Apple potrebbe diventare ancora più ricca

Apple mira sempre di più al ramo servizi ma sottovalutata gli abbonamenti secondo Gene Munster. Il risultato? Potrebbe perdere miliardi di dollari.

Apple potrebbe diventare ancora più ricca

Apple sta provando a far crescere la parte dei servizi non-iPhone della sua attività, ma potrebbe perdere miliardi di dollari in termini di ricavi da abbonamenti.

A pensarla così è Gene Munster, analista di Apple da lungo tempo e managing partner di Loup Ventures, società di venture capital con sedi a Minneapolis e New York. Secondo Munster al momento il 30% dei ricavi da servizi dell’azienda con sede a Cupertino provengono da abbonamenti; questo vuol dire che è una parte di business che ha ancora molto spazio per crescere. L’analista di Wall Street ha indicato le ProaApp di Apple come un’area in cui è possibile guadagnare nuove sottoscrizioni.

ProApp di Apple potrebbero portare nuovi abbonamenti

Le ProApp, utilizzate principalmente dalle industrie audio e video, possono essere acquistate dai clienti come software fisico o in download. Il software, che include Final Cut Pro X, Logic Pro X, Motion, Compressor e MainStage 3, vende tutti questi prodotti a prezzi diversi o, insieme come pacchetto, a 630 dollari.

Tutto ciò appartiene però a un vecchio modo di fare le cose, quello utilizzato prima dell’esplosione del cloud computing che ha dato avvio a una nuova era di guadagni in arrivo dagli abbonamenti digitali. Apple potrebbe rifondare quel modello di business, ospitare le applicazioni nel cloud e chiedere ai clienti un canone mensile per l’accesso secondo quanto riportato dalla CNBC, che ha evidenziato come, a partire dalla fine del 2017, Apple avesse ben 2 milioni di utenti per il solo Final Cut Pro X.

Quando si tratta di abbonamenti, l’attenzione di Apple si è sempre concentrata sul lato dei consumatori con Apple Music e i suoi servizi di archiviazione iCloud. I clienti pagano mensilmente per ascoltare musica in streaming e archiviare dati nel cloud. Apple ha anche il suo App Store, iTunes, Apple Pay e AppleCare tra la sua gamma di servizi.

Alla metà di aprile, Apple Music contava più di 40 milioni di abbonati, cifra che secondo il WSJ - il quale riportava una e-mail interna all’azienda - rappresenta un aumento dell’11% dell’utenza rispetto ai due mesi precedenti. Per il suo secondo trimestre fiscale, i ricavi dei servizi Apple sono aumentati del 31% su base annua a 9,2 miliardi di ricavi.

Apple ha bisogno di trovare nuove fonti di crescita?

Per la produzione di iPhone espandersi nel ramo dei servizi diventa sempre più importante, considerando che il mercato degli smartphone è saturo, e i consumatori tengono i loro dispositivi mobili per molto più tempo.

Di conseguenza, Munster ritiene che le entrate dei servizi rappresenteranno il 20% di tutte le entrate di Apple entro il 2023, e in futuro i servizi di abbonamento potrebbero essere incentrati su realtà aumentata, AI e settore video.

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