Lunedì 18 la nota banca d’affari Goldman Sachs (GS) ha lanciato al mercato una dual tranche destinata ai risparmiatori retail. Piccolo taglio di ingresso, stesso mercato di negoziazione, emittente solido e rinomato a livello mondiale ma, nel complesso, un prodotto tutt’altro che “elementare”.
L’obbligazione che analizzeremo presenta parametri che messi assieme la distanziano dal “porto sicuro” a cui si è soliti pensare. Di contro presenta e si presenta al mercato, con un ricco carico di interessi a scadenza. Prevede infatti un tasso fisso callable in euro 6,25% sul cumulative bond Goldmann Sachs e 100 € di taglio di ingresso.
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Il doppio prestito GS si distingue per la valuta di denominazione (euro e dollaro USA) e i valori nominali annui dei coupon. Li accomuna la garanzia emittente, la natura callable e cumulative delle cedole e i tempi di lancio, ma non per forza quelli di rimborso. La durata massima su entrambi i titoli è a 15 anni, al 18/05/’41, ma GS può decidere di giocare due partite differenti a seconda delle convenienze. Tradotto, a sfruttare la callability a seconda delle effettive dinamiche del costo denaro aldilà e aldiquà dell’Oceano Atlantico.
Il prestito espresso in euro (il solo qui analizzato) ha identificativo ISIN XS3338525515 e al pari del gemello in USD è visibile e tradabile (corso secco) sull’EuroMOT di Borsa Italiana. Tuttavia, è la stessa GS a ricordare all’investitore come non vi sia alcuna garanzia che si sviluppi un mercato secondario liquido. L’ammontare di emissione è di 80 milioni di euro, pochi se rapportati ai miliardi di un’emissione sovrana. Non solo, ma GS si riserva il diritto di ridurlo per lo stesso importo dei titoli che non dovessero risultare sottoscritti.
Il taglio minimo di ingresso è a 100 € a titolo, spese di commissione alla propria banca di fiducia escluse. L’emissione è alla pari, a 100, e l’emittente ne garantisce il valore solo in due date: a rimborso e a una delle date di eventuale call. Per tutto il resto del tempo il prezzo lo farà il mercato, ossia acquirenti e venditori, e chi dei due avrà più forza detterà le condizioni economiche della compravendita.
Tasso fisso del 6,25% annuo lordo
Malgrado si tratti di un bond di lunga durata la cedola resta fissa e invariata e non decresce come spesso avviene su molte simili emissioni corporate. Negli ultimi mesi, infatti, molti emittenti bancari hanno lanciato bond con tassi step-down, cioè forti nei primi anni e poi a decrescere, anche di tanto e per tanto tempo.
Sul bond ISIN XS3338525515 la banca d’affari americana paga il 6,25% lordo annuo fisso, con trattenuta fiscale al 26%. Tuttavia, le cedole sono corrisposte in un’unica soluzione al tempo del rimborso delle obbligazioni, a naturale scadenza tra 15 anni o a una delle date di call. Per determinare il monte cedole riconosciuto, quindi, basterà moltiplicare il 6,25% fisso per il numero di anni in cui il titolo è rimasto fruttifero. Laddove GS decidesse di tenerlo in piedi fino al ‘41 riconoscerebbe all’obbligazionista il capitale nominale sottoscritto, più la cedola pari al 93,75% (lordo) del capitale.
Sperare nel richiamo anticipato del prestito o tenerlo fino al termine?
Il maxi cedolone finale potrebbe allettare visto il suo importo ingente staccato tutto in unica soluzione, ma presenta alcuni contro. Da un lato non consente di reinvestire i proventi cedolari maturati nel tempo, sebbene si tratti di un’opportunità che di rado sfrutta l’investitore. Di solito tende a spendere gli introiti periodici più che reinvestirli per accrescere il ritorno finale.
Dall’altro il rinvio al futuro dei proventi ne abbatte il rendimento effettivo proprio perché non possono essere reinvestiti al termine del periodo di maturazione. Se ad esempio il bond arrivasse al 2041, il suo rendimento medio annuo lordo scenderebbe al 4,50% proprio per la mancata capitalizzazione delle cedole pro tempore. Resterebbe comunque un buon ritorno considerato che il pari durata MEF rende oggi sul 4,12% annuo lordo a scadenza.
Ancora, in genere hanno ampi spread bid/ask e sono meno liquide, per cui sono meno adatte al trading di breve termine.
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La profittabilità del GS May41 Call Eur salirebbe ancora nel caso in cui la banca d’affari esercitasse il richiamo anticipato. Anzi, prima richiamerebbe il prestito tanto più alto ne risulterebbe l’effettivo a scadenza, che si piazzerebbe ben sopra la media pari rating e pari durata. Certo, andrebbe messo in conto il rischio di reinvestimento, ma è tutto da dimostrare che tra 2 o tra 5 o tra X anni non vi saranno altre buone occasioni di investimento.
Del resto, in quali circostanze GS eserciterebbe la call ovvero lo terrebbe in vita fino al termine? Il richiamo giungerebbe qualora avesse modo di rifinanziarsi a tassi inferiori a quelli riconosciuti sul bond. Lo terrebbe fino al termine, o comunque per molti altri anni ancora, laddove i tassi restassero alti. Il che, indirettamente, vorrebbe dire che i futuri rendimenti offerti dal mercato non dovrebbero essere avari in termini di ritorno.
A proposito di rating e di rischio di credito, infine, qui può dirsi molto basso grazie ai giudizi medio-alti (A/A2/BBB+) assegnati al debitore da parte delle principali agenzie.