Apple: Jobs-Cook. Passaggio di testimone

Nadia Fusar Poli

25 Agosto 2011 - 16:42

Apple: Jobs-Cook. Passaggio di testimone

Apple: affondano le azioni. La società si trova di fronte ad un futuro senza il suo fondatore e visionario Steve Jobs al timone.

Jobs si è dimesso da amministratore delegato passando il testimone al suo braccio destro, Tim Cook, dichiarando di non essere più nelle condizioni di rispettare i suoi doveri e le responsabilità di CEO, anche se non ha fatto alcuna menzione alle cattive condizioni di salute.

Le azioni di Apple sono state messe sotto pressione dopo la notizia delle dimissioni di Steve Jobs come amministratore delegato. Jobs, che ha lottato ed è sopravvissuto una rara forma di cancro al pancreas e ha rivoluzionato il settore tecnologico con iPod, iPhone, e iPad, è considerato il cuore e l’anima di una società che è diventata la più importante al mondo per un breve periodo proprio quest’anno, sorpassando il colosso petrolifero Exxon.

«Ho sempre detto che se mai fosse venuto un giorno in cui non sarei più riuscito ad assolvere i miei doveri e le aspettative in qualità di CEO di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato,»ha scritto Jobs in una breve lettera che ha annunciato le sue dimissioni.

Quando il CEO di Apple Steve Jobs si congedò per la terza volta nel mese di gennaio di quest’anno, a causa di problemi di salute, era noto che si sarebbe trattato solo di una questione di tempo prima che venisse dato l’annuncio ufficiale delle dimissioni dal ruolo di CEO, ricoperto da Jobs per 14 anni. Il co-fondatore di Apple (nata nel 1976), farà ancora parte della «Mela» in veste di presidente del board di Apple.

Il consiglio ha scelto quale nuovo Chief Operating Officer Tim Cook, che siederà alla poltrona lasciata vuota da Jobs. Molti potrebbe chiedersi chi sia esattamente Tim Cook e se abbia tutte le carte in regole, nonchè quello che serve per non far rimpiangere il visionario e geniale stratega che lo ha preceduto.
Jobs ha scritto nella sua lettera di dimissioni che «consiglia fortemente» che Apple esegue il suo «piano di successione e nomini Tim Cook quale CEO di Apple.» Cook, che è in Apple dal 1998 e ne è COO dal 2005, ha coperto il ruolo di CEO di Apple due volte: la prima nel 2004, quando Jobs si stava riprendendo da un intervento chirurgico, e di nuovo nel 2009, quando Jobs si prese un periodo di aspettativa.

Anche se verrà a mancare la creatività progettuale di Jobs, di certo non può essere la fine del mondo Apple. Cook dispone di una squadra vincente, con alcune delle migliori persone che lavorano nel design e nel marketing di Apple.
Con l’iPhone 5 a poche settimane dal lancio ufficiale, un iPad 3 pronto entro la fine di quest’anno - o al massimo all’inizio del 2012 - , e le voci di un importante riprogettazione del MacBook Pro, sembra che Cook potrà cavalcare l’onda (perfetta?) per i prossimi mesi.

Inoltre, non c’è dubbio che Jobs continuerà a sfoderare idee e progetti dal suo magico cilindro, pronto a lasciarli nelle mani di Cook perchè prendano vita.

Jobs, come scritto nella sua lettera di dimissioni, crede che per Apple si apriranno giorni e scenari “più brillanti e innovativi". Speriamo che abbia ragione.