3 azioni ad alto dividendo per pompare i tuoi rendimenti nel 2026

Claudia Cervi

5 Febbraio 2026 - 08:21

FTSE Mib ai massimi e dividendi in crescita: ecco 3 azioni italiane con cedole elevate e conti solidi da valutare per costruire reddito nel 2026.

3 azioni ad alto dividendo per pompare i tuoi rendimenti nel 2026

Il 2025 è stato l’anno del grande ritorno di Piazza Affari. Oggi il FTSE Mib ha superato i 46.000 punti e le banche hanno guidato un rally che ha riportato il listino italiano tra i migliori in Europa. Chi era investito ha visto crescere il valore del portafoglio, ma ora, dopo la corsa dei prezzi, dove si trovano i rendimenti veri? E soprattutto, come trasformare il rialzo del mercato in entrate concrete e ricorrenti?

Per molti investitori la risposta non è più nel capital gain, ma nelle cedole. Con i tassi in discesa e i conti deposito meno generosi rispetto ai picchi del 2023-2024, i dividendi stanno tornando al centro delle strategie di investimento. Non è un caso se le stime indicano che il 2026 potrebbe diventare un anno record per le distribuzioni in Europa, con le società italiane pronte a distinguersi per crescita e generosità.

In altre parole, mentre i prezzi hanno già corso molto, il vero tema dei prossimi mesi potrebbe diventare il reddito.

Il punto è che non tutte le azioni sono uguali. Alcune società, per modello di business e politiche di payout, sembrano progettate per distribuire utili con continuità anche in fasi di mercato complesse. Individuarle oggi significa trasformare la crescita del listino in un flusso di reddito potenziale negli anni a venire.
E per chi punta a incassare cedole nel tempo, la selezione dei titoli giusti diventa decisiva quanto (se non più) del timing di mercato.

Unipol

Il primo nome da considerare quando si parla di dividendi a Piazza Affari è Unipol. I numeri spiegano bene il perché: negli ultimi cinque anni il gruppo assicurativo ha registrato un dividend yield medio del 7,38%, il più alto tra le società italiane incluse nell’indice MSCI Italy. Un dato che non nasce per caso ma che riflette un modello di business costruito su flussi di cassa prevedibili e su una politica di distribuzione molto generosa verso gli azionisti. Negli ultimi esercizi l’utile netto si è stabilizzato su livelli superiori ai 800 milioni di euro annui, con una posizione patrimoniale solida e un Solvency II ratio stabilmente sopra il 200%, indicatore chiave della capacità di sostenere la distribuzione di dividendi nel tempo.

Il settore assicurativo è storicamente tra i più “dividend friendly”: incassa premi ricorrenti, gestisce portafogli finanziari di grandi dimensioni e mantiene payout ratio elevati. Questo significa che una quota significativa degli utili può essere restituita agli investitori senza compromettere la solidità patrimoniale. In un contesto di tassi in graduale discesa, inoltre, la stabilità degli utili diventa ancora più preziosa per chi cerca reddito.

Banca Mediolanum

Subito dietro Unipol nella classifica dei rendimenti da dividendo troviamo Banca Mediolanum, con un dividend yield medio a cinque anni del 7,18%. Il punto di forza di Banca Mediolanum è nel suo modello: consulenza, risparmio gestito e commissioni. Un’impostazione che permette di far crescere i ricavi in modo costante senza appesantire la struttura e che negli anni ha dimostrato di funzionare anche nelle fasi di mercato più complicate.

Il 2025 è stato il migliore di sempre per il gruppo. L’utile netto è arrivato a 1,24 miliardi di euro, sostenuto dall’aumento del margine operativo e dal contributo sempre più importante delle commissioni. Le masse amministrate e gestite hanno toccato il record di 155,8 miliardi di euro, mentre la raccolta netta gestita ha superato i 9 miliardi.

Anche dal punto di vista patrimoniale i numeri restano solidi: il CET1 ratio al 23% e un ROE vicino al 30% collocano Mediolanum tra gli istituti più redditizi ed efficienti in Europa. Un mix che spiega perché la banca riesca a mantenere nel tempo politiche di distribuzione particolarmente generose. Forte di questi risultati, il CdA proporrà un dividendo complessivo di 1,25 euro per azione, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente, per un monte dividendi di circa 924 milioni di euro. La società conferma dunque una politica di payout molto generosa, distribuendo una parte significativa dei profitti agli azionisti. Un segnale chiaro della volontà di continuare a remunerare gli azionisti in modo crescente.

Enel

Se Unipol e Mediolanum brillano per rendimento percentuale, Enel domina la classifica per valore assoluto delle cedole distribuite, grazie alla solidità dei risultati operativi e alla visibilità sui flussi di cassa. Nei primi nove mesi del 2025 Enel ha continuato a macinare risultati solidi. L’utile netto ordinario ha raggiunto i 5,7 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre l’EBITDA si è mantenuto su livelli elevati, a quota 17,26 miliardi. Numeri che raccontano un gruppo capace di reggere anche in un contesto meno favorevole sul mercato domestico, grazie al contributo delle attività all’estero.

È proprio questa continuità operativa che, negli anni, ha permesso a Enel di costruire una reputazione da grande distributore di dividendi. Negli ultimi cinque esercizi il gruppo ha infatti staccato cedole per circa 5 miliardi di euro all’anno, più di qualsiasi altra società italiana, diventando un punto di riferimento per chi cerca flussi di reddito stabili da Piazza Affari.

Enel resta quindi una delle blue chip europee più solide per dimensioni globali, utili resilienti e una politica di dividendo stabile. Per molti investitori orientati al reddito, è il classico pilastro da cui partire per costruire una strategia basata sulle cedole.

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