Avvio in retromarcia per la maggior parte delle borse europee, in ribasso dopo il nulla di fatto sulla Grecia dei ministri della zona euro sul nuovo piano di aiuti finanziari. Intanto oggi il Paese ellenico si ferma per un nuovo sciopero generale, proprio nel giorno in cui il Parlamento di Atene voterà le nuove misure di austerity proposte dal Governo di George Papandreou.
Persitono le preoccupazioni che le divisioni tra i funzionari della regione, possano ritardare un secondo piano di salvataggio per la Grecia. Scivolano anche i futures sugli indici Usa e le borse asiatiche.
National Bank of Greece SA (ETE) e EFG Eurobank Ergasias SA (EUROB) hanno perso più del 2% ad Atene. BNP Paribas SA, Societe Generale (GLE) SA e Credit Agricole SA (ACA), i maggiori istituti di credito della Francia, sono diminuiti dopo che Moody’s Investors Service ha posto in review i rispettivi rating, per controllarne le partecipazioni nel debito greco. Hennes & Mauritz AB (HMB), secondo maggior retailer di abbigliamento d’Europa, scende del 2,8 per cento dopo la diffusione dei dati di vendita.
Lo Stoxx Europe 600 Index è scivolato dello 0,1% a 270,51 (alle 11.50 a Londra). Il calibro è caduto del 7.1 per cento quest’anno, dal più alto raggiunto il 17 febbraio dopo la diffusione dei deboli dati americani sul rallentamento nella creazione di occupazione, che avevano suggerito una modesta e difficile ripresa economica, e la crescente speculazione sul caso Grecia e l’ipotesi di una rischio default. I futures sullo Standard & Poor’s 500 index hanno perso lo 0,4 per cento oggi, prima della diffusione delle relazioni relative all’inflazione negli Stati Uniti e alla produzione industriale (cfr. Calendario Economico). L’indice MSCI Asia Pacific è scivolato dello 0,2%.
Lo Stoxx 600 è sceso per sei settimane consecutive, la sequenza in perdita più lunga, in quasi tre anni. Il calo ha lasciato l’index trading di 12,7 volte gli utili delle sue società, riportati il 10 giugno.
«Se la storia può insegnare qualcosa è che gli attuali problemi del debito sovrano non si risolvono in modo pulito, e comunque, non nel breve termine.» ha detto Anthony Morris, strategist di Nomura Holdings Inc. di Londra. «Ci vorrà del tempo perchè il governo greco possa attuare le riforme. Ci vorrà del tempo perchè le riforme abbiano effetto. Ci vorrà del tempo perchè i creditori costruiscano un “cuscinetto” di capitale sufficiente per poter sottoscrivere la loro esposizione, cosa che, in ultima analisi, dovranno fare.» «Ci sono molte ragioni per aspettarsi che la caduta del mercato azionario sia giunta al termine, ma è ancora prematuro parlare di un ’via libera’» ha scritto in una relazione di oggi Frank Velling, stratega alla BankInvest Gruppo A / S di Copenhagen,BankInvest ha 17 miliardi dollari in gestione.
La Banca Nazionale di Grecia, il più grande finanziatore della nazione, è affondata del 5,1 per cento a 4,61 € e Eurobank, la seconda più grande, è diminuita del 2,6 per cento a 2,95 euro.
Alle banche greche verrà chiesto di mantenere un 10 per cento del capitale Core Tier I [3] a partire dal 2012, secondo la prospettiva di George Provopoulos, il capo della banca centrale del paese. Che includerà azioni privilegiate del governo emesse per i prestatori ed è stato concordato con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale come parte di un piano per proteggere le banche.
Moody’s ha posto in review il rating delle tre banche:la verifica si concentrerà sulla loro disponibilità nel debito greco, pubblico e privato «e il potenziale di incoerenza tra gli impatti di un possibile default greco o di ristrutturazione, e i corenti livelli di rating,» secondo quanto affermato dalla società. Ad oggi BNP è valutata a lungo termine “Aa2”, Credit Agricole “Aa1” e SocGen “Aa2”. Secondo gli analisti, tuttavia, anche nel caso in cui Moody’s dovesse effettivamente decidere di operare un declassamento, si tratterà probabilmente solo di un ritocco, e non di un improvviso “crollo”, come quello che ha caratterizzato il giudizio di Standard & Poor’s nei confronti proprio della Grecia (che ieri è stata di colpo portata da “B” a “CCC”, ovvero al livello più basso).
BNP Paribas (BNP) è scesa dell’1,4 per cento a 51,88 €, Societe Generale ha perso l’1,8 per cento a 39,06 € e Credit Agricole è scivolata del 2 per cento a 10,04 €.
Hennes & Mauritz è scivolato dell 2,8 per cento a 217,40 corone.
Experian Plc (EXPN) è sceso del 2,7 per cento a 779 pence come la US Consumer Financial Protection Bureau ha detto di essere pronta a porre la maggiore società di credito al controllo del mondo sotto il diretto controllo degli esaminatori federale.
Gas Natural SDG SA (GAS) è salito del 3.9 per cento a 13,84 € dopo aver accettato di pagare all’ algerina Sonatrach 1,9 miliardi dollari per risolvere una controversia e aver detto che la società di gas naturale con base ad Algeri può assumere una partecipazione nel suo distributore spagnolo.