Hanno già corso (e tanto). Una è salita di circa il 40% da inizio 2026. L’altra è in progresso del 7,8% quest’anno e dell’84% negli ultimi dodici mesi. Per molti investitori retail, questo significa che il treno è ormai passato.
E invece proprio adesso Wall Street aumenta l’esposizione.
Non su titoli minori, ma su due nomi simbolo di Piazza Affari. E lo fa con posizioni costruite tra azioni e derivati, con scadenze lunghe, una struttura che raramente accompagna un semplice rimbalzo tecnico.
Se il rally è già partito, entrare adesso sembra controintuitivo. E allora vale la pena chiedersi cosa stiano leggendo i grandi investitori che il mercato domestico continua a scontare solo in parte.
La parola chiave è sottovalutazione. Piazza Affari continua a essere prezzata come se fosse più fragile di quanto oggi sia davvero. Multipli inferiori rispetto ad altri listini sviluppati, dividendi ancora competitivi, bilanci rafforzati dopo la stagione dei tassi alti. In un contesto di graduale allentamento monetario, questo “sconto Italia” torna a essere un fattore rilevante.
Non conta quanto hanno già fatto queste azioni. Quando Wall Street compra su Milano nonostante il rally, l’attenzione si sposta sulla traiettoria futura più che sul passato recente.
BPER Banca. JP Morgan punta su risiko e tassi in calo
Da inizio anno, BPER Banca è salita circa del 7,8%. Un progresso ordinato, coerente con un settore che negli ultimi dodici mesi ha beneficiato di margini elevati grazie ai tassi alti. Ora lo scenario sta cambiando. Con il costo del denaro in discesa, il mercato deve ripensare le aspettative sui margini di interesse e sulla capacità delle banche di mantenere redditività in un contesto meno favorevole.
Grafico azioni BPER
Fonte Tradingview
È qui che entra in gioco la lettura di JP Morgan. La partecipazione aggregata oltre l’8% non è costruita solo con azioni ordinarie, ma anche con equity swap e strumenti con scadenze distribuite negli anni. Una costruzione che consente flessibilità, ma che allo stesso tempo segnala una presenza non episodica nel capitale.
Anche dopo il rialzo, BPER può essere considerata ancora interessante in un’ottica di medio-lungo periodo. Se il consolidamento del settore bancario italiano dovesse accelerare e il ciclo dei tassi stabilizzarsi senza shock, la valutazione di BPER potrebbe essere riletta in modo diverso rispetto al passato recente. Non significa immaginare una salita lineare, ma riconoscere che il mercato potrebbe non aver ancora assorbito tutte le implicazioni del nuovo contesto.
Il rischio? Che il ciclo economico rallenti più del previsto e che la narrativa sul settore bancario cambi rapidamente. Ma è proprio nella gestione di questa asimmetria che si gioca la partita di lungo periodo.
Saipem +40% da gennaio (con upside secondo i big americani)
Il caso più interessante è quello di Saipem. Da gennaio 2026 il titolo ha guadagnato circa il 40%, sostenuto da risultati in miglioramento e da un percorso industriale che ha progressivamente ricostruito credibilità dopo anni complessi.
Grafico azioni Saipem
Fonte Tradingview
Un rialzo di questa entità spinge molti investitori a considerare esaurita la fase di recupero. Eppure JP Morgan ha superato il 5% del capitale costruendo l’esposizione anche attraverso equity swap con scadenze pluriennali. Non è l’impostazione tipica di chi entra per sfruttare una spinta di breve.
Wall Street, in questo momento, sembra concentrarsi meno sul grafico e più sulla struttura. Saipem ha ridotto il debito, ha rimesso ordine nei conti, ha rafforzato la posizione finanziaria e oggi può contare su un portafoglio ordini più solido. Non è più la società fragile di qualche anno fa. È un gruppo che ha attraversato una fase di pulizia profonda e ora si presenta con fondamentali diversi.
La volatilità resta, perché il business è ciclico e legato agli investimenti energetici globali, che procedono a fasi alterne tra transizione e infrastrutture tradizionali.
Dunque, la valutazione attuale è ancora coerente con la nuova struttura industriale oppure continua a riflettere un premio per il rischio legato al passato?
Per un investitore orientato al lungo termine Saipem non è una scelta difensiva, ma un’esposizione ai grandi cicli industriali. Il superamento della soglia del 5% da parte di un operatore globale non rappresenta una garanzia di rialzi immediati. Suggerisce però che la traiettoria industriale viene considerata ancora aperta e non archiviata come semplice rimbalzo tecnico.
leggi anche
Rendimento del 5%, ora questi ETF battono i BTP
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |