Vaiolo delle scimmie, rischio epidemia in estate: «Evitate i rapporti sessuali». Ecco il sintomo doloroso

Emiliana Costa

1 Giugno 2022 - 13:10

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Vaiolo delle scimmie, rischio elevato di trasmissione in estate: «Evitate i rapporti sessuali promiscui». Si tratta dell’allarme lanciato dall’Oms. Ecco i sintomi da tenere sotto controllo.

Vaiolo delle scimmie, rischio epidemia in estate: «Evitate i rapporti sessuali». Ecco il sintomo doloroso

Vaiolo delle scimmie, rischio elevato di trasmissione in estate: «Evitate i rapporti sessuali promiscui». Festival ed eventi di aggregazione tipici dell’estate sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il rischio di una diffusione maggiore del vaiolo delle scimmie.

«La trasmissione rapida e amplificata del vaiolo delle scimmie si è verificata nel contesto della recente revoca delle restrizioni pandemiche ai viaggi e agli eventi internazionali. Il potenziale di ulteriore trasmissione in Europa e altrove durante l’estate è elevato», ammonisce Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Oms per la regione europea.

Non è tutto. Il primario di Infettivologia di Tor Vergata Massimo Andreoni aggiunge: «Chi pensa di avere rapporti sessuali promiscui in un paese dove sono presenti tanti casi, qualche rischio lo corre». Estate a rischio dunque? Entriamo nel dettaglio.

Vaiolo delle scimmie, rischio estate: «Evitare i rapporti sessuali promiscui»

Vaiolo delle scimmie, rischio maggiore in estate? Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Oms per la regione europea, lancia l’allarme: «Il vaiolo delle scimmie si è già diffuso sullo sfondo di diversi raduni di massa. Nei prossimi mesi, molte delle decine di festival e grandi feste in programma forniscono ulteriori contesti in cui potrebbe verificarsi un’amplificazione».

Ma aggiunge: «Proprio questi eventi forniscono anche potenti opportunità per impegnarsi con persone giovani, sessualmente attive e mobili a livello globale per aumentare la consapevolezza e rafforzare la protezione individuale e della comunità».

Kluge sottolinea inoltre che «la maggior parte delle persone che contraggono il vaiolo delle scimmie avrà una malattia lieve e che si autolimita ma spiacevole e potenzialmente dolorosa, che può durare fino a diverse settimane. Non sappiamo ancora - aggiunge - quale impatto sulla salute ci sarà negli individui che possono avere gravi esiti dal vaiolo delle scimmie, in particolare i bambini piccoli, le donne in gravidanza e le persone immunocompromesse». L’Oms ricorda che l’attuale focolaio è stato trasmesso attraverso network collegati in gran parte all’attività sessuale.

Conclude Kluge: «Abbiamo bisogno di una riduzione significativa e urgente delle esposizioni attraverso una comunicazione chiara, l’isolamento dei casi durante il periodo infettivo e un’efficace tranciabilità e monitoraggio dei contatti».

Vaiolo delle scimmie, la posizione di Andreoni

In un’intervista all’Adnkronos, il primario di Infettivologia di Tor Vergata Massimo Andreoni ha affermato: «Il vaiolo delle scimmie è una malattia a bassa contagiosità, i casi a livello internazionale è inevitabile che potranno anche aumentare però noi ci aspettiamo che progressivamente la numerosità si riduca fino alla scomparsa della malattia. Questo se viene fatta una diagnosi precoce e chi è contagioso eviti di esporre altre persone al rischio. Ma anche 100 casi all’interno di un paese non vuole dire che c’è un’epidemia che possa coinvolgere i turisti, sono casi sporadici. Certo se oggi c’è chi pensa di avere rapporti sessuali promiscui in un paese dove sono presenti tanti casi, qualche rischio lo corre. Ma anche prima del vaiolo delle scimmie c’erano malattie a trasmissione sessuale».

I sintomi del vaiolo delle scimmie

In un’intervista a Money.it, il direttore della Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti ha spiegato: «I sintomi sono aspecifici come febbre, mal di testa, stanchezza, linfonodi ingrossati vicino alla sede delle lesioni. Ma il sintomo principale sono lesioni cutanee che possono localizzarsi in qualunque parte del corpo. C’è una distribuzione centripeta dal volto agli arti. Anche vicino ai genitali. Le pustole sono più grandi di quelle della varicella, somigliano a quelle della sifilide».

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