Immaginiamo un’operatività in titoli sovrani in questa parte dell’anno, prima delle vacanze al mare, e con un obiettivo di ritorno al 4% a termine: come fare? È quasi impossibile rispondere data la vastità del mix preferenze/alternative potenzialmente percorribili.
Tutti vorrebbero guadagnare il massimo nel minor tempo possibile e con la certezza assoluta del capitale prima, durante e dopo. La realtà però è tutt’altra cosa, fatta di numeri, rinunce e opportunità, costi e tempi, etc. Vediamo allora come guadagnare il 4% sul reddito fisso nell’estate 2025: 3 titoli di Stato e 3 sentieri a confronto.
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Investire cercando un ritorno totale al 4%
Iniziamo da chi intende andare in vacanza mettendo in valigia la massima tranquillità possibile, il che non equivale a dire assoluta al 100%. Nessun prodotto, neanche i BTP o i buoni fruttiferi o il contante nascosto sotto il materasso sono sicuri al 100%.
Una possibile via d’uscita potrebbe essere quella di puntare a un ritorno del 4% totale da qui a scadenza del prodotto considerato. Detta diversamente, si paga in termini di maggiore tempo d’attesa la scelta di correre il minor rischio possibile.
Gli esempi al riguardo non mancano, e noi qui scegliamo di farne uno a nome di tutti. Il BTP con matricola ISIN IT0005274805 ha data scadenza al 1° agosto 2027, tra 2,11 anni residui.
Sul bond il Tesoro (MEF) paga una cedola nominale annua del 2,05% lordo, e coincide con l’effettivo a scadenza (dati: Borsa Italiana). Venerdì 20 il titolo ha chiuso l’ottava a 100,01, quasi alla pari, per un rendimento totale del 4% lordo abbondante da qui a 2 anni e 1 mese.
Ottimizzando il prezzo di carico del titolo ne beneficerebbe il ritorno, magari trasformando quel 4% totale a scadenza da lordo a netto. Ad esempio il minimo della settimana scorsa, coinciso con il minimo di giugno almeno ad oggi, è stato a 99,94. Non è stato tanto inferiore all’attuale, ma è sicuramente migliore, sia pur di poco, dei corsi attuali (come pure si potrebbe fare di meglio).
Cedola forte e rischio medio-alto
Ribilanciando i pesi rischio/rendimento c’è che in teoria si può puntare a quel target del 4% in un tempo relativamente minore. Tradotto, si paga in termini di maggiori rischi assunti la possibilità di conseguire un guadagno in tempi minori. Nulla di nuovo sotto il sole. È la stessa filosofia di fondo, sebbene portata agli estremi, del trader di Borsa che punta a lucrare sui prezzi in archi temporali davvero risicati.
Qui una possibile soluzione potrebbe essere quella di tenere in portafoglio un bond dalla ricca cedola nominale annua. Per quanto tempo? Per quello necessario a maturare un certo ritorno prima di rivenderlo a mercato e liberare il capitale ivi impegnato. Ad esempio, il BTP con ISIN IT0003934657 in scadenza il 1° febbraio 2037 ha una cedola del 4,00%, per cui in teoria basterebbe 1 anno per il 4% di ritorno lordo complessivo. Invece il BTP ISIN IT0004532559 e scadenza 01/09/’40 ha un payout al 5,00% per cui, alternativamente e sempre in teoria, possono bastare 9 mesi e mezzo per il 4% lordo o l’anno intero per il 4% netto di tasse e commissioni.
Tuttavia, qui la vera sfida per il risparmiatore sta tutta nel riuscire a rivendere il bond a un prezzo almeno pari a quello di carico. Facile a dirsi, ma non affatto scontato nei fatti. Rivenderlo a un prezzo inferiore produrrebbe una perdita in conto capitale e, nei casi peggiori, un rendimento effettivo a scadenza negativo, cioè con il segno meno davanti. Lì addio a strategia ed obiettivo e, soprattutto, parte del proprio capitale. Nei casi inversi (rivendita a valori maggiori di quelli di acquisto) ecco servita l’extra plusvalenza.
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Guadagnare il 4% sul reddito fisso nell’estate 2025: 3 titoli di Stato e 3 sentieri a confronto
Sbilanciandosi ancor più sul fronte rischio, ecco l’operatività in sovereign bond che in parte ricorda quella sulle azioni di Borsa. Cioè si tratterebbe di tradare le obbligazioni più o meno come si fa con quest’ultime, sia pure con tecniche e strategie più adatte all’asset.
Facciamo un esempio numerico che riguarda un trend storico e non uno prospettico, e consideriamo il BTP Fx 4,30% scadenza 1° ottobre 2054. Il bond vanta una cedola relativamente robusta, una scadenza assai distante nel tempo e, soprattutto, una buona liquidità sul mercato secondario. Il titolo ha chiuso la seduta di lunedì 23 giugno a 100,47, mentre il prezzo di chiusura di giovedì 22 maggio è stato di 97,09. In pratica nel giro di 1 mese i corsi sono saliti del 3,7% circa, a cui si aggiunge uno 0,36% di rateo pro tempore per un potenziale 4% lordo totale.
Ripetiamo, si tratta di un qualcosa che è già avvenuto. Da qui al prossimo mese il titolo potrebbe “regalare” un altro 4 o 8% di ritorno totale (corsi e rateo), come pure togliere altrettanto.
Più in generale, sui mercati obbligazionari i trend sono relativamente più lenti rispetto a quelli dell’azionario che riescono a muoversi di tanto anche in una o poche sedute. Ecco perché in questi casi sbagliare timing e/o strategia spesso equivale a incagliare capitale a lungo termine, a meno che non si esce in perdita. Morale, si tratta di un’operatività ad altissimo rischio adatta solo a investitori molto preparati e con notevole esperienza pregressa.