5 principi senza tempo che dobbiamo imparare da Warren Buffett

Approcciarsi alla filosofia di investimento dell’Oracolo di Omaha consente di migliorare la propria strategia di investimento, e non solo.

5 principi senza tempo che dobbiamo imparare da Warren Buffett

Warren Buffett è considerato l’investitore migliore della storia grazie a delle performance non solo strabilianti, ma soprattutto durature. Infatti, dopo aver acquisito il controllo della società tessile Berkshire Hathaway nel 1965, Buffett l’ha trasformata, con il supporto del suo partner di lunga data Charlie Munger, nella più grande holding del mondo. Oggi, Berkshire è tra le maggiori società globali quotate per capitalizzazione, con un valore pari oltre $760 miliardi, ossia più grande di giganti come Walmart, JP Morgan, Nestlé o Samsung. Per farsi un’idea della sua dimensione, basta riflettere sul fatto che la holding ha un valore pari a più del doppio dell’intero indice MSCI Italy (free-float), che contiene al suo interno le 23 aziende italiane con più capitalizzazione di mercato.

Inoltre, Berkshire è conosciuta anche per essere una società con una struttura unica: infatti, pur avendo solo due dozzine di dipendenti, possiede oltre 60 business non quotati e partecipazioni azionarie e obbligazionarie del valore di oltre $350 miliardi.

Dalla tabella si osservano le principali posizioni del suo portafoglio azionario quotato:

Top 5 investimenti azionari Berkshire Hathaway Top 5 investimenti azionari Berkshire Hathaway Le prime cinque partecipazioni del portafoglio azionario quotato della holding di Buffett

Dal 1965 a fine 2022, il rendimento annualizzato delle azioni Berkshire Hathaway è stato del 19,8%, il doppio dell’indice S&P 500, che qui diventa praticamente invisibile. Nel grafico possiamo vedere un confronto:

Confronto tra il prezzo in Borsa delle azioni Berkshire e l'S&P 500 Confronto tra il prezzo in Borsa delle azioni Berkshire e l’S&P 500 Confronto indicizzato a 1, 1965-2022

Cosa possiamo imparare da questo fantastico investitore?

Le lezioni che può darci sono innumerevoli. In questo articolo vedremo 5 degli insegnamenti più significativi dell’investitore conosciuto come “l’Oracolo di Omaha”, dal nome della sua città di origine in cui vive tuttora.

1. Il ruolo della pazienza

Il valore della pazienza è intrinseco alla magia dell’interesse composto, definito “l’ottava meraviglia del mondo” da Albert Einstein. Infatti, la maggior parte della straordinaria ricchezza di Buffett si è creata in tarda età, grazie all’accumulo di investimenti lungimiranti nel corso degli anni.
Il potere dell’interesse composto si basa sul reinvestimento dei guadagni, consentendo così ai profitti (ancora non realizzati contabilmente) di generare a loro volta nuovi guadagni. Questo processo richiede tempo e pazienza, poiché i risultati aumentano esponenzialmente nel lungo termine. La capacità di aspettare e lasciare che gli investimenti maturino è ciò che ha permesso a Buffett di generare straordinari rendimenti. L’Oracolo di Omaha è infatti noto per acquisire partecipazioni azionarie o intere società e detenerle “per sempre”.
Un altro aspetto cruciale è che il valore intrinseco di un’azienda si riflette solo nel lungo termine nelle quotazioni azionarie. Nel breve termine il valore reale di una società potrebbe infatti non essere riconosciuto pienamente!
Un’azienda cresce nel lungo periodo se essa è in grado di reinvestire saggiamente i profitti e il capitale a disposizione, generando un rendimento intrinseco esponenziale e sfruttando anch’essa a proprio vantaggio l’interesse composto.
Berkshire Hathaway detiene alcune partecipazioni da moltissimo tempo. Ad esempio, possiede Coca-Cola dal 1988 e Moody’s dal 2000.

2. Il margine di sicurezza

Parliamo di uno dei concetti più importanti di tutto il value investing. Il «margine di sicurezza» si riferisce alla differenza tra il prezzo di mercato di un’azione e il suo valore intrinseco stimato. In altre parole, rappresenta la percentuale o l’importo in cui il prezzo di acquisto dell’azione è inferiore al suo valore reale.
L’obiettivo principale del value investing di Buffett e Munger è quello di cercare di acquistare azioni con un ampio margine di sicurezza, in modo da proteggersi da potenziali errori di valutazione o fluttuazioni di mercato, e soprattutto di ottenere grandi guadagni quando il prezzo sarà allineato al reale valore delle azioni.
Si tratta di un approccio derivante dal mentore di Buffett, Benjamin Graham, che l’allievo ha applicato fin dall’inizio della sua carriera. Ad esempio, ha investito in Washington Post nel 1973 con un enorme margine pari a circa il 75-80%.
Nel corso della lunga carriera di Buffett, il “margine di sicurezza” ha acquisito gradualmente per l’investitore un significato diverso. Se nella prima parte della carriera si rifletteva nell’acquistare qualsiasi business fosse ampiamente scontato rispetto al suo valore contabile o di liquidazione (cigar-butt investing), con il passare degli anni, Buffett si è maggiormente concentrato sugli aspetti qualitativi delle aziende analizzate, investendo anche a prezzi molto maggiori del valore intrinseco calcolato in quel momento. L’obiettivo si è trasformato quindi nell’acquistare “azioni di società meravigliose”, pagando, se necessario, un premio.

