Per molti risparmiatori italiani i Buoni Fruttiferi Postali rappresentano da anni uno degli strumenti più conosciuti. Il loro funzionamento è relativamente semplice: durata, rendimento, modalità di rimborso e valore riconosciuto alle diverse scadenze sono stabiliti fin dal momento della sottoscrizione. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, distribuiti da Poste Italiane e assistiti dalla garanzia dello Stato italiano. Negli ultimi anni, tuttavia, il mercato obbligazionario è cambiato profondamente. Dopo un lungo periodo caratterizzato da tassi di interesse molto bassi, il ciclo di rialzo avviato dalle banche centrali ha determinato un aumento dei rendimenti offerti dai titoli di Stato. Questo movimento è avvenuto attraverso una riduzione dei prezzi delle obbligazioni già presenti sul mercato: quando il prezzo di un titolo scende, il rendimento ottenibile da chi lo acquista a quel livello tende ad aumentare.
Il nuovo contesto (dove la BCE ha alzato i tassi di 0,25%) ha riportato d’attualità il confronto tra BTP e Buoni Fruttiferi Postali. Non si tratta però soltanto di mettere in relazione due percentuali di rendimento. I due strumenti seguono logiche differenti, soprattutto per quanto riguarda il valore dell’investimento durante il periodo di detenzione, la possibilità di uscire prima della scadenza e il modo in cui viene determinato il risultato economico finale.
Per rendere il confronto più concreto, l’analisi che segue considera un capitale iniziale teorico di 10.000 euro e mette a confronto un Buono Fruttifero Postale Ordinario di durata ventennale, un Buono dedicato ai Minori e il BTP Green con cedola dell’1,50% e scadenza il 30 aprile 2045. I valori riportati derivano da una simulazione costruita utilizzando i dati indicati per i singoli strumenti. I risultati devono quindi essere letti come esempi di calcolo e non come valori garantiti o come indicazioni sulla scelta di un prodotto rispetto a un altro.
Buoni Postali e BTP: due percorsi profondamente diversi
Nel Buono Fruttifero Postale Ordinario il percorso dell’investimento è definito in anticipo. Il sottoscrittore conosce la durata del prodotto, il rendimento previsto nei diversi periodi, le modalità di rimborso e il valore riconosciuto alla scadenza.
Secondo la simulazione considerata, un capitale iniziale di 10.000 euro investito nel Buono Ordinario ventennale, con rendimento annuo lordo a scadenza del 2,50%, raggiunge un valore netto finale di 15.587,92 euro.
Il Buono dedicato ai Minori segue un meccanismo differente. Gli interessi maturano fino al compimento del diciottesimo anno dell’intestatario e il rendimento dipende dalla durata effettiva del periodo di detenzione. Nell’esempio utilizzato, un investimento iniziale di 10.000 euro raggiunge un valore netto di 22.137,38 euro alla maggiore età del beneficiario.
Questi valori dipendono dalle condizioni previste dai prodotti e dalle ipotesi temporali utilizzate. Il Buono dedicato ai Minori, in particolare, non può essere confrontato in modo perfettamente uniforme con un normale titolo obbligazionario, perché presenta una finalità specifica e una durata collegata all’età dell’intestatario.
Il funzionamento del BTP è diverso. La cedola e il valore di rimborso alla scadenza sono stabiliti fin dall’emissione, ma il prezzo del titolo varia ogni giorno sul mercato. Un BTP acquistato sotto la pari, per esempio a un prezzo vicino a 63 euro ogni 100 euro di valore nominale, può essere rimborsato a 100 alla scadenza, purché l’emittente rispetti regolarmente i propri impegni.
Durante la vita del titolo, però, il prezzo può aumentare oppure diminuire. Le oscillazioni dipendono dall’andamento dei tassi di interesse, dalle aspettative sull’inflazione, dalla durata residua, dalla percezione del rischio sovrano e dalle condizioni complessive del mercato obbligazionario.
Questa è la differenza centrale rispetto ai Buoni Fruttiferi Postali. Nel Buono il valore riconosciuto alle diverse scadenze è determinato dalle condizioni contrattuali. Nel BTP, invece, il prezzo di un’eventuale vendita anticipata dipende dalle quotazioni presenti sul mercato in quel momento.
Se il titolo viene mantenuto fino alla naturale scadenza, le oscillazioni intermedie del prezzo non modificano il valore nominale del rimborso finale. Se viene venduto prima, invece, il risultato può essere superiore o inferiore rispetto al capitale impiegato, perché il prezzo di mercato potrebbe trovarsi sopra oppure sotto il livello di acquisto.
