Vorresti il secondo emendamento anche in Italia? Il sondaggio di Money.it

Giulia Sami

30 Aprile 2026 - 14:16

Vorresti che il secondo emendamento venisse applicato anche in Italia? Di’ la tua nel sondaggio di Money.it.

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Il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti prevede la possibilità, per un cittadino, di possedere armi.
Tale diritto spetta ai singoli individui, a fini di legittima difesa, ma non è illimitato e non preclude l’esistenza di alcuni divieti, come quelli che vietano il possesso di armi da fuoco da parte di criminali - vi sono controlli sui precedenti penali - e malati mentali, o le restrizioni relative al porto di armi automatiche o particolarmente pericolose. Inoltre, alcuni Stati impongono registrazioni, permessi o periodi di attesa.

Quindi, possedere armi negli Stati Uniti - dove la disciplina è federale e statale e può variare sensibilmente tra le diverse giurisdizioni - non è così semplice come immaginiamo. Eppure, è un processo nettamente più fattibile rispetto all’Italia, dove invece il sistema è uniformemente regolato a livello nazionale e basato su autorizzazioni amministrative.

E tu cosa preferiresti? Che le cose rimanessero così o vorresti che il secondo emendamento venisse applicato anche in Italia?
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Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.

Cosa prevede il secondo emendamento?

La Costituzione degli Stati Uniti conta 27 emendamenti, che modificano o integrano il testo originale del 1787.
Il secondo emendamento, in particolare, nasce nel 1791, e si basa in parte sul diritto di possedere e portare armi sancito dal Bill of Rights inglese del 1689. Il testo recita:

“Poiché una milizia ben regolamentata è necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, il diritto del popolo di detenere e portare armi non potrà essere violato”.

L’emendamento, oggi inteso come il diritto individuale di portare e usare armi per legittima difesa, era stato concepito dai padri fondatori della Costituzione come il “vero baluardo della libertà”. Oltre a frenare il potere federale, il secondo emendamento sanciva l’antico principio costituzionale fiorentino e romano della virtù civile e militare, una visione in cui la difesa della comunità era legata alla partecipazione dei cittadini.

Il giurista inglese Sir William Blackstone, nel suo Commentaries on the Laws of England, descrisse questo diritto come un diritto ausiliario, a sostegno dei diritti naturali di autodifesa e di resistenza all’oppressione, nonché del dovere civico di agire insieme in difesa dello Stato.

Come funziona il possesso di armi in Italia?

In Italia, la legislazione sulle armi è diversa rispetto a quella statunitense. Nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), dal 1931 viene sancito l’obbligo di denuncia delle armi e, dagli anni ’50, c’è anche il requisito del possesso della licenza di porto d’armi, che prevede controlli preventivi e requisiti di idoneità psico-fisica e affidabilità. Inoltre, è necessario essere maggiorenni e avere una ragione valida e motivata - come l’uso sportivo o venatorio - che ne giustifichi il bisogno.

E, anche con quello, esiste comunque un numero limite di armi che è possibile detenere: fino ad un massimo di 3 armi comuni da sparo, 12 armi sportive e un numero illimitato di fucili da caccia.
Per avere la possibilità di detenere un numero maggiore di armi, occorre la licenza di collezione, che viene rilasciata dal Questore.

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