25 aprile, l’Italia celebra la Liberazione. Per Mattarella fu il ritorno alla libertà

Il presidente Mattarella ha inaugurato le celebrazioni per il 25 aprile, Festa della Liberazione

25 aprile, l'Italia celebra la Liberazione. Per Mattarella fu il ritorno alla libertà

Con la deposizione di una corona di alloro all’Altare della Patria e l’omaggio al milite ignoto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato il via ufficiale alla 74esima celebrazione del 25 aprile, Festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il sindaco di Roma Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

25 aprile, l’Italia festeggia la Liberazione dal nazifascismo

Nel 1949, su proposta di Alcide De Gasperi, il 25 aprile è stato scelto come giorno simbolo della fine della II Guerra mondiale e dell’occupazione nazifascista. Con la legge 260 del maggio 1949, presentata in Senato, diventa Festa nazionale della Liberazione. Ricorda infatti il giorno in cui i partigiani liberarono le città di Milano e Torino, ancora occupate dall’esercito tedesco.

Come da tradizione, anche quest’anno, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato le celebrazioni del 74° anniversario della Liberazione. Prima di recarsi a Vittorio Veneto, il capo dello Stato ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Insieme al Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e al capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda.

Mattarella ha definito il 25 aprile, il “nostro secondo Risorgimento”, facendo appello a non riscrivere la storia. Nel suo discorso, il presidente ha ricordato l’importanza di questo anniversario.

“Festeggiare il 25 aprile significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico.”

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“Sbaglia chi non fa festa, non bisogna mai dare per scontati i valori di chi è morto per la libertà,”

il commento invece del premier Conte, che si è recato nel sacrario delle Fosse Ardeatine.

Dello stesso avviso il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in Sicilia. “Non è solo la festa dei comunisti: mi aspetto rispetto”. I ministri Luigi Di Maio, Costa, Bonafede e Grillo celebreranno l’appuntamento ad Assisi; sono attesi già nelle prossime ore a Santa Maria degli Angeli e nel pomeriggio visiteranno il Sacro convento di san Francesco.

Intanto, celebrazioni si svolgono in tutta Italia. Circa duemila persone sfileranno al corteo organizzato dall’Anpi a Roma. La manifestazione si muoverà da largo Benedetto Bompiani a piazzale Ostiense. Una seconda manifestazione antifascista è prevista da piazza delle Camelie a villa Gordiani.

A Milano, alle 14:30, partirà il tradizionale corteo che da Porta Venezia raggiungerà piazza Duomo, nella città meneghina dalle 18 è previsto anche un concerto.

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