Per rendere omogenea la simulazione, il confronto ipotizza il mantenimento del BTP fino al 30 aprile 2045. Questa ipotesi non rappresenta una previsione né un suggerimento operativo, ma consente di utilizzare il rimborso a scadenza come riferimento tecnico e di confrontare i flussi prodotti dai diversi strumenti su un orizzonte temporale di lungo periodo.
La simulazione sul BTP Green 2045 e il confronto con i Buoni Fruttiferi Postali
Per rendere il confronto il più possibile omogeneo, la simulazione considera il BTP Green 1,50% con scadenza 30 aprile 2045 (ISIN IT0005438004) utilizzando un prezzo di mercato prossimo a 63,12, un rendimento effettivo a scadenza lordo di circa 4,45%, un rendimento netto di circa 4,20% e una duration modificata pari a 14,9.
La duration modificata non rappresenta la durata residua del titolo, ma un indicatore della sua sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse. Un valore di 14,9 significa che, in termini teorici, una variazione dei rendimenti di un punto percentuale potrebbe determinare una variazione del prezzo del titolo di circa il 14,9% in direzione opposta. Naturalmente si tratta di una misura approssimativa, valida per piccole variazioni dei rendimenti e a parità delle altre condizioni di mercato.
Poiché i BTP vengono negoziati in multipli di 1.000 euro di valore nominale, la simulazione considera il lotto acquistabile più vicino a un investimento teorico di 10.000 euro. I calcoli sono sviluppati assumendo il mantenimento del titolo fino alla naturale scadenza, senza considerare eventuali costi di negoziazione e ipotizzando il regime fiscale vigente per i titoli di Stato.
Sulla base di queste ipotesi, il BTP distribuisce cedole semestrali fino al 2045 e, alla scadenza, viene rimborsato al valore nominale di 100. Il risultato economico complessivo deriva quindi dalla somma delle cedole percepite e della differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso finale.
La simulazione porta a un valore economico complessivo di circa 19.700 euro, comprendendo il rimborso del capitale, i flussi cedolari netti incassati di anno in anno e la quota di liquidità inizialmente non impiegata per effetto dell’acquisto in lotti da 1.000 euro di valore nominale.
È importante evidenziare che questo importo rappresenta il risultato di una simulazione tecnica, costruita utilizzando le ipotesi sopra descritte. Non costituisce il rendimento ufficiale del titolo né un valore garantito, ma un esempio numerico finalizzato esclusivamente a rendere confrontabili strumenti che presentano caratteristiche profondamente differenti.
Posto sullo stesso piano della simulazione effettuata, il Buono Fruttifero Postale Ordinario conduce a un valore netto finale di 15.587,92 euro, mentre il Buono dedicato ai Minori raggiunge 22.137,38 euro, in virtù delle specifiche condizioni previste per questa particolare tipologia di prodotto.
L’elemento più interessante che emerge dal confronto non riguarda tanto quale risultato numerico risulti maggiore o minore, quanto il diverso modo in cui tale risultato viene costruito.
Nel Buono Fruttifero Postale il valore dell’investimento è determinato fin dal momento della sottoscrizione secondo le condizioni previste dal prodotto. Nel BTP, invece, il rendimento effettivo dipende anche dal prezzo pagato sul mercato al momento dell’acquisto. Chi acquista lo stesso titolo in date differenti potrebbe quindi ottenere un rendimento diverso pur ricevendo le medesime cedole e lo stesso rimborso finale.
È proprio questo uno degli effetti prodotti dal rialzo dei tassi di interesse degli ultimi anni. Quando i rendimenti richiesti dal mercato aumentano, il prezzo delle obbligazioni già emesse tende a diminuire. Per un investitore che acquista successivamente, il rendimento effettivo può quindi risultare superiore rispetto a quello originariamente previsto al momento dell’emissione del titolo.
Per questo motivo il confronto tra BTP e Buoni Fruttiferi Postali è tornato di attualità. Non perché uno strumento abbia sostituito l’altro, ma perché il nuovo contesto dei tassi ha modificato il livello dei rendimenti disponibili sul mercato obbligazionario, riportando l’attenzione su caratteristiche che per molti anni erano rimaste in secondo piano.
L’analisi riportata ha esclusivamente finalità informative e descrittive. I dati relativi ai Buoni Fruttiferi Postali derivano dalle simulazioni ufficiali pubblicate dall’emittente, mentre quelli relativi al BTP sono ottenuti mediante una simulazione tecnica costruita utilizzando i dati di mercato disponibili e specifiche ipotesi di calcolo. I risultati non costituiscono una previsione, una raccomandazione di investimento né un giudizio sulla convenienza di uno strumento rispetto all’altro, ma hanno il solo scopo di illustrare il diverso funzionamento dei prodotti nell’attuale contesto del mercato obbligazionario.