5 azioni da dividendo da comprare con €5.000 (e tenere per sempre)

Claudia Cervi

30 Novembre 2025 - 08:23

Con questi 5 titoli in portafoglio punti alla rendita passiva da dividendo e alla crescita nel lungo periodo: ecco le azioni italiane da tenere per sempre.

5 azioni da dividendo da comprare con €5.000 (e tenere per sempre)

Piazza Affari non sta frenando. Sta solo prendendo fiato. Il rosso delle ultime ore non racconta un cambio di direzione, ma l’effetto automatico dello stacco dividendi del 24 novembre, una seduta in cui ben 17 titoli del listino hanno distribuito la cedola agli azionisti.

Il punto è che, al netto di questo ribasso tecnico da 1,14%, il mercato italiano resta sorprendentemente solido. Il FTSE Mib corre ancora intorno al 25% da inizio anno e il contesto macro continua a soffiare nel verso giusto, con tassi in discesa e volatilità sotto controllo.

Ed è proprio in giornate così, in cui i prezzi scendono solo per ragioni matematiche, che si aprono le vere occasioni. Perché se un titolo cala solo per lo stacco della cedola, il suo valore non cambia. Anzi, spesso diventa più interessante per chi punta a costruire una rendita.

E allora la domanda diventa concreta: quali titoli, comprati oggi con 5.000 euro, hanno davvero le carte per essere tenuti in portafoglio per sempre?

1) Poste Italiane

Poste Italiane è sempre più il titolo di riferimento per chi cerca stabilità e dividendi costanti. Nei primi 9 mesi del 2025 il gruppo ha registrato ricavi vicini agli 11 miliardi e un utile netto che sfiora i 2 miliardi, sostenuto dall’ottima performance delle divisioni assicurative e dei servizi finanziari. E-commerce e pagamenti digitali segnano un’accelerazione in linea con la trasformazione del Paese.

La politica dei dividendi è esplicitamente orientata alla crescita. L’ultima cedola porta il totale annuo a 1,08 euro per azione, pari a un rendimento del 5,4%, con payout ratio sotto il 70%. La cassa operativa supera i 3 miliardi l’anno: un livello che dà grande solidità al dividendo, anche in caso di rallentamento ciclico.

2) Intesa Sanpaolo

Intesa è la banca che più di tutte ha dimostrato di saper navigare in qualsiasi contesto di tassi. Nei primi nove mesi del 2025 l’utile netto supera i 7 miliardi, con un target annuo oltre i 9 miliardi. Il vero motore, oltre al margine di interesse ancora forte, è la diversificazione: risparmio gestito, servizi, assicurazioni, digitale.

Il dividend yield continua a essere tra i più alti del listino. Sul bilancio 2024 sono stati pagati 0,341 euro per azione (circa il 6,5% ai prezzi correnti), mentre le stime 2025 indicano un ritorno fra il 6% e il 7%. Il CET1 fully loaded oltre il 13% conferma una solidità patrimoniale che tutela gli azionisti anche in un contesto di tassi in riduzione.

3) Eni

Eni rimane uno dei grandi campioni europei della remunerazione agli azionisti. Il 2025 è stato un anno di prezzi energetici più bassi, ma la società ha comunque generato oltre 8 miliardi di cassa operativa nei primi nove mesi, sufficiente a finanziare investimenti, buyback e un dividendo tra i più ricchi d’Europa.

La cedola complessiva del 2025 arriva a 1,05 euro per azione, con rendimento del 6,7%. Il leverage è sceso sotto il 20%, segnale di forte disciplina finanziaria. Anche nei cicli deboli Eni riesce a proteggere il dividendo grazie a un portafoglio diversificato tra upstream, gas e rinnovabili.

4) Credem

Credem è la banca che cresce senza fare rumore. Negli ultimi tre anni ha aumentato l’utile netto fino a superare i 620 milioni nel 2024, mantenendo lo stesso ritmo nel 2025. Ha una qualità del credito tra le migliori del settore e un cost/income strutturalmente più efficiente rispetto ai grandi istituti.

Il dividendo del 2025 da 0,75 euro per azione offre un rendimento del 5,2%. Ma il dato più interessante è la crescita media del 30% annuo della cedola negli ultimi tre esercizi. Con un CET1 vicino al 14%, Credem rappresenta la parte più “tranquilla” di un portafoglio orientato alla rendita.

5) BPER Banca

BPER è la storia più dinamica del gruppo e quella con il dividendo più aggressivo. L’acquisizione di Popolare di Sondrio crea un player nazionale con oltre 6 milioni di clienti e potenziali sinergie che gli analisti valutano in decine di milioni l’anno. Nei primi nove mesi del 2025 l’utile vola a 1,3 miliardi, il ROE tangibile sfiora il 20% e il cost/income scende sotto il 50%.

La cedola è passata da 0,06 euro del 2022 a 0,70 euro del 2025: una crescita vertiginosa. Il rendimento si avvicina al 7%, uno dei più alti del listino. È il titolo ideale per chi punta a una rendita più elevata, pur accettando un grado di rischio maggiore legato alla fase di integrazione.

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