Vi spiego perché siamo entrati nel decennio del Vietnam

Federico Giuliani

27 Dicembre 2025 - 08:26

Nonostante i dazi imposti da Trump l’economia del Vietnam cresce a ritmi elevati con un aumento del 8,22% nel terzo trimestre del 2025

Vi spiego perché siamo entrati nel decennio del Vietnam

I dazi di Donald Trump hanno fatto il solletico al Vietnam. Poco importa che gli Usa abbiano imposto una tariffa del 20% sul Made in Vietnam.

Già, perché nel terzo trimestre del 2025 i dati dicono che l’economia vietnamita è cresciuta dell’8,22% su base annua superando quella della Cina. E facendo segnare un’accelerazione rispetto al 7,96% fatto registrare nella finestra compresa tra aprile e giugno.

Nel frattempo i colossi dell’immobiliare stanno costruendo palazzi di lusso ad Hanoi e Ho Chi Minh City a ritmi sfrenati, al punto che l’Urban Land Institute (ULI) di Washington ha pubblicato uno studio emblematico.

Misurando i prezzi medi delle case in Asia in proporzione al reddito familiare mediano, emerge che le due citate città del Vietnam risultano in realtà molto più costose di Singapore, Tokyo o Seoul. Non solo: i prezzi delle case nei due hub vietnamiti continuano a salire.

Secondo la società di servizi immobiliari Cushman & Wakefield, il prezzo medio pagato al metro quadro nel trimestre luglio-settembre è stato superiore del 60% ad Hanoi rispetto all’anno precedente e del 65% a Ho Chi Minh City.

Gli effetti collaterali della crescita

Altro che economia in fase di rallentamento. Quella del Vietnam ruggisce e corre nonostante i dazi di Trump, generando anche spiacevoli effetti collaterali.

Come ha spiegato la Nikkei Asian Review, per esempio, milioni di residenti della classe media di Hanoi e Ho Chi Minh City sono impossibilitati a permettersi una casa a causa dell’eccessiva attenzione degli sviluppatori immobiliari alla costruzione di alloggi di lusso.

Allo stesso tempo non riescono a ottenere un’abitazione tramite i programmi ufficiali di edilizia popolare a causa del loro livello di reddito e della limitata disponibilità di unità abitative. Il governo ha riconosciuto questo fenomeno e ha rilasciato una serie di dichiarazioni sulla creazione di alloggi più accessibili. Tuttavia, il riequilibrio del mercato immobiliare nei due principali centri urbani del Paese procede lentamente.

Secondo Cushman & Wakefield, «gli appartamenti di lusso e di fascia alta hanno rappresentato il 91% della nuova offerta» ad Hanoi nel periodo luglio-settembre. A Ho Chi Minh City, invece, gli agenti immobiliari stanno commercializzando unità immobiliari in un progetto di grattacieli dello sviluppatore locale Masterise Homes, progettato dal famoso studio di architettura britannico Foster + Partners, a 125 milioni di dong (4.737 dollari) al metro quadro.

L’economia del Vietnam ruggisce

Non è la prima volta che il Vietnam riesce a sfuggire al torchio di Trump. Durante il suo primo mandato (2017-2021), l’ex presidente statunitense si infuriò nel constatare che i posti di lavoro che intendeva sottrarre alla Cina erano finiti in Vietnam e non negli Stati Uniti, spingendo il Dipartimento del Tesoro a etichettare Hanoi come un «manipolatrice di valuta».

In ogni caso, come ha fatto notare Asia Times, le fabbriche che Trump pensava sarebbero tornate in Ohio e Michigan grazie ai dazi si sono invece spostate a Ho Chi Minh City. Accelerando la crescita della Tigre Asitica.

Come osserva il Ministro delle Finanze vietnamita, Nguyen Van Thang, il Vietnam ha appena registrato «la più alta crescita trimestrale dal 2011, escludendo l’impennata del 2022 dovuta alla ripresa post-pandemia di Covid-19».

Nei primi nove mesi del 2025, il fatturato commerciale totale del Vietnam, che include importazioni ed esportazioni, ha superato i 680 miliardi di dollari, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente, con un surplus commerciale di 16,8 miliardi di dollari nello stesso periodo.

Come ha spiegato Oxford Economics, «il boom dell’intelligenza artificiale è un fattore chiave a sostegno della crescita commerciale tra le economie asiatiche», e il Vietnam è tra i principali luoghi della regione in cui «si concentrano i benefici del boom». Uno studio di Lazada–Kantar ha poi scoperto che il 42% dei venditori online vietnamiti utilizza già strumenti di intelligenza artificiale.