Gennaio ricco di nuove emissioni obbligazionarie.
E viene allora la voglia di dire: mi ci ficco!
Prima però di considerare l’esordiente offerta di bond di vario tipo occorre conoscerne bene i requisiti, perché in alcuni casi si tratta di strumenti più complessi rispetto a quelli tradizionali.
Ne analizziamo allora caratteristiche, rischi e rendimenti.
1) Unicredit Fr Ge2035 Eur
Isin IT0005631657 – struttura bond senior bancario a tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi con partecipazione al 160%, cap 6% e floor 0% - taglio 1.000 Eur – scadenza 15/1/2035.
Segnaliamo innanzi tutto che l’importo – almeno iniziale – emesso è modesto, in quanto fissato in 20 milioni di euro. Ha senso collocarsi su un’emissione così piccola? Le buone regole dell’investitore dicono di no, poiché in prospettiva la liquidità sarà quasi certamente bassa. In realtà al momento il “book” su Borsa Italiana è interessante, anche se il collocatore ha ancora il sopravvento con prezzo di vendita a 100.
Il fatto della leva 160% sull’Euribor può essere attraente in evidenti condizioni di pressione al rialzo del tasso interbancario. Al momento la cedola stimabile è del 4,4%. Si nota una clausola di rimborso anticipato al verificarsi di particolari eventi. Interessante la scelta dei coupon trimestrali, che cominciano a diffondersi sempre più per soddisfare la necessità di reddito veloce sentita da molti investitori. Il titolo è trattato sia sul Mot sia su Tlx.
2) Unicredit Mc Ge2035 Eur
Isin IT0005631632 – struttura bond senior bancario a tasso misto con cedola a tasso fisso 5,75% per quella in pagamento il 15/1/2026 e poi con tasso variabile indicizzato Euribor 3 mesi e partecipazione 150% per le cedole in pagamento dal 15/1/2027 fino a scadenza – taglio 1.000 Eur – scadenza 15/1/2035.
In questo caso la struttura cambia ma marginalmente: si ha una cedola fissa iniziale, sebbene successivamente la leva scenda poco (meno 10%). L’ammontare almeno iniziale è di 40 milioni di euro. Il coupon qui diventa annuale e si ha un cap (tetto massimo) del 5,75%. Bene per ora gli scambi, con la parte del leone svolta pure per questo bond ancora dal collocatore. Il titolo è trattato sia sul Mot sia su Tlx.
3) Polonia 3% Ge2030 Eur
Isin XS2975280509 – governativo a tasso fisso – taglio 1.000 Eur – scadenza 16/1/2030.
Negli ultimi anni il numero di emittenti europei è salito molto, con l’arrivo soprattutto di vari governativi dell’est. Il boom dei Romania è noto ma a fianco si è registrato un certo interesse anche per i Polonia, sebbene meno generosi in termini di cedole distribuite. Si consideri però che il rating è A-, quindi nettamente migliore, e che Varsavia gode di una buona immagine in termini di crescita economica.
Un 5 anni al 3% vale quindi una considerazione, sempre che lo si paghi attorno a 100. È quello che si propone il fronte dei “buyer”: si attesta sul “book” di Borsa Italiana dai 100,3 Eur in giù, mentre i “seller” si collocano sui 100,8. Lo spread risulta così ampio ma la liquidità complessiva – verificata anche su altri mercati – è buona, stante un ammontare di 1,5 miliardi di Eur. La disponibilità di titoli polacchi continua a crescere sul Mot e fra i tanti segnaliamo il 4,125% Ge2044 (Isin XS2746103014), che si scambia poco sopra i 101 Eur.
4) Intesa Sanpaolo Mc Ge2037 Usd
Isin IT0005630188 – struttura bond senior bancario a tasso misto - taglio 2.000 Usd – scadenza 14/1/2037.
In questo caso l’ossatura diventa più complessa. L’obbligazione, definita come “Doppio Tasso” prevede il pagamento di cedole annue lorde del 10% per il primo e per il secondo anno. Poi, annualmente, è contemplata la possibilità da parte dell’emittente di convertire tutte le cedole successive in tasso variabile legato all’andamento dell’indice Sofr + 1,70%. Nel caso in cui l’emittente non esercitasse la facoltà di conversione da tasso fisso a tasso variabile, l’obbligazione corrisponderebbe cedole decrescenti calcolate su un tasso annuo lordo del 6% dal terzo al quinto anno, del 5% dal sesto all’ottavo anno e del 4% dal nono al dodicesimo e ultimo anno.
Si tratta di un’emissione idonea solo a chi accetti una struttura così articolata e magari abbia già in portafoglio bond a tasso fisso standard, oppure crescente o decrescente, allo scopo di diversificare il rischio tassi in Usd. Anche qui è ancora il collocatore a tenere le redini del mercato, con una quotazione in vendita sui 100,6 Usd. L’ammontare risulta di 65 milioni di Usd e la periodicità della cedola annuale.
5) Bot Zc Ge2026 Eur
Isin IT0005631533 – zero coupon – taglio 1.000 Eur – scadenza 14/1/2026.
È sul Mot da alcuni giorni. Lo analizziamo perché con un 2,46% di rendimento lordo a scadenza sta mettendo a segno buoni scambi (il che è imprescindibile) e soprattutto con singoli importi anche rilevanti. Appare evidente come il mercato cerchi le ultime occasioni sul secondario in ottica di liquidità prima dei prossimi tagli dei tassi da parte della Bce. Analizzando il grafico a candele si è registrata un trend rialzista da mercoledì 15 a lunedì 20, con una fase più incagliata nelle ultime 48 ore.
Sui 97,67 Eur in corso (seduta del 22/1 in tarda mattinata) si pone non di poco sotto (in termini relativi!) rispetto al dicembre 2024, che si compra sui 97,88 Eur. A margine dell’analisi del Bot segnaliamo come alcuni istituti di credito stiano proponendo ai propri clienti per il cash delle soluzioni più articolate di Pac programmati, che prevedono una prima fase di liquidità in bond, poi trasferita su fondi azionari in presenza di correzioni del mercato. Si tratta di una tecnica conosciuta e che può dare risultati interessanti, sempre che si sia coscienti che non si tratta di collocamenti di liquidità e che se ne conoscano i costi, talvolta non irrilevanti.