3 BTP scadenza 2037 tra prezzo di mercato a 76,48 e cedole al 4,00% e al 4,05%

Stefano Vozza

23 Gennaio 2026 - 06:54

Investire in obbligazioni sovrane privilegiando la pista del ricco tasso cedolare annuo o della robusta plusvalenza finale?

3 BTP scadenza 2037 tra prezzo di mercato a 76,48 e cedole al 4,00% e al 4,05%

Prendiamo un orizzonte temporale di lungo termine e consideriamo 3 titoli di Stato di matrice MEF pari scadenza, oltre che pari emittente. Si direbbe: che differenza potrebbe mai passare tra un titolo e un altro? In termini di yield, cioè di ritorno effettivo a scadenza, si tratta di scostamenti frazionari a seconda della scadenza. Tuttavia, sul ritorno finale incide anche la struttura cedolare dato che i tassi nominali annui influenzano il maggiore o minore appeal di un titolo sul secondario. A cascata, infine, ecco le variazioni degli yield che influenzano le scelte dei risparmiatori. Vediamo al riguardo 3 BTP scadenza 2037 tra prezzo di mercato a 76,48 e cedole al 4,00% e al 4,05%.

L’obbligazione per puntare alla plusvalenza

Partiamo da un titolo avaro di interessi pro tempore come il BTP Tf 0.95% con matricola ISIN IT0005433195 e data scadenza 1° marzo 2037. Il bond sarà fruttifero per altri 11,11 anni prima del suo rimborso finale e, quasi certamente, del rinnovo sotto altre vesti, altri tassi e altre scadenze.

Il perché della cedola bassa è presto detto, ed è dovuto al fatto che il prestito obbligazionario è nato il 12/01/2021 in un’epoca di costo del denaro esiguo. Morale, chi allora si è indebitato a lungo termine ha fatto l’affare, mentre è stato pessimo per chi lo ha prestato a lungo termine allo 0,95% annuo lordo. Oggi il bond prezza 76,47 per un rendimento effettivo a scadenza del 3,56% e uno totale del 39% circa, sempre lordo.

Infine diamo lo sguardo agli scambi, cioè alla liquidità sul mercato secondario, e alla sensibilità dei prezzi ai movimenti dei tassi di interesse. Nell’ultimo mese i contratti e i controvalori giornalieri sono stati, rispettivamente e mediamente, a ridosso dei 150 deal il primo e dei quasi 10 mln di € il secondo. L’attuale duration modificata, invece, si attesta a 10,07 (dati: Borsa Italiana).

Cedole e plusvalenza o zero cedole e tutta plusvalenza?

Solo un quarto del ritorno complessivo del BTP Mz37 deriverà dalle cedole e tre quarti dalla plusvalenza finale, con una netta predominanza di una componente sull’altra. Ora, sarebbe meglio mixare le due componenti o invertirle o sbilanciarsi tutto su una a danno dell’altra? Non esiste una risposta, ma almeno tante quante sono le esigenze e preferenze di turno.

L’idea dell’all-in sulla plusvalenza a discapito della cedola non sarebbe pessima per chi punta solo a costituire un capitale a scadenza. Tuttavia, per questi obiettivi esiste lo strumento del PAC che è decisamente migliore e preferibile rispetto alla scelta dello zero coupon. Quest’ultimo presuppone la disponibilità iniziale di tutto il controvalore necessario alla sottoscrizione del bond, cosa che non avviene nel PAC. Qui, infatti, lo si accumula nel tempo e in più si sfrutta quest’ultimo per far rendere il capitale nel frattempo in via di costituzione.

Più in generale, nell’articolo di cui al riquadro sottostante diamo un esempio e una dimostrazione molto pratica sul tema.

Cedola più ricca ma rendimento totale inferiore

Quasi da un eccesso a un altro, ecco il BTP Tf 4,05% con data scadenza 30 ottobre ’37 (data emissione: 30/04/2024), cioè 8 mesi dopo il BTP precedente (11,77 anni residui). Si tratta di uno dei BTP Green oggi in circolo con identificativo ISIN IT0005596470. Stavolta l’importo della cedola, sempre pagato su base semestrale, è del 4,05% annuo lordo del valore nominale del prestito sottoscritto.

Tuttavia, quasi a dimostrazione di quanto detto in apertura di articolo, la maggiore cedola funziona da calamita per gli acquisti, dato che il titolo prezza 104,56. Ai corsi attuali il credito d’imposta è dello 0,54%, mentre l’effettivo a scadenza è del 3,6%, una spanna in più rispetto allo yield del BTP Tf 0.95%. Meglio l’uovo oggi (la cedola) che la gallina (la plusvalenza finale) domani, sembra dire e ragionare il mercato.

Un altro contro del Green Fx 4.05% Oct37 sta nella minore liquidità sul MOT, dato che contratti e controvalori giornalieri sono inferiori a quelli del BTP Tf 4,05%. Ciò non equivale a dire che è un titolo illiquido, anzi, ma che vanta numeri inferiori a quelli del BTP precedente. La duration modificata, infine, è a 9,14.

4% nominale annuo per i prossimi anni

Anche il BTP Tf 4% scade nel 2037 (data rimborso: 1° febbraio ’37, tra altri 11,04 anni) e paga quasi la stessa cedola semestrale (2,00% lordo) del Green. Ha matricola IT0003934657 e al pari del Green anche il BTP 1fb37 quota sopra cento dato il ritorno degli acquisti sull’asset, e sui bond MEF in particolare. Per l’esattezza prezza a 104,73 centesimi, per un credito d’imposta dello 0,57% ed uno yield lordo a scadenza sceso al 3,5%.

Di contro c’è che il titolo gode di robusti volumi di scambi giornalieri, per cui può dirsi molto più liquido del Green. La duration modificata, infine, è a 8,63.

3 BTP scadenza 2037 tra prezzo di mercato a 76,48 e cedole al 4,00% e al 4,05%

Se l’ottimizzazione del prezzo di carico è una regola in genere sempre valida per qualunque asset, forse lo è di più per questi bond sopra cento. Certo, l’eventuale discesa dei prezzi (e risalita degli yield) dei titoli a cedola robusta altrettanto avviene anche per quelli a tassi risicati. È il mercato che si muove secondo certi trend, e non il singolo titolo e per uno stesso emittente.

Ad ogni modo, a quali prezzi eventualmente caricarli? Difficile rispondere, dato che in un certo senso si tratta di “prevedere” il futuro, per definizione ignoto a tutti. Chiarito ciò, da maggio 2024 ad oggi il Green fa toccato 98 a luglio ’24 e 99,6 a marzo del ’25. Il BTP Fx 4% 1fb37 ha invece molto più storico essendo nato prima, con il minimo degli ultimi 5 anni di poco sotto quota 90 a ottobre ’23.