Autocertificazione falsa: sanzioni e rischi

Autocertificazione per spostarsi e uscire di casa durante l’emergenza coronavirus, che succede se è falsa? Si rischia una doppia denuncia, vediamo come.

Autocertificazione falsa: sanzioni e rischi

Contro l’emergenza coronavirus, tutti i cittadini sono invitati a stare a casa più tempo possibile. Uscire e spostarsi non è vietato in modo assoluto, ma serve compilare e firmare l’autocertificazione dove si attesta il motivo dello spostamento. Questo è consentito per tre ragioni:

  • salute;
  • lavoro;
  • necessità (come fare la spesa e acquistare farmaci).

Ma cosa accade se l’autocertificazione è falsa? Quindi se i motivi non sono quelli previsti dal decreto ministeriale oppure se i dati personali non sono veritieri? In questi giorni se lo chiedono in molti, dato che le misure di prevenzione contro la COVID-19 impongono restrizioni molto severe e tanti cittadini sono tentati di uscire di casa presi dalla noia. Attenzione però perché la falsa autocertificazione non è una cosa con cui scherzare, si rischia il carcere fino a 6 anni.

Autocertificazione falsa, cosa rischio? Scatta la doppia denuncia

La situazione italiana sul contagio sembra ancora essere lontana dalla risoluzione, per questo sono in vigore misure particolarmente restrittive della libertà personale dei cittadini. Il motto del Governo è “Io resto a casa”, quindi ogni spostamento è sconsigliato e chi esce deve farlo per motivi importanti, comprovati e necessari.

Spetta a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito controllare che chi si sposta in automobile, a piedi o con i mezzi pubblici lo stia facendo per lavoro, salute, per raggiungere il luogo di domicilio/residenza o per necessità. Al momento del controllo, chi viene fermato deve compilare un modulo di autocertificazione in cui dichiara le proprie generalità e i motivi dello spostamento. Oppure, chi possiede gli strumenti necessari, può stampare e compilare il modulo a casa.

Come sappiamo, però, l’occasione fa l’uomo ladro, e quindi anche se l’emergenza coronavirus è serissima, non mancano i “furbetti” che approfittano dell’autocertificazione per andare in giro, raggiungere amici, fare gite fuori porta e altre uscite che non sono necessarie. In questi casi scatta la doppia denuncia:

  • una per Inadempimento dei provvedimenti dell’Autorità (ex articolo 650 del Codice penale), con ammenda di 206 euro o arresto fino a 3 mesi;
  • una per Falsa attestazione e dichiarazioni mendaci (ex articolo 495 del Codice penale), con reclusione da 1 a 6 anni.

L’autocertificazione può essere considerata falsa, e quindi illegale, sia se i motivi indicati non corrispondono alla verità sia se nel modulo vengono indicati nome, cognome e indirizzo falsi.

Ovviamente lo spirito di questa misura di prevenzione è quello di evitare gli spostamenti a meno che non siano strettamente necessari, in modo da diminuire le occasioni di contagio; molto è lasciato al buon senso e alla morale collettiva. Per questo falsificare le autocertificazioni non è solamente un comportamento contrario alla legge, ma una scelta irresponsabile, dato che a rischio c’è la salute nazionale.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Coronavirus

Argomenti:

Coronavirus Reato

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.