250 terroristi dell’Isis sono stati fatti fuggire da Raqqa, la Bbc svela l’accordo

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250 terroristi dell'Isis sono stati fatti fuggire da Raqqa, la Bbc svela l'accordo

Per la Bbc l’Isis avrebbe concordato con le truppe curde la fuga da Raqqa di 250 guerriglieri: a parlare sono stati gli autisti dei pullman utilizzati per l’evacuazione.

Qualche settimana fa è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti a lanciare l’allarme su possibili foreign fighters mescolati nei barconi assieme ai migranti. Un’inchiesta della Bbc, rilanciata in Italia da La Stampa, adesso getterebbe ulteriori ombre su quale possa essere stato il destino di molti combattenti dell’Isis che si trovavano nella città di Raqqa.

La Bbc infatti ha raccolto la testimonianza di diversi autisti di pullman che avrebbero confidato di aver trasportato, da Raqqa verso la zona di Deir ez-Zour, circa 250 guerriglieri jihadisti assieme 3.500 loro familiari.

La fuga dell’Isis

Dopo un lungo assedio durato diversi mesi, lo scorso ottobre le milizie curdo-siriane sotto la guida degli Stati Uniti riuscivano a conquistare la città di Raqqa, da sempre considerata una sorta di capitale del sedicente Stato Islamico messo in piedi dall’Isis.

Una vittoria militare che di fatto ha decretato la quasi fine del califfato visto che, dopo anche la precedente perdita di Mosul, in questo momento l’Isis nel lembo di territorio tra la Siria e l’Iraq dove fino a poco tempo fa dettava legge al momento controllerebbe soltanto la zona desertica di Deir ez-Zour.

La notizia della caduta di Raqqa è stata accolta con grande soddisfazione dal mondo intero, nella convinzione che le ultime sconfitte militari riportate dall’Isis potesse indebolire di molto i terroristi islamici.

In effetti senza più il controllo di città come Raqqa e Mosul, oltre dal punto di vista territoriale e militare i jihadisti hanno subito un duro colpo anche economico, visto che proprio dai due grandi centri i guerriglieri potevano garantirsi una buona fetta di quel sostegno finanziario di cui necessitano.

Un’inchiesta della Bbc però getterebbe diverse ombre su come si sarebbero svolti gli ultimi concitati momenti della battaglia nella città siriana. Prima della definitiva resa di Raqqa infatti, i jihadisti avrebbero stretto un accordo con le truppe curdo-siriane che li assediavano da mesi.

Ecco dunque che alcuni autisti di pullman hanno dichiarato all’emittente britannica che gli sarebbero stati offerti molti soldi per trasportare 250 guerriglieri dell’Isis e circa 3.500 loro familiari verso la zona di Deir ez-Zour.

Così 45 camion, 13 pullman più un imprecisato numero di veicoli, avrebbero portato i jihadisti da Raqqa verso le zone ancora controllate dall’Isis. Non essendo poi stati pagati come promesso, gli autisti hanno quindi deciso di rendere pubblica la vicenda.

Già da tempo erano parecchie le voci che parlavano di questa fuga autorizzata da parte dei miliziani dell’Isis, supportate anche da brevi filmati e foto del lungo convoglio. Ora però lo scoop della Bbc darebbe maggiore fondatezza a questi sospetti.

Dove sono ora i foreign fighters?

Questi nuovi dettagli che arrivano da Raqqa aprono degli scenari abbastanza inquietanti. Tra i guerriglieri infatti fatti fuggire ci sarebbero molti foreign fighters, soprattutto a quanto pare di lingua francese.

Una volta arrivati a Deir ez-Zour alcuni di loro si sarebbero mescolati assieme ai numerosi profughi che fuggono dalla zona, trovando rifugio nei campi vicini ai confini turchi nella speranza di poter poi continuare il loro viaggio verso l’Europa.

Ecco dunque che le parole pronunciate da Minniti sui foreign fighters presenti nei barconi adesso possono assumere ben altro significato. Con lo sgretolamento dello Stato Islamico infatti molti jihadisti europei potrebbero aver deciso di tornare nel Vecchio Continente.

Il fatto poi che la loro fuga sia stata avallata da un accordo fatto con le milizie curdo-siriane, notizia che comunque deve sempre trovare ulteriori riscontri, ci fa capire come in fondo noi occidentali sappiamo ben poco di quello che realmente accade in Medio Oriente.

Non è un caso che l’allarme nei paesi europei per quanto riguarda il pattugliamento dei propri confini sia ai livelli di massima, visto che anche in paesi nordafricani come Libia e Algeria l’Isis starebbe aumentando la propria presenza nel tentativo di riorganizzarsi dopo le sconfitte militari degli ultimi mesi. La guerra al terrorismo quindi è tutt’altro che finita.

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