Nasdaq Composite (Nasdaq)

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Nasdaq Composite: dati di mercato, livelli e indicatori tecnici

Dati di mercato
SimboloNasdaq
ISIN-
Var. %1,59%
Apertura-
Minimo oggi-
Massimo oggi-
Ultima chiusura25776,6387
Minimo 52 sett.20794,6406
Massimo 52 sett.27599,791
Livelli e indicatori tecnici
Resistenza 225.592,20
Resistenza 125.482,10
Prezzo di chiusura25.372,01
Supporto 125.254,28
Supporto 225.136,54
RSI (14)36,0
Volatilità media giornaliera (20 sedute)1,23%
Media mobile 50 sedute26.541,66
Media mobile 200 sedute25.073,21
MACD / segnale-320,216 / -172,261
ADX (14)27,7
Bande di Bollinger (20, 2)25.144,06 - 27.753,16
Ciclo dominante120 sedute, fase ascendente

Dati di chiusura del 3 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.

Che cos'è Nasdaq Composite

Il Nasdaq Composite comprende tutte le azioni ordinarie quotate sul Nasdaq, il primo mercato azionario elettronico al mondo, nato nel 1971 a New York. L’indice parte il 5 febbraio 1971 con base 100 punti e nel grafico compare con il simbolo IXIC.

Come è costruito il Composite

I componenti sono più di 3.000 e il peso di ciascuno è proporzionale alla capitalizzazione di mercato. Per entrare basta essere quotati esclusivamente sul Nasdaq: oltre alle azioni ordinarie di società americane rientrano ADR di gruppi esteri, REIT e altri titoli simili. Fondi, ETF e azioni privilegiate sono esclusi. Il calcolo avviene in dollari durante la seduta di Wall Street, dalle 9:30 alle 16:00 ora di New York.

Il Composite non va confuso con il Nasdaq-100, che seleziona solo le 100 maggiori società non finanziarie del listino ed è il sottostante dell’ETF QQQ e dei future più scambiati.

Il peso della tecnologia

Pur includendo banche regionali, biotecnologie e beni di consumo, l’indice è dominato dai grandi gruppi tecnologici: Apple, Microsoft, Nvidia, Amazon, Alphabet (la società che controlla Google), Meta Platforms (ex Facebook), Broadcom e Tesla. Questa concentrazione lo rende più volatile del Dow Jones e dell’S&P 500 e molto sensibile ai tassi della Federal Reserve, alle attese sugli utili delle big tech e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

La storia dell’indice è segnata dalla bolla delle dot-com: il massimo di marzo 2000 fu seguito da un crollo di quasi l’80% fino al 2002, e quei livelli sono stati recuperati solo nel 2015.

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