codice civile.

La diligenza dell’avvocato racchiude in sé il dovere di sollecitare e informare e il cliente e dissuaderlo dal compiere azioni che potrebbero compromettere la sua situazione processuale.

Con riguardo alla diligenza, è opportuno richiamare la sentenza della Corte di Cassazione n. 9520 del 2019, in cui gli ermellini ribadiscono che compito dell’avvocato è indicare al cliente le concrete possibilità di vincere la causa e di dissuaderlo dal proseguire qualora il processo si riveli per lui dannoso. Insomma, in poche parole, la Cassazione stabilisce che l’avvocato che si ostina a proseguire la pratica solo per fini di lucro infrange il dovere di diligenza professionale.

I doveri dell’avvocato: informazione

L’articolo 27 del Codice deontologico forense impone all’avvocato il dovere di informazione nei confronti del cliente, necessario ad attuare la diligenza professionale richiesta.

Il dovere di informazione prevede che, quando riceve l’incarico, l’avvocato deve informare il cliente di tutte le caratteristiche dell’attività, delle procedure necessarie, e i possibili risvolti della causa, positivi o negativi.

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