3 titoli di Stato per puntare al 6% di rendimento annuale o complessivo o a scadenza

Stefano Vozza

31 Dicembre 2024 - 16:48

Vediamo come conseguire un rendimento del 6% in base all’orizzonte temporale di riferimento e alla propria propensione al rischio

3 titoli di Stato per puntare al 6% di rendimento annuale o complessivo o a scadenza

Dato un certo risultato finale, le vie per conseguirlo quasi mai sono univoche.

Se la massima è vera in generale, lo è ancor di più nel campo degli investimenti, inclusi quelli del reddito fisso. Prendiamo a riferimento i titoli di Stato, dove uno dei dati chiave più ricercati riguarda la cedola nominale annua. Tuttavia, i movimenti dei prezzi sul mercato secondario ne possono “sfalzare” i ritorni effettivi annui sia al rialzo che al ribasso, mutando prospettive e strategie.

Vediamo ora 3 titoli di Stato per puntare al 6% di rendimento annuale o complessivo o a scadenza in base al diverso combinarsi dei parametri chiave.

Il BTP per l’investitore con bassa propensione al rischio

Prendiamo il caso dell’investitore con un profilo di rischio basso e molto contenuto. Qui il parametro anteposto a tutto, e ricercato in via prioritaria, è quello della tranquillità dell’investimento. Un obiettivo plausibile, ma che si scontra con la dura legge dei mercati secondo cui al calar del rischio cala anche il rendimento. Come agire per spuntare un 6% di ritorno?

Primo, farsi guidare al meglio dal proprio consulente finanziario di fiducia. Andando oltre, giusto a puro termine di riferimento pensiamo alla strategia di abbandonare il rendimento annuo e di puntare a quello complessivo. In parole più semplici, di allungare la durata dell’investimento e di ricercare un ritorno totale del 6%. Consideriamo il BTP con codice ISIN IT0005622128 emesso il 15 novembre scorso e in scadenza il 15/10/2027 (durata residua: 2,81 anni).

L’obbligazione ha una cedola lorda del 2,7%, il 2,3625% al netto della ritenuta. Tuttavia, al prezzo attuale di 100,51 centesimi c’è che il rendimento netto è sceso al 2,2%. Acquistandolo a questi corsi e tenendolo fino a naturale scadenza il ritorno del 6% complessivo sarebbe assicurato.

Il titolo di Stato per l’investitore propenso al rischio

A seguire ecco il BTP 1° maggio 2031 con codice ISIN IT0001444378, un trentennale in origine ma oggi con una vita residua di 6,35 annui. Qui è la cedola annua lorda del bond pari al 6%, il 5,25% al netto della ritenuta sugli interessi. È davvero tanto, specie se si pensa che i recenti bond MEF pari durata oggi non rendono neanche la metà.

La circostanza lascia facilmente intuire che il prezzo sul MOT sia sopra cento, e difatti al momento scambia sui 117,5. A rimetterci è il rendimento, attualmente sul 2,44% circa.

Come approcciare a simili bond? Provando a tenerle in portafoglio un annetto prima di liquidarle a un prezzo almeno pari a quello di carico. Questo per non doverci rimettere in conto capitale a scadenza e non bruciare parte (o tutto e/o di più nei casi peggiori) delle cedole pro tempore incassate. Sperare di rivenderlo a prezzi maggiori, invece, sarebbe più un colpo da maestri (del trading) che uno scenario ad alta probabilità di realizzazione. L’attuale quotazione del titolo è alta, mentre la vita residua del titolo non è affatto lunga.

Ad ogni modo si tratta di operazione adatte solo a investitori con alta propensione al rischio: e se il trend prezzi-rendimenti dovesse invertire? Ancora, a gente esperta di mercati e consapevole della tipologia di bond che vanno maneggiando.

3 titoli di Stato per puntare al 6% di rendimento annuale o complessivo o a scadenza

Se il primo bond poggiava su basso rischio e medio periodo, il secondo sul breve periodo e alto rischio, l’ultimo che vediamo mixa alto rischio e ampio orizzonte temporale. Si tratta di un bond in euro, e quindi privo del rischio di cambio, emesso dal Governo della Romania nella primavera del 2019 e in scadenza il 03/04/2049, tra quasi 24 anni e mezzo.

Il titolo ha ISIN XS1968706876 e parte da un doppio punto di forza. Primo, la cedola annua lorda del 4,625%, a cui si aggiunge l’extra-rendimento a scadenza dato che prezza sotto cento. L’obbligazione scambia in area 81,39 e un paio d’anni fa ha fatto anche meglio (come rendimento; peggio come quotazione) quando è scesa a 63.

A prezzi attuali il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza è del 6,11%, davvero tanto per essere un sovereign bond. Come mai? Il maggiore rischio, ovvio. Il rating emittente è a un passo dal “non investment grade”, mentre il Paese soffre da tempo di saldi commerciali e correnti negativi, a svantaggio delle riserve valutarie interne. In più da quasi 3 anni c’è un conflitto in corso aldilà delle sue frontiere ad Est, quello legato all’invasione russa sul suolo ucraino.

Morale, in finanza non esistono assolutamente pasti gratis. Anzi!