3. La magia del business assicurativo

Questo concetto non aiuta in maniera diretta gli investitori, ma permette di capire il reale funzionamento di Berkshire Hathaway. Infatti, dal primo investimento assicurativo del 1967, con l’acquisto di National Indemnity e di un’altra compagnia, Berkshire è diventata la più grande società assicurativa al mondo. Oltre alle assicurazioni, la holding possiede anche enormi business di riassicurazione (assicurazione per gli assicuratori) come General Re, che le hanno permesso di accedere a grandi quantità di capitale da investire in maniera praticamente gratuita.
Questo capitale è chiamato “float” (flottante) e nel 2022 ha superato i $160 miliardi. Il float rappresenta l’ammontare di denaro che una compagnia di assicurazione ottiene dai propri clienti sotto forma di premi. Fin quando l’evento associato alla copertura non si manifesterà, la società avrà a disposizione del denaro da investire con l’obiettivo di generare un rendimento maggiore del possibile costo futuro e del costo associato alla stessa gestione assicurativa.

4. Il valore intrinseco

Nel contesto del value investing di Warren Buffett, il concetto di “valore intrinseco” si riferisce al valore reale di un’azienda, che può essere diverso (e lo è molto spesso) dal suo prezzo di mercato. Buffett valuta un’azienda considerando non solo i suoi dati finanziari, ma anche fattori qualitativi come la qualità del management, la reputazione del marchio e la posizione competitiva nel settore.
Per l’Oracolo di Omaha, il valore intrinseco si basa sull’analisi approfondita delle prospettive a lungo termine dell’azienda e sulla sua capacità di generare flussi di cassa sostenibili e redditizi nel tempo.
Questo si collega naturalmente anche al margine di sicurezza rispetto al valore intrinseco stimato. Esso, come visto, agisce come un “cuscinetto protettivo”, consentendo di ridurre il rischio di perdite in caso di valutazioni errate del valore intrinseco.
Tecnicamente, Buffett calcola il valore intrinseco di una società considerando i suoi owner’s earnings futuri per ogni anno, attualizzandoli ad oggi con un tasso di sconto che coincide solitamente con il rendimento dei titoli risk free (es. Titoli di Stato USA a 10 anni). Gli owner’s earnings sono una misura del denaro che effettivamente ritorna agli azionisti, dopo aver sottratto dagli utili anche i costi in conto capitale (Capex). Secondo Buffett, considerare infatti solo gli utili può essere fuorviante.

5. Il cerchio di competenza

Il “cerchio di competenza” nel contesto del value investing di Warren Buffett si riferisce all’area di conoscenza e competenza di un investitore. Buffett crede fermamente nell’importanza di investire in settori che si conoscono bene e in aziende la cui operatività e dinamiche sono comprese a fondo.
Buffett ha dimostrato una particolare preferenza per i settori “classici” che comprendono energia, settore ferroviario, prodotti di consumo, cibo e bevande, banche e assicurazioni. Ha costruito la sua competenza in queste aree attraverso anni di esperienza diretta e studio approfondito, sviluppando una profonda comprensione delle dinamiche che influenzano tali industrie.
Tuttavia, è interessante notare che Berkshire Hathaway ha effettuato anche investimenti diversi da quelli tipici del suo “cerchio di competenza”. Ad esempio, investimenti in aziende come BYD (una società cinese produttrice di veicoli e batterie), Snowflake (cloud computing) e Amazon (e-commerce e cloud computing) che sono stati portati avanti da membri del team di investimento di Berkshire, anche se non necessariamente da Buffett in prima persona. Anche il suo attuale più importante investimento, Apple, appartiene ad un settore al di fuori del cerchio di competenza di Buffett. Tuttavia, come più volte affermato dall’investitore, Apple è considerata un’azienda di consumo, e ciò che Buffett comprende soprattutto è il suo rapporto con i clienti.
Questi investimenti al di fuori del suo cerchio di competenza mostrano la flessibilità e l’apertura al cambiamento della sua strategia di investimento nel corso del tempo.
Tuttavia, è importante sottolineare che Buffett è sempre stato cauto riguardo a investire in settori che non comprende bene e preferisce rimanere all’interno della sua area di competenza, dove si sente più a suo agio ad effettuare investimenti più corposi.

Questi sono soltanto alcuni dei più importanti principi che si possono prendere da questo investitore, e ci possono insegnare che, sebbene il mondo della finanza sia sempre più improntato verso la complessità, un approccio semplice è la chiave per avere successo sui mercati finanziari.

Da sempre, Warren Buffett ha preferito passare il suo tempo con i libri, e non rincorrendo le ultime news di Wall Street che ogni giorno ci piombano addosso.