9 titoli in ipercomprato a Piazza Affari. Crollo in arrivo?

Claudia Cervi

3 Novembre 2025 - 16:51

Piazza Affari rallenta sulla soglia dei 43.500 punti: il Ftse Mib segna un triplo massimo e nove titoli finiscono in ipercomprato.

9 titoli in ipercomprato a Piazza Affari. Crollo in arrivo?

Piazza Affari continua a correre, ma lo fa con il fiato corto. L’indice Ftse Mib è tornato vicino ai 43.500 punti, un livello che il mercato ha già testato due volte negli ultimi dodici mesi senza mai riuscire a superarlo davvero. Ora, mentre la Borsa italiana si avvicina di nuovo a quel muro, molti titoli mostrano segnali evidenti di ipercomprato. In pratica, troppi acquisti in troppo poco tempo.

Significa che il mercato è pronto a crollare? Non necessariamente.
A volte, l’ipercomprato è solo il sintomo di un trend potente che continua a spingere verso l’alto. Ma altre volte è il preludio a una correzione fisiologica, soprattutto se i fondamentali non reggono il passo.

Dopo otto tagli dei tassi BCE, l’euforia ha invaso i listini europei. I risparmiatori sono tornati sull’azionario, alimentando un rally che sembra inarrestabile. Ma la corsa non può essere infinita. Quando troppi titoli salgono troppo in fretta, il rischio è quello di una correzione improvvisa, un assestamento tecnico che spesso arriva proprio quando l’ottimismo è ai massimi.

Grafico Ftse Mib Grafico Ftse Mib Fonte Tradingview

In questo scenario, analizziamo i primi 9 titoli italiani, tra big e mid cap, entrati in zona rossa di ipercomprato. Alcuni perché hanno corso davvero troppo, altri perché il mercato sta solo riconoscendo la forza di trend che ancora non si è esaurito. Ma come capire chi rischia e chi invece può continuare a correre?

I 9 titoli più in ipercomprato a Piazza Affari

La fotografia di inizio novembre mostra un mercato spinto dalla forza dei titoli difensivi e delle mid cap. In testa alla classifica c’è Italgas, con un RSI a 89,5: un livello che tecnicamente urla “ipercomprato”, ma che nella pratica riflette la fiducia del mercato nella stabilità dei ricavi e nella politica dei dividendi. Il titolo è reduce da mesi di rialzi costanti, spinti anche dalle prospettive di consolidamento nel settore energetico.

Grafico Italgas Grafico Italgas Fonte Tradingview

Subito dietro Sogefi, RSI a 83, un rally figlio di risultati trimestrali solidi e del miglioramento dei margini operativi. Qui l’ipercomprato potrebbe più facilmente trasformarsi in pausa, perché il titolo ha corso molto più del comparto automotive europeo, spesso legato a dinamiche cicliche.

Enel e Tenaris mostrano RSI rispettivamente a 79 e 76. Per la prima, l’interesse resta alto dopo il piano industriale focalizzato su rinnovabili e digitalizzazione, ma i volumi suggeriscono prudenza: il titolo scambia vicino ai massimi di periodo. Per Tenaris, invece, la spinta viene dal petrolio forte e dalla domanda energetica, ma anche qui gli indicatori tecnici indicano un eccesso di entusiasmo.

Equita Group e BasicNet, con RSI sopra 75, e a sorpresa anche Sogefi ancora tra i più “caldi”. Qui l’ipercomprato sembra più legato alla liquidità bassa del titolo e alla concentrazione degli acquisti su pochi scambi.

Per finire, Technogym e Fiera Milano, entrambe sopra quota 72 di RSI. L’una cavalca la moda del benessere e dei dati trimestrali oltre le attese, l’altra beneficia del ritorno del turismo fieristico e di eventi sempre più internazionali.

TitoloRSIGrado di ipercomprato
Italgas RSI 89,5 65%
Sogefi RSI 83,0 43%
Enel RSI 79,3 31%
Tenaris RSI 76,2 21%
Equita Group RSI 76,0 20%
BasicNet RSI 75,6 19%
Technogym RSI 73,8 13%
Fiera Milano RSI 72,4 8%
FinecoBank RSI 70,1 0%

Cosa significa essere in ipercomprato e cosa può accadere dopo

Quando un titolo è in “ipercomprato”, significa che la domanda ha superato l’offerta per un periodo prolungato. L’RSI (Relative Strength Index) misura proprio questo equilibrio: sopra 70, il mercato viene considerato surriscaldato. Ma attenzione: non è un segnale di vendita automatica.
Molti dei migliori trend rialzisti della storia sono nati proprio da titoli rimasti in ipercomprato per settimane. Il segreto è capire se l’eccesso è giustificato dai fondamentali.

Nel caso di Italgas o Enel, l’ipercomprato potrebbe essere “buono”. Il mercato sta semplicemente prezzando la stabilità del business e flussi di cassa certi, in un contesto di tassi in discesa che valorizza le utility. Diverso il discorso per società cicliche come Sogefi o Tenaris, dove una correzione anche breve può arrivare in modo brusco, specie se gli ordini rallentano.

In questo momento, gli indicatori di momentum (dallo Stocastico alle Bande di Bollinger) mostrano in molti casi eccessi ma non inversioni vere e proprie. Questo suggerisce che una parte del mercato è in tensione, non nel panico.
Dunque in questa fase, cercare di anticipare il crollo può essere pericoloso. Serve piuttosto osservare la forza dei trend e capire se il rialzo è supportato da utili, margini e prospettive.

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