Vaccino ai minori con genitori in disaccordo: cosa fare e chi decide?

Isabella Policarpio

8 Giugno 2021 - 16:38

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Chi decide sul vaccino contro il Covid-19 ai minori se i genitori non sono d’accordo tra loro? E che fare quando il minore vuole vaccinarsi ma la madre e il padre non vogliono? Una recente sentenza chiarisce a chi spetta la decisione e perché.

Vaccino ai minori con genitori in disaccordo: cosa fare e chi decide?

Dal 2 giugno anche i minori di 18 anni possono fare il vaccino contro il Covid-19. Ma non sempre la volontà dei più giovani si incontra con quella dei genitori: spesso la madre o il padre sono contrari alla vaccinazione o non riescono a raggiungere un accordo.

Chi decide in questi casi e come tutelare la volontà del minore che vuole vaccinarsi contro il Covid-19? La Giurisprudenza ci viene in aiuto: se madre e padre sono in disaccordo, prevale la volontà del genitore favorevole al vaccino.

Ecco chi decide e come comportarsi quando i genitori (o uno soltanto) non danno il consenso alla vaccinazione.

Vaccino contro il Covid-19: serve il consenso di entrambi i genitori?

Attualmente le norme sul vaccino prevedono che i minori di 18 anni debbano consegnare il modulo per il consenso informato al vaccino firmato da entrambi i genitori, nel giorno e nell’ora della convocazione.

Nel caso in cui uno dei due genitori fosse impossibilitato a firmarlo, l’altro deve rilasciare una dichiarazione compilando e sottoscrivendo un specifico modulo disponibile sulla pagina ufficiale dell’ASL territoriale di competenza.

La normativa in vigore, inoltre, prevede che il minore debba essere accompagnato alla vaccinazione da uno o da entrambi i genitori e che in nessun caso si possa delegare ad altre persone, neanche familiari.

Chi decide sul vaccino se i genitori sono divorziati o separati?

Se tra i genitori in disaccordo sul vaccino è in corso una sentenza di separazione o divorzio, la decisione spetta al giudice di merito. Più volte la Giurisprudenza ha dimostrato che - nella maggior parte dei casi - i giudici si sono espressi a favore delle vaccinazioni obbligatorie (ad esempio anti difterite, anti tetano, anti pertosse, anti poliomielite, anti epatite B) mentre si è ritenuto di non poter autorizzare i vaccini facoltativi sulla base del fatto che “non esisteva un grave pregiudizio vista la scarsa diffusione delle malattie sul territorio nazionale”, così l’ordinanza 9 gennaio 2018 del Tribunale di Milano.

Motivazione difficilmente estendibile al vaccino contro il coronavirus, dato che la diffusione e gli effetti di questo virus sono stati di ampissima portata in Italia e nel mondo.

Nella stessa ordinanza, il giudice aveva ipotizzato la possibilità di “limitare la capacità genitoriale” nel caso in cui il disaccordo potesse arrecare un danno al minore.

Se i genitori sono in disaccordo quale posizione prevale?

Venendo al dunque, la sentenza in esame ammette - anche se indirettamente - che il giudice possa “sospendere” momentaneamente la capacità del genitoriale del genitore contrario al vaccino. E ciò vale a prescindere dal fatto che madre e padre stiano insieme o siano separati/divorziati.

In altre parole, il giudice ritiene più corretta la scelta del genitore conforme alla legge e all’opinione scientifica “largamente dominante” che, nel caso del coronavirus, condanna con forza i no-vax.

E se il minore vuole fare il vaccino ma i genitori non sono d’accordo?

C’è da aggiungere che, in molti casi, i giudici tendono a prendere in considerazione la volontà dei diretti interessati, anche se minorenni. Infatti ragazzi e ragazze che si avvicinano alla maggiore età sono ritenuti capaci di compiere scelte di vita importanti come, appunto, quella di vaccinarsi. Basti pensare che a 12 anni scatta la possibilità di essere ascoltati in tribunale nel corso delle cause di divorzio e separazione e nei procedimenti di adozione.

Chi decide se il minore è allettato o ricoverato in strutture sanitarie?

Se il minore è ricoverato o non è in grado di autodeterminarsi, sulla somministrazione del vaccino contro il Covid-19 al suo posto decide l’amministratore di sostegno precedentemente nominato (decreto n. 9468/2021 tribunale di Cassino).

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