Come ogni anno il 730 precompilato porta delle novità rispetto all’anno passato. Cosa cambia nella dichiarazione di quest’anno e a cosa bisogna prestare particolare attenzione?
Quali sono le 4 novità che non tutti sanno sul 730 precompilato di quest’anno? Il modello 730 e la sua compilazione non sono più lo spauracchio burocratico che erano fino a qualche anno fa. Di anno in anno il 730 precompilato sta cambiando trasformandosi da un enigma di codici a una procedura che diventa sempre più a misura dei cittadini.
Grazie all’impegno per arrivare a una digitalizzazione senza errori, quest’anno la dichiarazione dei redditi abbatte anche le barriere tra Fisco e cittadino con l’amministrazione fiscale che sceglie la via più conveniente per il contribuente.
La stagione della dichiarazione dei redditi ha ufficialmente avuto inizio lo scorso 30 aprile, quando l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti il 730 precompilato.
Le novità introdotte per questa stagione reddituale non sono semplici ritocchi tecnici, ma risposte concrete all’evolversi della normativa fiscale. Vediamo le 4 novità del modello 730 precompilato 2026 e cosa cambia per il cittadino che lo utilizza.
1) Bonus elettrodomestici inserito in automatico
Nell’archivio delle informazioni inviate da terzi compaiono, quest’anno, anche i dati che riguardano da vicino chi ha rinnovato la cucina o la zona lavanderia. Il sistema del 730 precompilato, infatti, ha ricevuto direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy le informazioni sui contributi riconosciuti per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica.
Il bonus elettrodomestici riconosciuto lo scorso anno, infatti, non può sommarsi al bonus mobili: se per l’elettrodomestico si è ricevuto lo sconto di 100 o 200 euro, la spesa per quello stesso elettrodomestico non può essere inserita nel bonus mobili.
Il dato inserito dal Fisco ha lo scopo proprio di evitare errori da parte dei contribuenti che potevano rischiare di chiedere due agevolazioni sullo stesso acquisto.
2) Cambiano i familiari a carico
Nella dichiarazione dei redditi 2026 debutta anche la novità entrata in vigore nel 2025 che riguarda il perimetro dei familiari a carico. La stretta effettuata lo scorso anno riduce, infatti, la platea dei beneficiari delle detrazioni Irpef per i familiari a carico.
Il cambiamento che sicuramente riguarda più contribuenti è quello riferito ai figli: dal 1° gennaio 2025, infatti, non c’è più diritto alla detrazione per i figli a carico che hanno compiuto i 30 anni. Per chi non riceve la detrazione in busta paga lo sgravio fiscale viene riconosciuto in sede di dichiarazione dei redditi. La detrazione automatica per i figli, quindi, non è più riconosciuta anche se si tratta di soggetti privi di impiego e di reddito. L’unica eccezione ammessa è quella per i figli con disabilità per i quali spetta la detrazione senza limiti anagrafici.
Un’altra stretta è avvenuta per gli altri familiari a carico, i parenti diversi dal coniuge e i figli. Se fino al 2024 era riconosciuta una detrazione automatica per diversi familiari conviventi e fiscalmente a carico, dal 2025 il beneficio fiscale spetta soltanto per gli ascendenti (genitori o nonni) conviventi con il contribuente. Vengono, quindi, tagliate le detrazioni per sorelle, fratelli, generi, nuore, suoceri e nipoti.
3) Tagli detrazioni e scelta più conveniente
Nel modello precompilato 2026 fa il suo debutto anche il taglio delle detrazioni per chi ha redditi superiori a 75.000 euro. Questa misura introduce un calmiere stabilendo un tetto massimo alla somma degli oneri detraibili (spese scolastiche, erogazioni liberali, bonus edilizi, ecc.). Dal plafond complessivo restano escluse le spese sanitarie che continuano a essere pienamente detraibili.
L’aspetto più interessante di questa novità per i cittadini è che l’Agenzia delle Entrate, per evitare che il contribuente debba fare i conti con formule complesse su reddito e figli a carico, esegue il calcolo in totale autonomia determinando direttamente il limite massimo di spesa detraibile spettante e scegliendo tra le diverse spese quelle maggiormente convenienti per il contribuente. Se si hanno spese di istruzione, spese di trasporto pubblico e bonus edilizi, il sistema darà la precedenza ai bonus edilizi incentivati al 50% rispetto alle spese detraibili al 19%.
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4) Bonus casa a doppio binario
Nel modello 730/2026 debutta anche la revisione delle agevolazioni edilizie che, a partire dal 1° gennaio 2026 segue una logica a due velocità in base alla destinazione dell’immobile. Per le spese sostenute per l’abitazione principale, dove il contribuente ha la propria residenza e dimora abituale, resta confermata l’aliquota al 50%.
Se gli interventi edilizi hanno riguardato seconde case, invece, l’aliquota scende al 36%. Il tetto massimo agevolabile resta di 96.000 euro per ogni unità immobiliare, ma l’effettivo risparmio nelle tasche del cittadino dipenderà esclusivamente dalla destinazione d’uso della casa al momento dell’avvio dei lavori.
Nel 730/2026, quindi, per lavori svolti nel 2025 spetta una detrazione massima (solo se la spesa effettiva ha raggiunto i 96.000 euro) di:
- 4.800 euro (da percepire nel 2026 e per i 9 anni successivi) per interventi sull’abitazione principale;
- 3.456 euro (da percepire nel 2026 e per i 9 anni successivi) per interventi sulle seconde case.
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