I 5 punti della riforma dei centri per l’impiego per il reddito di cittadinanza

Il centro per l’impiego sarà il fulcro su cui si baserà il reddito di cittadinanza; prima, però, urge una riforma.

I 5 punti della riforma dei centri per l'impiego per il reddito di cittadinanza

Completare la riforma dei centri per l’impiego prima dell’avvio del reddito di cittadinanza è un obiettivo dichiarato del Governo.

Per il conseguimento di questo obiettivo nella Legge di Bilancio 2019 è stato stanziato 1 miliardo di euro che si aggiungono ai 9 miliardi necessari per far partire il reddito di cittadinanza.

Il centro per l’impiego, infatti, è uno dei pilastri su cui si basa il corretto funzionamento del reddito di cittadinanza, visto che sono i singoli uffici a dover gestire le varie pratiche e ad impegnarsi affinché il disoccupato possa trovare il prima possibile un nuovo impiego.

Ricordiamo, a tal proposito, che tra gli obblighi che il titolare del reddito di cittadinanza deve assolvere figurano:

  • frequenza a corsi di formazione;
  • obbligo di accettare una delle prime tre offerte di lavoro (“congrue”) presentate dal centro per l’impiego.

Spetta al centro per l’impiego, quindi, fare in modo che il disoccupato trovi al più presto un lavoro, un nuovo impiego che deve essere vicino alla propria residenza (anche se la distanza massima non è stata ancora specificata) e il più possibile affine alla propria formazione.

Il problema è che oggi i centri per l’impiego appaiono inadeguati per assolvere questo importante compito; come dichiarato da Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal - l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) che si occupa della gestione dei 552 centri per l’impiego presenti sul territorio - oggi solamente il 3% di coloro che si rivolgono a queste strutture trova effettivamente lavoro.

Il Governo è cosciente di questi problemi ed è per questo che ha in programma una riforma dei centri per l’impiego della quale il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha già cominciato a discutere con gli assessori regionali al lavoro.

Vediamo quindi quali punti verranno rivisti con la riforma e come cambieranno i centri per l’impiego da qui a qualche mese.

I 5 punti della riforma dei centri per l’impiego

Anche se la Legge di Bilancio che ne stanzia i fondi non è stata ancora approvata dal Parlamento (e non lo sarà prima di dicembre) possiamo dire che la riforma dei centri per l’impiego ha compiuto già il primo passo ufficiale.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico - Luigi Di Maio - infatti, nella giornata del 16 ottobre ha incontrato gli assessori regionali al Lavoro per definire le modalità operative della riforma.

Nel dettaglio, il progetto descritto conta di 5 punti fondamentali:

  • 1) Rafforzamento dell’organico dei centri per l’impiego tramite l’aumento di personale. Secondo le previsioni, infatti, i beneficiari potenziali del reddito di cittadinanza sono circa 6 milioni, a fronte di poco più di 8.000 dipendenti nei 552 centri per l’impiego dislocati sul territorio. Un numero inadeguato per far sì che queste strutture diventino il fulcro per il corretto funzionamento del reddito di cittadinanza (pensate che in Germania si contano circa 110 mila dipendenti), ecco perché gli organici dovranno essere assolutamente incrementati.
  • 2) Incremento delle attività di formazione per l’aggiornamento dell’attuale organico e un avvio di percorsi formativi ad hoc per i nuovi assunti, con l’obiettivo di avere un personale altamente qualificato a servizio del cittadino;
  • 3) Riqualificazione delle strutture dei centri per l’impiego che verranno resi più accoglienti e riconoscibili a livello territoriale. A tal proposito si prevede anche la creazione di un logo, di un layout e di una logistica comune a tutti i Cpi;
  • 4) Rafforzamento delle strumentazioni in mano al personale dei centri per l’impiego, potenziando i livelli di connessione ad Internet e rinnovando le dotazioni tecnologiche;
  • 5) Infine, uno dei punti più importanti è quello che prevede la realizzazione di un software unico per integrare tutte le banche dati dei centri per l’impiego presenti sul territorio. Come rilevato da Maurizio Del Conte, infatti, una delle cause maggiori dell’inefficienza attuale dei centri per l’impiego è l’incapacità delle varie sedi di comunicare tra di loro, anche se si trovano nelle vicinanze.

Per realizzare questi punti e rilanciare il ruolo dei centri per l’impiego il Governo conta di impiegare circa tre mesi; per questo motivo l’avvio del reddito di cittadinanza è fissato per aprile 2019.

Se il Governo riuscirà a portare a termine la riforma entro questo periodo lo scopriremo presto; analizzando lo stato attuale delle cose, però, non si può negare che la sfida che l’Esecutivo si trova ad affrontare non è delle più semplici.

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