Ben 40.000 bottiglie di vino sono state ritirate dal mercato per la presenza di un additivo proibito. Ecco di cosa si tratta.
Il richiamo di prodotti alimentari è bevande scarna sempre il panico tra i consumatori, quando invece garantisce circa l’efficacia dei controlli e la prontezza d’intervento. Il caso che sta facendo preoccupare maggiormente in questi giorni riguarda Mercian, che dopo aver usato un additivo proibito nei vini ha dovuto ritirare dal mercato circa 40.000 bottiglie. Ecco tutto quello che sappiamo in proposito.
Ben 40.000 bottiglie di vino ritirate per l’additivo proibito
L’azienda giapponese Mercian, controllata dal gruppo Kirin Holdings, ha annunciato il ritiro di oltre 40.000 bottiglie di vino per la presenza di citrato di rame. Si è trattato di un richiamo volontario per correggere l’errore sulla presenza di questo additivo, proibito in Giappone ma ammesso in molte parti del mondo.
A tal proposito, è bene specificare che si tratta di un ingrediente impiegato per eliminare dal vino gli odori sgradevoli, provocati per lo più dai composti solforati. I vini interessati sono Frontera Sparkling Rosé, Frontera Ice Rosé e Frontera Rosé, prodotti dal vigneto spagnolo di Concha y Toro, di cui dovrebbero esserci attualmente circa 40.000 bottiglie circolanti in Giappone secondo le stime delle agenzie di stampa.
Non è possibile dire che si tratta di una mera precauzione perché il citrato di rame è vietato in Giappone, pertanto non doveva essere impiegato nei vini commerciati sul posto. Quando l’azienda minimizza il pericolo, tuttavia, lo fa in modo ragionevole.
Citrato di rame nei vini, sicuro o no?
Non è una diceria, per molte civiltà del passato il vino era più sicuro rispetto all’acqua. Il processo di lavorazione garantiva infatti la formazione di un ambiente ostile alla proliferazione di svariati agenti patogeni. L’acqua era considerata fonte di malattie e in effetti lo era, a causa delle scarsissime norme igieniche, soprattutto nel Medioevo. Oggi ovviamente le cose non sono più così e comunque qualsiasi bevanda destinata al consumo è sottoposta a rigorosi standard di sicurezza. Tutto ruota intorno a sostanze vietate e quantitativi massimi, fissati in modo da minimizzare il più possibile i rischi per i consumatori.
Questo significa che quando una soglia viene superata leggermente spesso il rischio per la salute è del tutto trascurabile. Di pari passo, le differenze tra le normative internazionali sono poco rilevanti quando sottili. Il citrato di rame non è tra gli additivi consentiti in Giappone, mentre buona parte del mondo, compresa l’Unione europea, lo ammette. Nel dettaglio, la normativa dell’Unione europea prevede un quantitativo massimo di citrato di rame nel vino pari a 1g/hl, a patto che il tenore di rame non superi 1 mg/l. Il citrato di rame è ammesso anche in molti altri Paesi non europei, come sottolineato dall’azienda giapponese Mercian che, pur scusandosi con la clientela per il proprio errore ribadisce:
Crediamo che l’impatto di questo incidente sulla salute sia estremamente basso.
Di fatto, il citrato di rame trova ampio spazio nell’agricoltura e nell’industria alimentare, compreso l’uso negli integratori. La tossicità per l’uomo in caso di ingestione dipende dal quantitativo assunto, che potrebbe provocare varie conseguenze, come:
- nausea;
- vomito;
- diarrea;
- febbre;
- anemia emolitica;
- danni epatici.
Il Regolamento Ue n. 2019/934 fissa pertanto precisi limiti per l’uso del citrato di rame nell’enologia, ma comunque non lo vieta del tutto. Questo significa che entro i quantitativi previsti è completamente sicuro secondo le evidenze scientifiche, ma presumibilmente il Giappone adotta un criterio ancora più rigoroso e severo. Ciò non toglie che per vendere un prodotto in uno Stato è doveroso rispettare la normativa vigente, perciò l’azienda ha commesso un errore e ha agito correttamente provvedendo tempestivamente al ritiro.
Allo stesso modo, molti prodotti di aziende straniere vengono modificati per essere commerciati nell’Ue e rispettarne le regole (partendo dalle ricette delle catene di fast food). Nonostante ciò, appare corretto quanto detto sulla pericolosità irrilevante del citrato di rame impiegato nei vini di Mercina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA