L’ALTRO PUNTO DI VISTA: da Assad a Greta parla Marco Rizzo nella puntata dell’11/12/2019

Alessandro Cipolla

11 Dicembre 2019 - 16:13

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L’intervista ad Assad da parte della Maggioni, l’inchiesta su Renzi e il personaggio Greta: sono questi alcuni dei temi trattati da Fabio Frabetti e Marco Rizzo nella seconda puntata dell’11 dicembre 2019 di L’altro punto di vista, il nuovo format di MoneyTV.

L’intervista di Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al Assad, l’inchiesta sulla fondazione Open vicina a Matteo Renzi e l’attivista Greta Thunberg, che sarebbe un “prodotto da laboratorio” che in qualche modo fa cadere in secondo piano in materia ambientale che “il 70% dell’inquinamento mondiale è prodotto da cento multinazionali, ma ti colpevolizzano però se poi non hai spento la luce del bagno”.

Questi sono stati alcuni dei temi trattati dal segretario generale del Partito Comunista Marco Rizzo e da Fabio Frabetti nel corso della seconda puntata di L’altro punto di vista, il nuovo format di MoneyTV in onda ogni mercoledì alle ore 12.00 sul canale YouTube di Money.it.

Rizzo difende Assad

Uno degli argomenti più caldi degli ultimi giorni è stata l’intervista di Monica Maggioni, ex presidente della Rai e ora amministratrice delegata di Rai Com, al presidente siriano Bashar al Assad che tra mille polemiche sarebbe stata prima censurata e poi mandata in onda su Rai Play.

Per Marco Rizzo l’intervista ha dato fastidio perché Assad “è stato presentato come uno dei dittatori più terribili e sentendolo parlare l’opinione pubblica si sarebbe potuta fare un altro punto di vista, questo è il problema”.

La domanda che si pone il segretario è chi ha deciso di fermare la messa in onda dell’intervista, elencando poi istituzioni e organismi come “il Dipartimento di Stato Americano, la CIA, l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale o la BCE” che sarebbero i veri poteri che governano l’Italia, le cui decisioni hanno poi una ricaduta sui nostri governanti che sarebbero dei meri esecutori.

Chi ha visto l’intervista - ha proseguito Rizzo - ha potuto vedere che Assad non è quel sanguinario dittatore da tutti descritto, ma uno che parla della sovranità del suo paese che è stata distrutta dalla NATO, dalla UE, dalla Turchia… e ora vuole solo battersi contro il terrorismo e ripristinare la pace in Siria”.

Da Renzi a Greta

Durante la puntata, Rizzo oltre a non aver risparmiato altre stoccate al movimento delle sardine e al MES, criticato per la sua esistenza e non per la riforma in discussione, ha trattato anche diversi temi inerenti alla politica interna.

Se per quanto riguarda la tenuta del governo il Conte bis andrà avanti “fino a quando i grandi potentati economici decideranno di staccare la spina”, l’inchiesta sulla fondazione Open viene definita dal segretario “nel merito abbastanza vergognosa” visti i tanti soldi prestati all’ex premier.

Allargando il perimetro della vicenda per Rizzo il sospetto è che “come Renzi fa un partito subito gli arriva l’inchiesta, fa parte di un sistema dove se vogliono fermarti sanno come farlo, capita a Renzi oggi ma può capitare a Salvini domani”.

Parole fuori dal coro quelle dell’ex deputato anche in merito a Greta Thunberg, l’attivista definita “un prodotto da laboratorio, visto che il 70% dell’inquinamento mondiale è prodotto da cento multinazionali compreso l’esercito americano”.

Chiosa finale per le elezioni regionali, con il Partito Comunista che starebbe cercando di raccogliere le firme per presentare i propri candidati in Emilia Romagna e Calabria, escludendo però alleanze con “partiti che non vogliono presentarsi sotto il simbolo della falce e martello”.

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