4 obbligazioni (tra cui 2 BTP) per guadagnare il 7% tra rendimento e tempo di attesa

Stefano Vozza

29 Maggio 2026 - 17:26

Puntare tutto sul rischio o sul tempo necessario in vista di un risultato? Strategie e alternative a confronto sul reddito fisso sovrano

4 obbligazioni (tra cui 2 BTP) per guadagnare il 7% tra rendimento e tempo di attesa

L’attuale contesto obbligazionario ha in un certo senso accorciato i tempi di attesa in vista di un dato risultato a scadenza. Il rialzo degli yield ha reso i bond relativamente più redditizi a scadenza dato che li si acquista a sconto rispetto a ieri. Tradotto, o al di sotto del valore di rimborso finale 100 o, per gli acquisti sopra la pari, a prezzi più convenienti di 3 mesi fa, per esempio. Un discorso valido in linea generale ma che si frastaglia a seconda del prodotto ed emittente di turno.

Vediamo 4 obbligazioni tra cui 2 BTP buoni per guadagnare il 7% tra rendimento e tempo di attesa, ma anche cedole, valuta e rischio emittente.

Tempo, rischio, capitale e rendimento

Ottenere un rendimento del 7% può significare poco se non lo si aggancia a parametri oggettivi e stimali. Qui decidiamo di legarlo al tempo di attesa e di notare come, al suo variare, muta il giudizio complessivo di una data operazione di investimento. Spazieremo tra BTP nazionali e bond esteri o corporate tra i tanti prodotti presenti sul mercato senza, peraltro, avere la pretesa di esserci soffermati sui più performanti.

Una sana decisione di investimento presuppone uno studio serio e dettagliato di più fattori tipo cedola, YTM, duration, tasse e spese, rischio emittente, valuta, etc. È quasi impossibile considerarli tutti nello spazio di un articolo finanziario e per più prodotti concorrenti mesi assieme.

L’obbligazione MEF con duration modificata al 2,64

Partiamo dalla classica operazione da cassettista per non doversi preoccupare più di tanto delle oscillazioni dei corsi. In questi casi, tuttavia, diventa cruciale la qualità dell’emittente per essere certi che non vada in default per non invalidare il diritto al rimborso del capitale a scadenza.

Tra i vari, il BTP con ISIN IT0005689960 ed expire date 15/03/’29 consentirebbe un 7% netto totale a scadenza. Sui decimali in più o in meno tutto dipende dall’effettivo prezzo di carico e scarico del prodotto, considerazione che vale anche per i titoli a seguire. L’obbligazione paga il 2,40% annuo lordo (cedola semestrale al 15/03 e 15/09) ma rende il 2,83% per via dei corsi attuali a 98,89. Nei 2,8 anni di vita residua, quindi, genera un 6,91% netto circa complessivo. Meno di 10 giorni fa lo si acquistava anche a 98,25 centesimi, per cui si andava oltre il 7% netto totale.

Maggiore rischio per accorciare i tempi dell’investimento

Sempre restando in tema MEF, ecco il titolo ad elevata cedola e durata residua (ISIN IT0003535157). Il BTP Fx 5% 1Ag34 ha 8,17 anni residui e un tasso annuo del 5%, per cui basterebbero 3 cedole, più un piccolo rateo sulla 4°, per garantirsi un 7% netto totale. Tuttavia, qui si richiede maggiore attitudine propensione al rischio dato che il titolo prezza a 110,73 alla chiusura di mercoledì 27 (credito d’imposta: 1,21%). Ai corsi attuali l’effettivo a scadenza scende al 3,52%, mentre l’ultima volta che ha prezzato a 100 è stato nell’ottobre del’23.

Ora, o si attende che sia il mercato a reprimere di nuovo i corsi da consentire un ingresso alla pari, o si individua un buon prezzo e timing di entrata ed uscita dal titolo. A titolo di semplice riferimento numerico e niente più, tipo acquistarlo a 108, cioè ai prezzi di marzo, e rivenderlo tra 19-20 mesi a corsi almeno pari a quelli di ingresso.
Si tratta di operatività non adatte a tutti ma solo a profili di investitori particolarmente attivi ed esperti sul come e quando muoversi sui mercati finanziari.

Investire su bond a 2 anni ma in valuta

A seguire ecco il bond di medio-corta durata, quasi da cassettista verrebbe da dire. Il United Kingdom Fx 4.5% Jun28 GBP, matricola GB00BMF9LG83, dura appena 2 anni e 10 giorni, e garantisce un 7% netto anche poco prima della naturale scadenza. Il tasso cedola su base annua è al 4,50% ed è tassato al 12,50% come per le obbligazioni del Tesoro. Inoltre prezza appena sopra la parità, a 100,4 al tempo dell’articolo per un effettivo a scadenza in area 4,4% (dati: Borsa Italiana). Inoltre la duration modificata è assai modesta all’1,84 con i valori min-max annui pari a 99,32 e a 102,81 £.

Tuttavia, qui il grande rischio legato all’operazione è nel tasso di cambio GBP/EUR a scadenza. Il guadagno certo dato dallo yield a quella data potrebbe essere eroso, in tutto o in parte a seconda dei casi, dal possibile trend valutario avverso. A grandi, grandi linee, l’UK Fx 4.5% Jun28 in sé è capace di ripagarsi fino a un 8-9% di tasse allo Stato, spese alla propria banca ed eventuale apprezzamento dell’euro contro la sterlina. Invece se quest’ultima restasse invariata a scadenza contro l’eurovaluta, il rendimento netto del bond sarebbe salvo. Se, infine, dovesse evolvere apprezzandosi contro l’euro, ecco servito l’extra gain da cambio oltre ai benefici cedolari.

4 obbligazioni tra cui 2 BTP buoni per guadagnare il 7% tra rendimento e tempo di attesa

Infine si potrebbe pensare di inserire in portafoglio una delle tante obbligazioni di matrice corporate di recente emissione. Da gennaio ad oggi, solo a voler restare ai tempi a noi più vicini, diversi emittenti privati hanno emesso bond a lungo termine a cedole ricche nei primi anni. Il problema, spesso, sta proprio qui, e cioè che dopo i primi anni poi i coupon si sgonfiano, a volte anche di tanto e in poco tempo rispetto alla durata totale e gli anni residui.

Non resta che scegliere una struttura cedolare adeguata e, forse più di tutto, un buon timing per operare, non escluso un ingresso a posteriori sul mercato secondario. Si tratta, infatti, di titoli con una certa volatilità dei corsi e ampi spread bid/ask nei book, elementi potenzialmente sfruttabili. Oltretutto su queste obbligazioni non c’è mai un premio fedeltà finale, per cui ben si prestano a trade di breve-medio respiro.

Tuttavia, al pari e/o più dei bond di cui sopra, presuppongono elevati gradi di preparazione per comprendere nei dettagli le loro strutture complesse. Tra le più diffuse e ricorrenti citiamo le clausole callable e/o cumulative e/o cedole step-down e/o condizionate e/o valutarie e/o i rischi valutari, etc. Parimenti, si presuppone un’elevata propensione al rischio e ottima dimestichezza operativa sul come muoversi sui mercati senza arrecare danni al portafoglio.