Avviamento: cos’è il goodwill (e il badwill)

Avviamento d’azienda positivo, o goodwill, ed avviamento negativo, o badwill: cos’è questa voce contabile iscritta in bilancio nello stato patrimoniale? Vediamolo in questa guida.

Avviamento: cos'è il goodwill (e il badwill)

L’avviamento d’azienda - goodwill (se positivo) o badwill (se negativo) -
rappresenta un elemento contabile de capitale intangibile di una qualsiasi impresa e riflette la sua posizione sul mercato.

Se il Codice civile italiano definisce l’azienda all’articolo 2555 come un “complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”, sulla definizione di avviamento non c’è alcuna menzione in merito.

Si tratta di una grave lacuna giurisprudenziale dato che l’avviamento assolve ad un ruolo rilevante nella contabilità di bilancio e viene ad assumere un valore di mercato (fair value) in occasione di operazioni di finanza straordinaria, come il trasferimento di un ramo d’azienda o in una fusione o scissione aziendale.

Cos’è l’avviamento? Che importanza sta assumendo sempre di più in materia di contabilità d’impresa? In particolare, per le compagnie quotate l’avviamento costituisce un bene immobiliare che entra a fare parte del patrimonio intangibile aziendale e trova collocamento all’interno dello stato Patrimoniale (sezione Attività).

Questa guida si propone di approfondire che cos’è l’avviamento positivo (goodwill) e negativo (badwill), che importanza assolve questa grandezza contabile all’interno dello Stato patrimoniale del bilancio d’impresa e cosa affermano gli standard internazionali di contabilità in materia di avviamento.

Il goodwill

Il goodwill o avviamento positivo è un valore contabile iscritto nella voce B.I.5 della sezione Attività dello Stato Patrimoniale, uno dei prospetti contabili che compongono il “Pacchetto” del Bilancio contabile d’esercizio.

Nonostante non sia definitivo dall’ordinamento giuridico italiano nel corredo normativo contenuto all’interno del Codice civile, l’avviamento è stato definito dalla prassi contabile nazionale eì soprattutto dai principi contabili internazionali, venendo a rappresentare “il maggior valore attribuito al complesso aziendale rispetto al suo valore contabile”.

L’avviamento positivo non rappresenta un bene aziendale che può essere ceduto o alienato sul mercato in maniera autonoma, ma essendo un bene intangibile la sua esistenza ed iscrizione in bilancio, va ad accrescere il valore del complesso aziendale.
L’incremento del valore del patrimonio aziendale ha un ruolo rilevante e diviene oggetto di valutazione, di stima e di congettura nel caso in cui l’azienda sia oggetto di trasferimento sul mercato.

L’avviamento positivo è sinonimo ed un chiaro “segnale” dello stato di salute aziendale e viene considerato in finanza come la capacità della stessa impresa di produrre reddito nel tempo (principio del “going concern”).
Il goodwill incrementa il valore dell’intero complesso aziendale che sarà, di conseguenza, valutato in maniera positivissima da parte degli shareholders e dei potenziali investitori sul mercato borsistico.

Il Badwill

Contrariamente al goodwill, il badwill è da considerarsi l’avviamento negativo, sinonimo di deprezzamento e di depauperamento del complesso di beni aziendali.
Il badwill è un indice di una scarsa redditività o, addirittura, segnale di croniche situazioni di perdita e viene valutato negativamente dagli investitori e dagli Shareholders aziendali.

Sul mercato borsistico ci sarà più sfiducia nell’investire capitale in aziende e Società quotate con uno Stato patrimoniale che presentano un valore d’avviamento negativo.

I fattori negativi che comportano un peggioramento dell’avviamento possono ascrivibili ai seguenti:

  • localizzazione non opportuna,
  • strategia aziendale inadeguata e di breve periodo (miopia manageriale),
  • struttura organizzativa non efficiente,
  • scarsa reputazione sul mercato,
  • cattiva immagine dell’azienda,
  • scarsa fiducia da parte dei vari Shareholders e Stakeholders.

Contabilità e avviamento d’azienda: Besta vs. Zappa

La prassi contabile e gli analisti finanziari sono soliti calcolare l’avviamento d’azienda ricorrendo a due metodi di calcolo:

  • diretto che permette di determinare il valore di avviamento attraverso l’attualizzazione di un flusso prospettico di profitto economico,
  • indiretto, il cui calcolo avviene mediante la differenza tra due
    diverse configurazioni di capitale, quella economica e quella di funzionamento.

Interessante in materia contabile è la soluzione riportata da Besta: il calcolo del valore di avviamento si ottiene dalla capitalizzazione dei sopraredditi o profitto economico dato “l’avviamento appare come il valore capitale della sovra redditività”.

Il concetto di avviamento quale elemento autonomo del patrimonio aziendale, sostenuto da Besta (sostenitore del metodo diretto) è confutato in modo evidente dal concetto di avviamento quale differenza di valori (metodo indiretto) introdotto da Gino Zappa.
La visione zappiana permette “il passaggio dalla concezione di impresa come somma di fenomeni economici alla concezione di azienda quale coordinazione economica in atto”.

Avviamento in Bilancio: i principi contabili internazionali

Come già messo in evidenza, l’avviamento non è un bene immateriale a sé stante e costituisce una parte inseparabile del patrimonio aziendale.
L’iscrizione dell’avviamento in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali è possibile solo se sia stato acquisito a titolo oneroso, nei limiti dell’onere economico effettivamente sostenuto e previo consenso del collegio sindacale.

L’avviamento deve essere ammortizzato e deve essere “spalmato” nei successivi esercizi per un periodo non superiore ai cinque anni (art. 2426 n. 6 Codice civile).

I principi contabili internazionali (International Accounting Standards) ritengono che l’avviamento non sia soggetto ad ammortamento, bensì ad un procedimento di verifica (cosiddetto impairment test) con cadenza almeno annuale che può portare solo ad una eventuale svalutazione.

Condividi questo post:

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Stato patrimoniale

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Commenti:

Potrebbero interessarti

Francesco Oliva

Francesco Oliva

6 giorni fa

Irregolare o mancata tenuta dei libri contabili obbligatori: quali conseguenze?

Irregolare o mancata tenuta dei libri contabili obbligatori: quali conseguenze?

Commenta

Condividi

Lorenzo Baldassarre -

Lufthansa compra una parte di Air Berlin

Lufthansa compra una parte di Air Berlin

Commenta

Condividi

Maurizia Esposito -

Patrimonio, utile e ricavi: le basi dell’analisi fondamentale di un titolo. Quali differenze?

Patrimonio, utile e ricavi: le basi dell'analisi fondamentale di un titolo. Quali differenze?

Commenta

Condividi