AstraZeneca, mezza dose per evitare rischio trombosi: la proposta

Mario D’Angelo

15/04/2021

15/04/2021 - 21:35

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Scienziati avanzano l’idea che ridurrebbe il rischio di eventi avversi raddoppiando il numero di persone vaccinate.

AstraZeneca, mezza dose per evitare rischio trombosi: la proposta

Ridurre la dose della vaccinazione AstraZeneca per ridurre il rischio trombosi. È la proposta avanzata negli ultimi giorni da alcuni scienziati sul vaccino sviluppato dalla società anglo-svedese e dall’Università di Oxford, sotto osservazione per alcuni rari eventi avversi nei vaccinati. L’idea di dimezzare la dose di vaccino potrebbe valere anche per quello Janssen, di recente oggetto di stop negli Stati Uniti per i medesimi eventi tromboembolici registrato con il Vaxzevria.

Mezza dose AstraZeneca: meno eventi avversi e più vaccinati

Risulta che, negli studi di fase III, in alcuni soggetti sottoposti a vaccinazione con Vaxzevria (AstraZeneca), siano stati osservati effetti collaterali decisamente più lievi o del tutto assenti, dopo un’accidentale somministrazione di dosi più basse di vaccino”. A parlare con l’Adnkronos Salute è l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzata.

Gli scienziati hanno notato che, quando per errore è stata una dose più bassa del vaccino, sono stati registrati eventi avversi bassi o nulli. Non si parla di reazioni gravi, ma di quelle più comuni. La speranza è che diminuirebbero anche quelli più gravi che, in rarissime occasioni si sono rivelati fatali.

La ragione è che con dosi più basse si attivano “risposte immunologiche più contenute e, per questo, non in grado di evocare reazioni infiammatorie significative”.

AstraZeneca, la proposta degli scienziati

Mezza dose di vaccino AstraZeneca, quindi, potrebbe ridurre il rischio di gravi eventi avversi. Al tempo stesso, a dose ridotta non corrisponderebbe minore efficacia, anzi. Sempre secondo Minelli, “il basso grado di infiammazione immuno-indotta da una dose di vaccino meno aggressiva” avrebbe prodotto livelli di anticorpi immunizzanti leggermente più alti di quelli prodotto da una dose piena.

Si tratta comunque di osservazioni effettuate su campioni molto piccoli, pertanto per Minelli sarebbe il caso di verificarle direttamente in campagna vaccinale. Anche perché questo “consentirebbe al doppio dei cittadini di essere immunizzati”.

Ad avanzare per primi la proposta della mezza dose sono stati ricercatori tedeschi dell’Università di Greifswald. Il team di ricerca guidato dall’esperto di coagulazione Andreas Greinacher, che per primo ha trovato nei vaccinati una possibile correlazione fra eventi tromboemolici e basso livello di piastrine, hanno chiesto all’EMA di fare test su questa semplice soluzione.

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