Strutture dei rendimenti alternative a quelle fisse e costanti per provare a massimizzare il guadagno a scadenza sul reddito fisso
Ora che la crisi mediorientale sembra volgere al meglio, c’è il rischio che in un futuro non troppo lontano gli yield tornino a scendere. Un trend iniziato sul finire del ’23, quando il costo del denaro era ai massimi del decennio, e proseguito con fasi alterne aldilà e aldiquà dell’Atlantico.
Rendimenti in discesa vuol dire minori guadagni a scadenza sul reddito fisso, su tutte le scadenze e quasi tutte le emissioni. I futuri distinguo si misureranno in base al rating debitore, la struttura cedolare, la valuta, la durata dei prestiti, etc. Tra le strutture cedolari, per esempio, la “Fix to Inverse Floater” è tra quelle che potrebbe regalare le maggiori soddisfazioni nel tempo. Il neo bond in USD di Goldman Sachs risponde proprio a questa logica. Nello specifico, prevede un 8,25% di cedola per 2 anni e rendimento variabile totale fino al 66% nei successivi 8.
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