Gli Usa chiedono i dati biometrici di milioni di italiani ed europei

Alessandro Nuzzo

8 Gennaio 2026 - 22:47

Gli Stati Uniti hanno chiesto l’accesso ai dati biometrici dei cittadini europei altrimenti porranno fine all’esenzione dell’obbligo del visto.

Gli Usa chiedono i dati biometrici di milioni di italiani ed europei

Per continuare a esentare i cittadini europei che desiderano visitare gli Stati Uniti dall’obbligo del visto, Washington chiede all’Unione Europea l’accesso a milioni di dati biometrici, ufficialmente per ragioni di sicurezza.

I Paesi dell’Unione Europea si stanno infatti preparando a consentire agli Stati Uniti l’accesso ad alcuni database biometrici contenenti impronte digitali e dati facciali di milioni di cittadini. L’accordo permetterebbe al Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti e ad altre agenzie federali di consultare i registri europei allo scopo di identificare individui ritenuti una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale americana. È quanto emerge da una proposta pubblicata dalla Commissione europea nel 2025.

Già nel 2022 Washington aveva avanzato questa richiesta come condizione per mantenere il regime di esenzione dal visto di cui beneficiano tutti gli Stati membri dell’Unione. Qualora Bruxelles decidesse di non condividere tali informazioni, gli Stati Uniti potrebbero rimettere in discussione la libera circolazione dei cittadini europei sul proprio territorio e reintrodurre l’obbligo del visto. Va ricordato che già oggi chi vuole entrare negli USA deve registrarsi e ottenere l’ESTA, un’autorizzazione elettronica obbligatoria per i viaggi senza visto.

L’amministrazione statunitense giustifica la richiesta di condivisione dei dati biometrici come uno strumento per rafforzare la sicurezza alle frontiere, consentendo di identificare in modo più rapido ed efficace le persone che rappresentano un rischio per il Paese. La notizia meno rassicurante è che questa richiesta, accompagnata dalla minaccia di reintrodurre l’obbligo del visto, non sembra aver generato particolari tensioni all’interno dell’Unione Europea. Lo scorso dicembre, infatti, gli Stati membri hanno conferito alla Commissione il mandato per negoziare l’accordo con Washington. Secondo diverse fonti, quasi tutti i Paesi dell’UE si sarebbero detti favorevoli a concedere l’accesso a tali dati biometrici, ad eccezione di una sola nazione che continua a opporsi.

Possibile accesso ai dati già entro la fine del 2026

Le consultazioni stanno procedendo a ritmo serrato, poiché le autorità statunitensi vorrebbero ottenere l’accesso ai database europei già entro la fine del 2026. Una scadenza ravvicinata che esercita ulteriore pressione sui governi europei, chiamati ad adeguare rapidamente le proprie infrastrutture legali e tecniche, senza disporre di un reale margine di tempo per un dibattito politico pubblico approfondito sulla questione.

La Commissione e il Consiglio dell’Unione Europea ribadiscono che qualsiasi condivisione di dati personali dovrà essere accompagnata da solide garanzie in materia di protezione della privacy. Tuttavia, nonostante si affermi che in linea di principio l’accesso dovrebbe essere limitato alle persone che viaggiano effettivamente negli Stati Uniti, restano diverse zone d’ombra sulle modalità concrete e operative di utilizzo dei dati.

Resta il fatto che i Paesi membri dell’Unione Europea sembrano orientati ad acconsentire all’accesso statunitense ai dati biometrici di milioni di cittadini europei, nonostante le recenti tensioni con Washington. Tra queste, l’ultima in ordine cronologico riguarda la questione della Groenlandia, con gli Stati Uniti che avrebbero manifestato l’intenzione di esercitare un controllo sull’isola artica, ipotesi respinta con forza dai governi europei, contrari a qualsiasi passaggio della Groenlandia sotto sovranità americana.

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