Acquisto senza scontrino: chi rischia?

Capita spesso di entrare in un negozio e al momento del pagamento non ricevere lo scontrino fiscale. Come bisogna comportarsi in questi casi e a cosa si va incontro se non si emette o richiede la fattura dovuta?

Acquisto senza scontrino: chi rischia?

Emettere lo scontrino fiscale è un obbligo per qualsiasi esercente e chiederlo è un diritto e un dovere di ogni cittadino. Infatti la mancata emissione dello scontrino fiscale è a tutti gli effetti evasione fiscale e come tale è sanzionata.

Diversi sono i motivi che spingono sempre meno l’acquirente a richiedere lo scontrino dovuto: a volte si è portati a credere che la mancata emissione di scontrino non incida sulle tasche dei consumatori, più spesso poi gli acquirenti non si rendono conto dei danni che un simile atto arreca loro o più semplicemente non fanno valere un loro diritto per timidezza e per evitare discussioni con il commerciante.

Ma su chi ricade effettivamente la responsabilità di tale mancanza e soprattutto chi incorre nel rischio concreto di una multa? Che tipo di sanzioni sono previste in caso di evasione dall’obbligo? Cerchiamo di capirlo insieme.

Casi in cui si rischia la multa

I casi in cui l’esercente di attività commerciale rischia la multa sono tre:

  • mancata emissione dello scontrino o ricevuta fiscale;
  • emissione di scontrini o ricevute con prezzo inferiore a quello effettivo;
  • omessa annotazione nell’apposito registro dei corrispettivi incassati in caso di mancato o irregolare funzionamento dell’apparecchio misuratore fiscale.

Nei suddetti casi, la Guardia di Finanza ha il dovere di emettere la multa per un mancato o errato scontrino fiscale.

Sanzioni e costi

Quando non si emette uno scontrino si stanno, a tutti gli effetti, evadendo le tasse e per questo si va incontro a una multa salata. L’importo della sanzione pecuniaria verrà deciso come segue:

  • sanzione pecuniaria pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato e mai inferiore a 500 euro;
  • sanzione pecuniaria da € 1.000,00 ad € 4.000,00 in caso di omessa installazione del misuratore fiscale (cassa);
  • sanzione pecuniaria da € 250,00 a € 2.000,00 in caso di omessa richiesta tempestiva di intervento per la manutenzione del misuratore fiscale.

Nel caso poi in cui si venga sorpresi per più di 4 volte, (numero relativo all’emissione dello scontrino), nell’arco di 5 anni a eludere il proprio obbligo scatta una sanzione accessoria che prevede la sospensione dell’attività che va da 3 giorni ad 1 mese e che rappresenta un grosso danno per l’esercente.

Il cliente rischia?

Oggi c’è un diffuso disinteresse nel richiedere lo scontrino fiscale che pure è un dovere e un diritto del consumatore. Ma al di là dell’obbligo morale, la domanda che tutti si pongono è: se il cliente che non lo richiede va incontro a qualche particolare penalizzazione pecuniaria? La risposta è no; dal 2003 il cliente è esonerato dalla multa in caso di mancata richiesta dello scontrino. Quindi l’acquirente non rischia nessuna sanzione.

Nonostante ciò un consumatore attento dovrebbe richiedere comunque la ricevuta fiscale, pur non rischiando la multa. Infatti la richiesta dello scontrino, oltre ad essere un atto di giustizia sociale, rappresenta un vantaggio per il cliente fungendo da garanzia su quanto acquistato e offrendo in alcuni casi la possibilità di scaricare alcune spese.

I vantaggi a lungo termine poi sono chiari: se l’economia gira con trasparenza e nei modi indicati dalla legge ne trarranno beneficio tutti, sia consumatori sia esercenti.

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