Si allarga a macchia d’olio il caso Epstein. 6 società legate a Sarah Ferguson, coinvolta nello scandalo, verranno cancellate nei prossimi giorni
L’ultima tranche di documenti resi pubblici dal fascicolo dei “famigerati” File Epstein continua a mietere vittime illustri, soprattutto in Gran Bretagna.
Dopo l’ex principe Andrea e l’ex ambasciatore Peter Mandelson, è finita sotto la lente d’ingrandimento per i suoi rapporti col defunto finanziere americano anche Sarah Ferguson, ex moglie del principe ed ex duchessa di York.
Le nuove rivelazioni del rapporto stretto tra Ferguson ed Epstein hanno portato alla prossima cancellazione di ben 6 società legate all’ex duchessa, messe in liquidazione e destinate a sparire dal registro delle imprese del Regno Unito entro dieci giorni.
Le aziende, di cui Ferguson era amministratrice unica, sono: S Phoenix Events, Solamoon Ltd, Philanthrapreneur Ltd, La Luna Investments, Planet Partners Productions Ltd e Fergie’s Farm. Alcune di esse, operanti principalmente nei settori della comunicazione e del commercio al dettaglio, sono stata definite “dormienti”.
Le aziende che verranno chiuse
Nessuna delle società, secondo le notizie filtrate dai media britannici, ha un profilo pubblico. Oltre alle aziende che spariranno, Ferguson è amministratrice attiva di altre tre realtà registrate presso la Companies House: Ginger and Moss, specializzata nel commercio di gioielli e articoli per la casa, Coat, che si occupa di produzione cinematografica e Librasol, classificata come “creazione artistica” nel registro delle società private.
Queste 3 non sembrano interessate ai provvedimenti di cancellazione, almeno per il momento, mentre le 6 che spariranno sono state tutte costituite più di 10 anni fa e la maggior parte di loro è stata classificata come dormiente, ovvero con pochissime o nessuna attività commerciale segnalata in tempi recenti.
Il rapporto tra Sarah Ferguson ed Epstein
Dagli ultimi documenti pubblicati sembra che il rapporto tra i due non si fosse interrotto neanche dopo la condanna di Epstein per crimini sessuali. Una versione che smentisce le dichiarazioni pubbliche del portavoce di Ferguson che aveva assicurato che la ex reale avesse chiuso la relazione, una volta compresa la gravità delle accuse.
I file, al contrario, confermano che la donna non solo continuò a interagire con Epstein, ma andò a incontrarlo nel 2009 a Miami, appena 5 giorni dopo la scarcerazione al termine della condanna per prostituzione minorile.
Negli scambi emergono invece richieste di soldi da parte di Ferguson (per ripianare un debito di 6 milioni di sterline, quasi 7 milioni di euro) e di consigli per risollevare attività economiche in fortissima crisi.
Ma non solo. Emergono altri particolari sul tipo di relazione che intercorse tra i due. L’ex duchessa sembra sempre pronta a mettersi al servizio di Epstein, si congratula per la nascita del figlio e chiede scusa per averlo pubblicamente rinnegato nel 2011.
Chiudono anche gli enti benefici
Il crollo di Ferguson non riguarda solo la sua reputazione e le sue aziende. L’ex duchessa di York ha chiuso recentemente anche il suo ente benefico, Sarah’s Trust, mentre altre 7 organizzazioni di beneficienza, compreso il Teenage Cancer Trust, hanno deciso di interrompere ogni rapporto con lei e di revocarle il patrocinio.
La mancata pubblicazione di un libro, cancellato lo scorso anno con tanto di distruzione di migliaia di copie, oggi sembra una piccola folata di vento di fronte a questa nuova tempesta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA