Negli ultimi mesi sono comparsi sempre più strumenti finanziari dedicati alla difesa.
Alcuni investono nelle aziende militari dei paesi della NATO.
Altri nelle industrie europee della difesa.
Altri ancora nelle tecnologie militari del futuro: cyber-sicurezza, spazio, sistemi autonomi.
Esistono ETF che replicano indici composti da società aerospaziali e militari dei paesi sviluppati o delle alleanze occidentali.
Il fenomeno non è difficile da capire.
La spesa militare globale è tornata a crescere.
L’Europa parla apertamente di riarmo.
La competizione geopolitica tra grandi potenze è tornata al centro del dibattito economico.
La conclusione che molti investitori traggono è intuitiva.
Se il mondo si sta riarmando, allora il settore della difesa potrebbe diventare un investimento interessante.
È una deduzione logica.
Ma proprio per questo vale la pena fermarsi un momento.
Quando un fenomeno diventa una categoria di investimento
I mercati finanziari hanno una caratteristica molto precisa.
Trasformano fenomeni complessi in storie semplici.
Prima emerge un cambiamento economico o geopolitico.
Poi gli investitori iniziano a parlarne.
Poi nascono indici che provano a rappresentare quel fenomeno.
Infine arrivano gli strumenti finanziari che permettono di investirci direttamente.
Nel caso della difesa, il passaggio è ormai evidente.
Non esiste più soltanto il settore aerospaziale e difesa dentro gli indici tradizionali.
Oggi esistono strumenti costruiti attorno a diverse versioni della stessa narrativa geopolitica:
- difesa occidentale
- difesa europea
- difesa tecnologica
- sicurezza informatica
- spazio militare.
Questi strumenti non raccontano semplicemente un comparto industriale.
Raccontano una storia.
La storia è che la geopolitica è tornata a essere un fattore centrale dell’economia globale.
E quindi, inevitabilmente, anche dei mercati finanziari.
Una parentesi sugli ETF tematici
Quello che sta succedendo con la difesa non è un caso isolato.
Negli ultimi anni l’industria finanziaria ha sviluppato una forte capacità di trasformare grandi fenomeni economici in strumenti investibili.
- Intelligenza artificiale.
- Cybersecurity.
- Transizione energetica.
- Robotica.
Ogni grande trasformazione tende prima o poi a diventare una narrativa di mercato.
E quando una narrativa diventa abbastanza forte, spesso nasce anche un ETF che la rende investibile.
Ma questo è un tema che merita un’analisi più ampia e che torneremo ad affrontare in un altro articolo.
Qui ci interessa soprattutto capire cosa rivela questo fenomeno.
La struttura economica della difesa
Il settore della difesa ha una caratteristica molto particolare.
A differenza di molti altri settori industriali, la domanda non è diffusa.
Il cliente principale è quasi sempre lo Stato.
Questo significa che l’andamento del settore dipende soprattutto da tre fattori:
- decisioni politiche
- bilanci pubblici
- programmi militari di lungo periodo.
Un nuovo sistema d’arma, un programma aerospaziale o una infrastruttura di difesa informatica non nascono e si esauriscono in pochi anni.
Spesso richiedono cicli di sviluppo che durano dieci o vent’anni.
Il settore quindi non segue soltanto la dinamica dei mercati.
Segue soprattutto la dinamica delle decisioni pubbliche.
Ed è proprio qui che emerge una variabile che spesso sparisce dal dibattito finanziario.
Il tempo.
Il tempo della geopolitica e il tempo dei mercati
La geopolitica si muove lentamente.
Le alleanze cambiano nel corso degli anni.
I bilanci militari crescono gradualmente.
I programmi industriali richiedono tempi lunghi.
I mercati finanziari, invece, hanno una caratteristica diversa.
Anticipano.
Quando gli investitori iniziano a credere che un fenomeno diventerà strutturale, i prezzi tendono a incorporare quell’aspettativa molto prima che il fenomeno si manifesti pienamente nell’economia reale.
Questo non significa che la narrativa sia sbagliata.
Molti governi stanno effettivamente aumentando la spesa militare.
Molte aziende del settore stanno beneficiando di nuovi programmi di investimento.
Ma il punto non è se il fenomeno esiste.
Il punto è quando il mercato decide di trasformarlo in una storia di investimento.
Tornare alla decisione
Per un investitore la domanda più naturale è semplice:
la spesa militare continuerà a crescere?
È una domanda importante.
Ma forse non è quella decisiva.
Quando un fenomeno complesso diventa una categoria di investimento, la domanda utile cambia leggermente.
Non riguarda solo il fenomeno.
Riguarda il momento.
Non se il mondo si riarmerà.
Ma in quale fase della narrativa di mercato ci troviamo.
Perché nei mercati finanziari la differenza tra una buona storia e una buona decisione spesso nasce proprio qui.
Nel punto in cui una narrativa diventa così convincente da trasformarsi in un investimento.