Se il Presidente americano arriverà a commettere questo sbaglio, ci sarà un «disastro biblico». L’attenti sul petrolio e su tutti i mercati.
Se vuole evitare un disastro biblico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump si astenga dall’intervenire sui mercati del petrolio.
L’alert è stato lanciato dall’amministratore delegato del CME Group, il mercato globale dei contratti derivati numero uno al mondo, ovvero da Terry Duffy.
Alert CME su prezzi petrolio e mercati, se Trump interviene sui futures “catastrofe biblica”
A renderlo noto il Financial Times, con un articolo che ha riportato che, nel corso di un evento che si è tenuto nel corso di questa settimana a Boca Raton, in Florida, Duffy ha manifestato forti timori per le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, secondo le quali il dipartimento del Tesoro americano starebbe valutando l’adozione di alcune misure, volte ad abbassare i prezzi del petrolio, dopo la fiammata successiva all’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Tra le opzioni al vaglio dell’amministrazione USA, ci sarebbe un possibile intervento sul mercato dei futures sul crude oil: proprio quello che fa capo al CME Group.
Ma se Trump decidesse di intervenire sui mercati del petrolio al fine di gestirne e controllarne i prezzi, la conseguenza sarebbe per l’appunto “ un disastro biblico ”.
E per un motivo molto semplice: “ Quando i governi intervengono sui prezzi, ai mercati non piace ”.
L’allarme, con intervento Trump su prezzi petrolio forte erosione per fiducia investitori
L’effetto di un’azione volta a condizionare il trend dei futures sul petrolio si tradurrebbe insomma, secondo il numero uno del CME Group, in una forte erosione della fiducia degli investitori.
Nel frattempo, sebbene oggi i prezzi del crude oil non accusino grandi variazioni, la preoccupazione per una nuova impennata, considerando la guerra in Iran rimane significativa.
I contratti WTI scambiati sul Nymex di New York segnano un lieve rialzo, rimanendo sopra la soglia di $95 al barile, mentre le quotazioni del Brent oscillano attorno a quota $100 al barile, a seguito del nuovo rally scatenato dalle parole della nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei.
Ieri, nel suo primo discorso pubblico da quando è stato nominato, Khamenei - figlio dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nell’attacco sferrato dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran che ha fatto esplodere la tensione nell’area del Golfo Persico - ha affermato che lo “stretto di Hormuz deve rimanere chiuso”, riportando così sui mercati l’incubo di prezzi del petrolio che possano scattare anche fino a $200 al barile: una prospettiva che è stata minacciata tra l’altro dallo stesso Iran nei giorni scorsi.
E che gli stessi analisti non considerano più impensabile.
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