Movimento delle sardine: chi sono e cosa vogliono i manifestanti

Movimento delle sardine: chi sono e cosa vogliono i manifestanti? L’origine e il manifesto

Movimento delle sardine: chi sono e cosa vogliono i manifestanti

Il movimento delle sardine è in pieno fermento. Chi sono e cosa vogliono i manifestanti che stanno riempiendo le piazze italiane?

A dispetto del nome curioso e apparentemente poco serio, questa spontanea iniziativa di partecipazione civile è nata con un intento nobile: risvegliare una coscienza politica anti-populista.

Sulla pagina Facebook delle sardine è arrivato anche il manifesto, che spiega l’origine e gli obiettivi di questo fenomeno di attivismo politico civile.

Intanto il movimento, lanciato quasi per scommessa a Bologna, si prepara ad iniziative in tutta Italia. Dopo Modena, gli organizzatori hanno previsto appuntamenti a Salerno, Palermo, Reggio Emilia, Perugia, Rimini, Parma, Firenze, Napoli, Ferrara, Milano e Torino.

Qui il calendario delle prossime manifestazioni delle Sardine in Italia e all’estero

Cresce la curiosità nel mondo politico, sia tra il popolo disperso della sinistra, che nell’entourage di Matteo Salvini.

Movimento delle sardine: l’origine dell’iniziativa

Tutto parte da Bologna e dalla notizia dell’arrivo del leader della Lega al Paladozza per sostenere la candidata alle regionali Lucia Borgonzoni.

Un giovane bolognese di 32 anni, Mattia Santori, pensa che la città debba trovare una risposta al tentativo leghista di cancellare anni di storia di centro-sinistra. E soprattutto, sente la necessità di rispondere ai toni populisti della politica odierna. Ad una settimana dall’arrivo di Salvini, quindi, escogita la formula delle sardine in piazza.

L’idea, da buon ingegnere, è numerica. Lo scopo del flash-mob, infatti, come si legge dalla pagina Facebook, è di radunare 6.000 persone sul crescentone di Piazza Maggiore. I partecipanti dovranno stringersi come sardine per concretizzare l’obiettivo di superare il numero 5.570, la capienza massima del Paladozza.

La prima rivoluzione ittica della storia è così lanciata. Le sardine, come raccontato dalla cronaca, raggiungono il numero di 15.000. La piazza di Bologna di giovedì sera è già diventata il simbolo di una coscienza anti-salviniana risvegliata.

Gli ideatori dell’iniziativa sono quattro. Oltre a Mattia Santori, ci sono Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa. Un piccolo gruppo di amici trentenni, senza tessere di partito, con una normale vita privata e professionale e, soprattutto, con un messaggio da diffondere.

Cosa vogliono le sardine? Nasce il manifesto ufficiale

Da oggi, le sardine hanno un manifesto ufficiale che spiega cosa vogliono veramente.

I nuovi manifestanti si presentano come un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati da un comune sentire: la lotta contro i populisti. È proprio a loro che si rivolgono le sardine, sottolineando che per troppo tempo “hanno avuto la libertà di affogare i contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota.”

Il messaggio da diffondere è chiaro: sfidare con la partecipazione civile, l’impegno in prima persona e la coscienza critica la retorica della comunicazione vuota. Senza insulti, né violenza.

La politica “con la P maiuscola” come viene ribadito nel manifesto, resta il faro del movimento, proiettato a diffondere il più possibile questi intenti.

Le sardine danno a tutti i simpatizzanti il “Benvenuto in mare aperto”, mettendo in guardia che: “Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network.”

La paura di Salvini per le elezioni emiliane

Le reazioni di Salvini al movimento delle sardine non si sono fatte attendere. Il leader leghista continua a ripetere che gli attacchi lo rafforzano di più.

Se da una parte nella Lega si comincia a sospettare sull’origine dell’iniziativa, non proprio civica ma partitica secondo alcuni, la tensione per le regionali sale nella coalizione salviniana.

La coscienza popolare nella terra emiliana, infatti, non può essere sottovalutata. Soprattutto, non può essere sottostimato un fenomeno così entusiastico, nato per contrastare apertamente la linea salviniana.

La paura di Matteo Salvini è che le sardine giochino a favore della sinistra, arrestando il processo di conquista territoriale iniziato in Umbria.

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