Animali in condominio, si possono tenere? Le regole

Isabella Policarpio

26/07/2021

26/07/2021 - 16:50

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Il regolamento di condominio può vietare gli animali? Quanti se ne possono tenere e quali? Cosa dice la legge.

Animali in condominio, si possono tenere? Le regole

Si possono tenere cani e gatti in condominio? Certo che sì e nessuna delibera può impedirlo. Tuttavia chi desidera avere un animale domestico in condominio deve attenersi a precise regole comportamentali per non disturbare gli altri condomini, ad esempio riguardo i cani che abbaiano.

I padroni devono fare attenzione al comportamento degli animali nelle parti comuni del condominio, come ascensore, scale e ingresso e, naturalmente, devono pulire eventuali bisogni e rimediare ai danni causati dai propri animali da compagnia.

Ma se è vero che nessun regolamento può vietare gli animali in condominio, le cose potrebbero stare diversamente per gli affittuari. Ecco cosa sapere.

Il regolamento condominiale può vietare gli animali?

No, il regolamento condominiale non può in nessun caso vietare ai condomini di detenere animali da compagnia, cani o gatti che siano. E non può nemmeno stabilire il numero massimo di animali per ciascun condomino. Ogni patto contrario è da ritenersi nullo, questo vuol dire che se il regolamento di condominio vieta cani, gatti, conigli o altri animali da compagnia, si può impugnare la delibera e detenere l’animale che si desidera.

Ciò è previsto all’articolo 1138 del Codice civile, che recita:

«Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».

Questo principio, però, non vale per gli affittuari: il proprietario dell’appartamento è libero di inserire nel contratto di locazione una clausola che escluda la presenza degli animali. Si tratta in questo caso di libertà contrattuale delle parti in quanto l’inquilino è sempre libero di non accettare.

Quali (e quanti) animali si possono tenere in condominio?

Le regole del condomino non possono indicare quali e quanti animali si possono tenere nella propria unità immobiliare. Tuttavia gli animali detenuti devono essere consentiti dalla legge italiana e in buona salute (gli animali esotici di contrabbando, per ovvie ragioni, non saranno ammessi).

Questo significa che in condominio si possono regolarmente tenere cani, gatti, conigli, uccelli, pesci, tartarughe, criceti, porcellini d’india ogni altro animale da compagnia non vietato dalla legge.

Inoltre il regolamento condominiale non può indicare il numero massimo di animali che un soggetto possa avere in casa; tale decisione è rimessa alla discrezionalità di ognuno in base alle dimensioni dell’appartamento e alle esigenze degli animali. Va da sé che a questi vanno garantiti spazio e cure idonei, altrimenti può scattare il reato di Maltrattamento di animali.

Come gestire cani e gatti in condominio

Per gestire cani e gatti in condominio (e altri animali) è necessario per prima cosa avere buon senso e rispettare gli spazi altrui. Cani e gatti non possono circolare liberamente sulle scale, in ascensore o negli spazi verdi del condominio; devono essere costantemente vigilati e non arrecare rischi alla salute dei condomini.

I proprietari sono responsabili dal punto di vista civile e penale dei loro animali, quindi, se un cane sporca o danneggia le parti comuni o arreca danni a cose e persone, i condomini potranno chiedere il risarcimento danni al padrone.

Per quanto riguarda i cani, questi devono essere tenuti al guinzaglio per le scale e in ascensore e i padroni dovrebbero educarli a non abbaiare eccessivamente, specie nelle ore del silenzio.

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