Vendere troppo presto: un errore comune tra gli investitori

Antonio Zennaro

4 Settembre 2024 - 14:15

Gli investitori possono beneficiare di tecniche come il «dollar-cost averaging» e la revisione periodica del portafoglio per mantenere il focus sui loro obiettivi di lungo termine.

Vendere troppo presto: un errore comune tra gli investitori

Era novembre dell’anno scorso e mentre ero in fila in farmacia per prendere i classici prodotti contro il raffreddore, ero con un amico che è stato servito al turno prima di me, per caso ho ascoltato il dialogo tra lui e la farmacista. Avevo sentito che richiedeva un farmaco, ma per il rumore non avevo sentito il nome, la farmacista aveva risposto che il farmaco che richiedeva era esaurito non solo nella farmacia ma anche dai loro fornitori e c’era da aspettare almeno 10 giorni, perché c’erano troppe richieste.

Arrivato il mio turno ho chiesto alla farmacista se qual farmaco era così richiesto da esaurire addirittura le scorte, era solo un problema dei loro rifornimenti o era anche un problema per altre farmacie. La gentile farmacista mi rispose che il farmaco era di fatto quasi introvabile in tutta Roma e non solo, anche in Italia altre farmacie avevano difficoltà, a causa della fortissima richiesta, e gli chiesi il nome del produttore, la risposta fu: Novo Nordisk.

Avevo sentito parlare di Novo Nordisk soprattutto all’interno dei fondi etf tematici sulla salute, ma non avevo mai analizzato il titolo. Forte del consiglio del grande Peter Lynch “guardati sempre intorno per trovare opportunità d’investimento”, ho scoperto che la danese Novo Nordisk era specializzata da anni sulla lotta al diabete ma aveva anche sviluppato un nuovo farmaco rivoluzionario contro l’obesità, quello che “era introvabile”. Insomma, per farla breve, ho acquistato il titolo a circa 700 corone, nel frattempo sono usciti ottimi dati della società e nel giro di poche settimane il titolo era schizzato a 800 corone e felice dell’inaspettato veloce guadagno ho venduto.

Peccato però che il successo di Novo Nordisk non si sarebbe esaurito in poche settimane ma forti dei risultati in crescita, soprattutto grazie al farmaco contro l’obesità, il titolo quest’anno ha raggiunto addirittura la cifra record delle 1.000 corone. Insomma, come dice Warren Buffett, la fretta è nemica dell’investitore.
Vendere troppo presto un titolo in guadagno si riferisce alla decisione di liquidare una posizione che sta generando profitti prima che il suo potenziale di crescita sia completamente realizzato. Questo comportamento è considerato un errore perché può portare a perdere ulteriori guadagni che potrebbero derivare dal mantenere l’investimento per un periodo più lungo.

Gli investitori che vendono troppo presto spesso si privano dei benefici del compounding e della crescita del valore nel lungo termine (come nel mio caso con Novo Nordisk). Ma vediamo nel dettaglio come funziona questo bias e come evitare di cadere in questa trappola psicologica.

Analisi delle Cause

1. Paura di Perdere Guadagni

Una delle principali ragioni psicologiche dietro la vendita precoce è la paura di perdere i guadagni già realizzati. Gli investitori possono essere tentati di «bloccare» i profitti per evitare il rischio di un calo improvviso del mercato che potrebbe erodere i guadagni accumulati.

2. Ansia di Mercato

L’ansia di mercato, alimentata da notizie economiche negative o da una volatilità elevata, può indurre gli investitori a vendere prematuramente. La reazione emotiva alle fluttuazioni del mercato può spingere a decisioni impulsive piuttosto che basate su analisi razionali.

3. Mancanza di una Strategia Chiara

Spesso, gli investitori vendono troppo presto perché non hanno una strategia di investimento ben definita. Senza obiettivi chiari e una comprensione dei fondamentali dell’investimento, è facile farsi influenzare dalle emozioni e dalle pressioni esterne.

Un esempio famoso è quello di investitori che hanno venduto le loro azioni di Amazon nei primi anni 2000, dopo i primi guadagni significativi. Molti di questi investitori, temendo una bolla o un crollo, hanno perso l’opportunità di beneficiare della straordinaria crescita che Amazon ha vissuto negli anni successivi.

Implicazioni a Lungo Termine

Vendere troppo presto può avere un impatto negativo sul rendimento complessivo di un portafoglio. Rinunciando ai guadagni potenziali di un titolo in crescita, gli investitori possono ridurre significativamente il potenziale di compounding del loro portafoglio. Questo comportamento può portare a un rendimento inferiore rispetto a quello ottenibile mantenendo una posizione a lungo termine.

Strategie Alternative

1. Pianificazione a Lungo Termine

Adottare una strategia di investimento a lungo termine può aiutare a mitigare l’impulso di vendere troppo presto. Fissare obiettivi di investimento chiari e mantenere una visione a lungo termine può ridurre l’influenza delle fluttuazioni di breve periodo.

2. Analisi dei Fondamentali

Concentrarsi sui fondamentali dell’azienda, come la crescita dei ricavi, la redditività e la posizione competitiva, può fornire una base più solida per le decisioni di investimento. Gli investitori dovrebbero valutare se i fondamentali supportano un ulteriore potenziale di crescita prima di decidere di vendere.

3. Disciplina e Controllo Emotivo

Mantenere la disciplina e il controllo emotivo è cruciale per evitare decisioni impulsive. Gli investitori possono beneficiare di tecniche come il «dollar-cost averaging» e la revisione periodica del portafoglio per mantenere il focus sui loro obiettivi di lungo termine.

Vendere troppo presto un titolo in guadagno è un errore comune che può limitare il potenziale di rendimento di un portafoglio. Comprendere le cause psicologiche e strategiche di questo comportamento e adottare strategie alternative può aiutare gli investitori a evitare di commettere questo errore. Con una pianificazione attenta e un focus sui fondamentali, gli investitori possono massimizzare i loro rendimenti e costruire un portafoglio più robusto nel lungo termine.