Vaccino anti-Covid in gravidanza, tutto quello che c’è da sapere: quando farlo e perché è consigliato

Stefano Rizzuti

16 Novembre 2021 - 17:59

condividi

La vaccinazione contro il Covid durante la gravidanza non comporta rischi: gli esperti e il ministero della Salute spiegano perché è importante vaccinarsi per le donne incinte e quando è meglio farlo.

Vaccino anti-Covid in gravidanza, tutto quello che c'è da sapere: quando farlo e perché è consigliato

Vaccinarsi contro il Covid-19 durante la gravidanza non comporta rischi e viene consigliato alle future mamme. Non hanno dubbi gli esperti che ribadiscono quanto emerso da evidenze scientifiche anche dopo il caso della morte di Antonietta Delli Santi, deceduta a soli 26 anni.

Antonietta è morta dopo oltre due mesi di ricovero in terapia intensiva (da fine agosto): la figlia era nata prematuramente ma è poi deceduta. Dopo due mesi è morta anche la madre che non era vaccinata. Proprio su questo caso è arrivato un chiaro commento di Walter Ricciardi: “Ignorante e criminale chi l’aveva sconsigliata”, dice riferendosi a chi aveva suggerito alla donna di non vaccinarsi durante la gravidanza.

Ricciardi, così come tanti altri esperti del settore, ribadisce quindi che è giusto e non comporta rischi la vaccinazione durante la gravidanza. Vediamo quali sono i motivi per cui è giusto ricevere la somministrazione delle dosi anti-Covid prima di partorire, quando è meglio farlo e per quali neo-mamme è maggiormente importante.

Perché è consigliato vaccinarsi in gravidanza

A spiegare perché le neo-mamme possono e devono vaccinarsi è Luigi Orfeo, presidente della Società italiana di neonatologia e direttore del reparto del Fatebenefratelli di Roma. In un’intervista a Repubblica Orfeo spiega perché vaccinarsi:

Perché in gravidanza si è più fragili e il Covid con maggiore frequenza si trasforma in malattia grave. Guardiamo ai dati delle donne: il rischio di morte durante la gestazione in questi mesi è stato 22 volte superiore in una gestante contagiata rispetto a una gestante senza virus. Una donna in gravidanza con il Covid, poi, ha una probabilità doppia di finire in rianimazione e intubata rispetto a una donna positiva non in gravidanza”.

Orfeo sottolinea anche l’aumento del numero di bambini nati prematuri a causa del Covid perché nel caso in cui una mamma si ammali i bambini vengono messi a rischio e si presenta la necessità di accelerare il parto. Non ha dubbi il presidente della Società di neonatologia: a suo giudizio è utile vaccinarsi in gravidanza.

Per quanto riguarda gli studi effettuati, ci sono dati che da mesi dimostrano la sicurezza e l’efficacia dei vaccini in gravidanza, assicura. E viene smentita l’ipotesi di qualsiasi rischio per le neo-mamme. Inoltre, un altro motivo per vaccinarsi, è che “gli anticorpi si trasmettono ai figli, sia nell’utero che con il latte materno. Il bimbo di una mamma vaccinata nasce già protetto”.

Quando è meglio vaccinarsi per una donna incinta

Il consiglio rivolte alle donne incinte è quello di vaccinarsi a partire dal secondo trimestre di gravidanza. Nel primo trimestre, invece, si consiglia di decidere dopo aver consultato il medico. Una misura precauzionale, spiega ancora Orfeo, anche se non si ha di fronte alcun pericolo. La cautela è data dal fatto che nella fase embrionale si cerca sempre di adottare maggiori precauzioni, conclude.

Per quali donne in gravidanza è prioritaria la vaccinazione

Il ministero della Salute fornisce qualche altro chiarimento sulla vaccinazione delle donne in gravidanza. Innanzitutto si raccomanda l’utilizzo dei vaccini a mRna (ormai praticamente gli unici utilizzati in Italia) e si consiglia di farlo nel secondo e terzo trimestre. Così come si sottolinea che le donne che allattano possono vaccinarsi senza sospendere l’allattamento.

L’invito a vaccinarsi viene rivolto soprattutto alle donne in gravidanza maggiormente esposte a rischi, come quelle che svolgono professioni sanitarie o attività di caregiver. Ancora, la vaccinazione è prioritaria per le donne con maggiori rischi di sviluppare la malattia in forma grave, come nei casi delle persone con diabete e ipertensione.

La vaccinazione delle persone conviventi

Se la donna scopre di essere incinta tra la prima e la seconda dose può anche valutare se ritardare il richiamo e rimandarlo al secondo trimestre. Non c’è alcuna evidenza che dimostri la necessità di interrompere la gravidanza. Infine viene raccomandata anche la vaccinazione delle persone conviventi con la donna in gravidanza.

Iscriviti a Money.it