Atlantia, Moody’s taglia ancora il rating: ora il Gruppo vuole trattare col governo

Dopo il secondo taglio al rating da parte di Moody’s nell’arco di un mese, Atlantia si convince a trattare con il governo

Atlantia, Moody's taglia ancora il rating: ora il Gruppo vuole trattare col governo

Moody’s taglia di nuovo il rating di Atlantia, stavolta da Ba1 a Ba2. La decisione, spiega l’agenzia, “riflette l’aumento della pressione politica sul gruppo Atlantia e i crescenti rischi al ribasso”. L’approvazione dell’ultimo decreto milleproroghe, infatti, ha determinato l’avvio di un percorso che, afferma Luigi Di Maio, porterà alla revoca delle concessioni. Il gruppo scivola ancora più profondamente in territorio “junk”.

Con il dowgrading di Atlantia arriva anche quello delle controllate del gruppo Benetton, Autostrade per l’Italia (da Baa3 a Ba1) e Aeroporti di Roma (da Baa2 a Baa3). I rating rimangono tutti sotto osservazione per “rischio di ulteriore declassamento”, quindi ulteriori sviluppi potrebbero portare conseguenze per le società.

Atlantia, Moody’s taglia ancora il rating

Nel milleproroghe, afferma Moody’s, “il governo italiano ha modificato retroattivamente e unilateralmente i termini e le condizioni delle concessioni autostradali, inclusa quella di Aspi”.

Trattandosi di un decreto - che necessita dunque dell’approvazione del Parlamento entro 60 giorni - gli effetti potrebbero essere temporanei, ma in ogni caso si sottolinea “una significativa escalation dello scontro tra governo e Atlantia”.

L’esecutivo M5S-PD-Italia Viva, prevede Moody’s, porterà presto all’ordine del giorno la discussione sulla revoca della licenza.

In seguito alle misure approvate di recente, lo Stato può risarcire solo parzialmente Atlantia per la rescissione anticipata del contratto se la concessionaria ha violato gli obblighi. Questi ultimi riguarderebbero la mancata manutenzione di autostrade, ponti e viadotti. Le accuse ad Aspi si concentrano in particolare sul crollo del viadotto Polcevera, in cui hanno perso la vita 43 persone un anno e mezzo fa, a Genova.

Aspi apre alle trattative con il governo

Intanto Autostrade per l’Italia apre alle trattative con il governo. Intervistato dal Corriere della Sera, l’ad di Aspi Roberto Tomasi ha ammesso chiaro e tondo che “senza concessione c’è il rischio fallimento”.

Tomasi ha detto di comprendere “la diffidenza”, e per questo la società vuole realizzare “una profonda discontinuità su molti piano”, a partire da “una forte rotazione del management”, una rivoluzione del “sistema dei controlli” e “un piano di investimenti in manutenzione da 500 milioni di euro”.

Secondo il Corriere, Aspi avrebbe messo sul piatto 2 miliardi per salvare la concessione, ma senza la riduzione del 5% delle tariffe voluta dal governo. Che il taglio del rating da parte di Moody’s possa convincere la concessionaria ad accettarla?

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