Vaccino anti-covid: scatta la prima inchiesta

Il colosso biotecnologico Vaxart finisce sotto inchiesta della SEC: avrebbe intenzionalmente esagerato il suo ruolo in un programma governativo per lo sviluppo dei vaccini

Vaccino anti-covid: scatta la prima inchiesta

Scatta la prima inchiesta federale legata al vaccino anti-covid. La SEC ha infatti in esame le recenti azioni del colosso biotecnologico Vaxart, che avrebbe intenzionalmente esagerato il suo ruolo in un programma governativo per lo sviluppo dei vaccini, chiamato Operation Warp Speed.

False comunicazioni che avrebbero così spinto gli investitori a puntare forte sulla società californiana, oggetto non a caso di una cavalcata in Borsa che l’ha portata dai 3 ai 17 dollari in poche settimane.

Il programma Operation Warp Speed del governo degli Stati Uniti è finalizzato allo sviluppo di vaccini e trattamenti per il coronavirus. Vaxart avrebbe evidenziato fin troppo - e amplificandone i tratti - la sua partecipazione al piano.

In quei frangenti, la corsa al vaccino si è rivelata in grado di spingere il titolo a +2500%.

La stessa compagnia ha reso noto di essere ufficialmente oggetto di indagine da parte della Securities and Exchange Commission dallo scorso 14 ottobre, a seguito di una notifica del gran giurì della Corte distrettuale californiana arrivata a luglio.

Vaccino anti-covid: scatta la prima inchiesta

A giugno, Vaxart ha diffuso un comunicato stampa nel quale presentava il suo vaccino come “selezionato per l’operazione Warp Speed del governo degli Stati Uniti”.

Posta in questi termini, la notizia ha aiutato a spingere il prezzo delle azioni fino a quasi 17 dollari, dagli appena 3 di partenza. In più l’hedge fund Armistice Capital, in che parte controllava Vaxart, ha venduto azioni per un profitto di oltre 200 milioni di dollari secondo quanto indicato nei documenti SEC.

Solo poche settimane prima dell’annuncio, Vaxart aveva modificato gli accordi sui warrants, circostanza che ha permesso ad Armistice di vendere quasi tutte le azioni quando il loro prezzo era salito alle stelle.

A luglio però il Dipartimento per la salute e i servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha dichiarato al New York Times di non aver mai stipulato un accordo con Vaxart.
La compagnia non è stata scelta per prender parte all’operazione Warp Speed, ma - ha precisato il Dipartimento - ha avuto un “coinvolgimento limitato”.

Ma il colosso biotecnologico resta per ora sulle sue posizioni, affermando che il ruolo nel piano governativo è chiaro e ogni notizia contraria può essere smentita:

“Lo studio di Vaxart è stato organizzato e finanziato dall’operazione Warp Speed, come affermato nel comunicato stampa dell’azienda del 26 giugno 2020. Le dichiarazioni contenute in quel comunicato stampa sono accurate, e ogni accusa contraria è priva di fondamento.”

Intanto però il crollo in Borsa sembra proseguire in una corsa inevitabile: malgrado il 14 ottobre Vaxart abbia annunciato risultati incoraggianti relativi alle dosi del suo vaccino anti-covid, il titolo è scivolato a quota 6 dollari.

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