4 azioni (insospettabili) per investire nel comparto difesa oggi

Donato De Angelis

15 Dicembre 2025 - 11:52

Molti investitori sono convinti di cavalcare il boom della difesa posizionandosi sulle società storiche del settore. Ma è un errore, secondo ARK Invest.

4 azioni (insospettabili) per investire nel comparto difesa oggi

Per molto tempo, investire nella difesa ha significato attenersi a un modello ben definito: puntare sui grandi contractor storici, replicare indici ampi dedicati a difesa e aerospazio e assumere che le tensioni geopolitiche si traducessero automaticamente in flussi stabili per i fornitori tradizionali dei governi. Oggi, però, le condizioni che sostenevano questo approccio non sono più le stesse.

La difesa contemporanea non è più dominata esclusivamente dalla scala produttiva, dai lunghi cicli di approvvigionamento o da dottrine ereditate dalla Guerra Fredda A guidare il cambiamento è una profonda trasformazione tecnologica, in cui il vantaggio competitivo dipende dalla rapidità di innovazione, dalla flessibilità operativa e dall’integrazione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi e le infrastrutture spaziali. Questo nuovo scenario richiede agli investitori di ripensare il modo in cui costruiscono l’esposizione al settore, come sottolinea Rahul Bhushan di ARK Invest, che ha individuato 4 titoli che rappresentano in modo emblematico questa trasformazione.

In passato, i grandi produttori di sistemi militari hanno privilegiato piattaforme complesse e costose, caratterizzate da cicli di sviluppo molto lunghi. L’attuale contesto, invece, mette in discussione proprio questo modello: Paesi come la Cina stanno dimostrando di poter realizzare armamenti a basso costo e in tempi rapidi, sfruttando la produzione su larga scala per contrastare asset occidentali decisamente più onerosi. Droni economici, anche se non sempre perfetti, possono neutralizzare mezzi dal valore di milioni di dollari, generando forti asimmetrie nei costi.

Di fronte a queste dinamiche, le aziende della difesa occidentale stanno accelerando i processi produttivi, cercando di contenere i costi e ripensando radicalmente progettazione e implementazione delle nuove tecnologie. Nel frattempo, strategie passive e benchmark tradizionali restano fortemente orientati verso gli incumbent: società che hanno costruito la propria leadership in un’epoca pre-digitale e fortemente incentrata sull’hardware. Pur continuando a svolgere un ruolo rilevante, questi operatori sono sempre più affiancati – e sfidati – da realtà agili e innovative, impegnate nello sviluppo dei sistemi che definiranno il futuro della sicurezza e dei conflitti.

Parallelamente, molti ETF dedicati alla difesa presentano limiti strutturali, come bias geografici o impostazioni tematiche troppo ristrette, che non riflettono la natura globale e trasversale delle applicazioni difensive moderne. La convergenza tra space economy e utilizzi militari, la diffusione delle tecnologie dual-use e il peso crescente di software, dati e automazione vengono spesso sottovalutati. Essere esposti ai colossi del passato, però, non equivale necessariamente a essere posizionati sulla difesa di domani, sempre più guidata dall’innovazione.

Alcune delle aziende presenti nel portafoglio dell’ARK Space and Defence Innovation rappresentano in modo emblematico questa trasformazione. Tra queste figurano:

  • Kratos Defence & Security Solutions, impegnata nello sviluppo di sistemi autonomi e droni tattici;
  • AeroVironment Inc, leader nelle piattaforme aeree a pilotaggio remoto;
  • Rocket Lab Corp, focalizzata sull’accesso allo spazio a costi contenuti e su capacità di lancio rapido;
  • Palantir Technologies Inc, che sfrutta l’intelligenza artificiale per fornire analisi in tempo reale e un vantaggio competitivo nella gestione dei dati.

Accanto a questi innovatori emergenti, rimane sensato includere anche contractor affermati e solidi come Airbus SE e Thales Group, che stanno adattando le proprie competenze a una nuova fase della difesa, sempre più legata allo spazio e al software. Tuttavia, in un contesto in cui il progresso tecnologico sta ridefinendo il modo in cui gli Stati proiettano potenza, proteggono gli asset strategici e operano sulla terra e nei cieli, gli investitori sono chiamati a interrogarsi se le loro allocazioni riflettano davvero l’evoluzione dei budget militari, dell’innovazione e delle priorità strategiche.

Nel mondo attuale, la sopravvivenza non si fonda più sull’eredità del passato, ma sulla capacità di innovare.