5 modi per andare in pensione con meno di 20 anni di lavoro

Simone Micocci

17 Giugno 2021 - 17:30

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Hai compiuto 67 anni ma non hai sufficienti contributi per andare in pensione? Ci sono 5 soluzioni possibili.

5 modi per andare in pensione con meno di 20 anni di lavoro

Andare in pensione con meno di 20 anni lavorati è possibile, ma solo in determinate circostanze.

L’accesso alla pensione in Italia prevede diverse opzioni: abbiamo la pensione di vecchiaia a 67 anni di età e 20 anni di contributi, come pure la pensione anticipata che non prevede un limite di età per coloro che hanno maturato almeno 41 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini, per le donne è richiesto un anno in meno).

Il problema riguarda coloro che non riescono a raggiungere i 20 anni di contributi: una situazione che riguarda specialmente chi non è riuscito a mantenere una carriera regolare, lavorando per diversi anni in nero. La domanda che chi si ferma a 15, 16, e anche 19 anni di contributi è: cosa posso fare adesso? Ci sono diverse opzioni: ne abbiamo selezionate cinque, anche se in realtà solamente con tre di queste si raggiunge effettivamente la pensione.

1) Aspetta i 71 anni di età

Per chi non lo sapesse, c’è una seconda opzione per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Si tratta di un’opzione riservata esclusivamente ai contributivi puri, ossia chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996.

Per questi, sono sufficienti molti meno anni di contributi per andare in pensione: ne bastano 5, ma come anticipato è necessario aspettare il compimento dei 71 anni di età.

2) Verifica se puoi andare in pensione con 15 anni di contributi

L’opzione suddetta è riservata a coloro che rientrano interamente nel regime contributivo. Ne sono esclusi, dunque, coloro che possono vantare anche un solo contributo entro il 31 dicembre 1995.

Per questi, che rientrano nel calcolo misto della pensione, vi è però l’opportunità di accedere alla pensione di vecchiaia comunque al compimento dei 67 anni di età ma con appena 15 anni di contributi. Questo è possibile per coloro che:

  • hanno tutti i 15 anni di contributi riferiti al periodo antecedente al 31 dicembre 1992;
  • sono stati autorizzati al versamento dei contributi volontari in data anteriore al 31 dicembre 1992;
  • hanno un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni.

Queste tre sono le cosiddette Deroghe Amato; specialmente l’ultima potrebbe esservi d’aiuto, in quanto vi basterà comunque avere un’anzianità contributiva (quindi aver iniziato a lavorare) nel 1995 per poter andare in pensione con 15 anni di contributi anziché 20.

C’è anche una quarta possibilità: la cosiddetta Opzione Dini, la quale consente di andare in pensione con 15 anni di contributi a patto che:

  • si ha almeno un contributo nel regime retributivo;
  • 5 anni di contributi sono riferiti al regime contributivo;
  • si accetta un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

3) Ci sono possibilità di riscatto o per il versamento volontario dei contributi?

Altra possibilità è quella di vedere se ci sono dei periodi non lavorati per i quali è comunque possibile riscattare degli anni di contributi.

Ad esempio, c’è la possibilità offerta dal riscatto della laurea, oppure dei periodi non lavorati. In questi casi, però, bisogna comunque pagare di tasca propria per versare volontariamente i contributi oppure per procedere con il riscatto oneroso.

Ci sono, invece, delle situazioni per cui i contributi vengono accreditati senza alcun onere: si tratta dei periodi coperti da contribuzione figurativa. In alcune circostanze questi vengono accreditati d’ufficio, mentre in altri bisogna farne richiesta all’Inps.

4) Chiedi la pensione sociale

Se non riesci a soddisfare nessuna delle suddette opzioni, allora per te non ci sono possibilità di andare in pensione a 67 anni. E, importante, i contributi versati andranno comunque persi in quanto non hanno dato luogo alla pensione.

Se tuttavia vi trovate in una condizione di difficoltà economica, al compimento dei 67 anni potete comunque fare richiesta della pensione sociale, meglio conosciuta come assegno sociale. Questo spetta proprio a coloro che al raggiungimento dell’età pensionabile non hanno i requisiti per andare in pensione, a patto che questi si trovino in una situazione di difficoltà economica: ne possono usufruire coloro che hanno un reddito non superiore a 5.983,64€, 11.967,29€ nel caso dei soggetti coniugati.

Per poter beneficiare dell’importo pieno, ossia 460,28€ per 13 mensilità nell’anno 2021, il reddito deve essere pari a zero.

5) Chiedi la pensione di cittadinanza

Al compimento dei 67 anni è anche possibile richiedere la pensione di cittadinanza, avendo così un’integrazione al reddito. Per la richiesta della pensione di cittadinanza è necessario un Isee non superiore a 9.360€, e un reddito familiare non superiore a 7.560€ (per la persona sola, mentre per i nuclei numerosi questo limite aumenta).

Per avere diritto alla pensione di cittadinanza, però, è necessario che anche gli altri componenti del nucleo familiare abbiano compiuto i 67 anni di età o comunque che siano affetti da grave disabilità.

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