Analisi petrolio: Brent sui massimi da novembre 2014, come operare?

Ufficio Studi Money.it

07/05/2018

08/05/2018 - 15:31

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Le quotazioni del Brent hanno raggiunto i top da novembre 2014. Il macro trend si conferma saldamente rialzista, ma gli indicatori segnalano una divergenza da non trascurare. Potrebbe materializzarsi una breve fase di correzione?

Da qualche settimana le quotazioni del Brent sono schizzate sui massimi dal novembre 2014 sulla scia delle tensioni internazionali fra Stati Uniti d’America da un lato e le potenze produttrici dall’altro, in primis Russia e più recentemente Iran (clicca qui per leggere l’approfondimento di Money.it).

In questo quadro il prezzo del future generico sul Brent oggi ha toccato un nuovo picco a 76 dollari al barile, massimo relativo da oltre 3 anni (per la precisione dal 27 novembre 2014), confermando il macro trend rialzista che dai minimi del 20 gennaio 2016 a 27,10 dollari ha consentito alle quotazioni del greggio del Mare del Nord di recuperare circa 180 punti percentuali.

Dal punto di vista tecnico queste evidenze hanno confermato l’accelerazione rialzista avvenuta nell’ultimo trimestre del 2017, seguita poi dal breakout delle resistenze statiche collocate su importanti livelli psicologici di prezzo a 60 e 70 $ al barile. È proprio su quest’ultimo prezzo che ora dovrebbe focalizzarsi l’attenzione degli operatori.

Divergenza in atto, occhio al prezzo

Area 70 $ è stata a lungo un’importante e ostica resistenza statica, ereditata dai precedenti massimi datati 6 maggio 2015, 15 gennaio e 23 marzo 2018. Inoltre, in occasione delle sedute del 10 e 11 aprile 2018, quando cioè è stato completato il breakout di questa resistenza, il mercato ha registrato un significativo incremento sui volumi.

Ora che il prezzo è alle prese con la resistenza di breve e brevissimo a 75,50 $ il mercato comincia a generare segnali di divergenza da non sottovalutare. Ad esempio l’oscillatore RSI oggi veleggia in area 65, ancora al di sotto dell’Ipercomrpato e in evidenze disallineamento rispetto alla dinamica del prezzo del derivato.

Difatti, mentre il derivato ha toccato oggi il suo massimi dal novembre 2014 a 76 $, l’ultimo massimo dell’RSI rimane datato al 15 gennaio di quest’anno. Notare come anche il MACD dal 2 maggio si sia girato in negativo.

L’insieme di questi elementi potrebbe fa pensare che siamo alle porte di una fase di correzione di breve periodo, potenzialmente propedeutica al prezzo del derivato sul Brent per tornare a testare l’ex resistenza statica a 70$. Questo livello, peraltro, corrisponde al 38,2% del ritracciamento di Fibonacci rispetto al movimento di medio periodo partito a novembre 2017.

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