Univisión abbraccia Trump: svolta a destra per la TV in lingua spagnola

Domenico Maceri

25 Novembre 2023 - 06:45

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I vertici della rete in spagnolo si sono rifiutati di mettere in onda annunci pubblicitari di Joe Biden durante l’intervista a Trump. Ecco perché.

Univisión abbraccia Trump: svolta a destra per la TV in lingua spagnola

“Tutto ciò che dovete fare è guardare i proprietari di Univisión. Sono imprenditori incredibili, e io gli piaccio”. Così Donald Trump, ex presidente degli Usa, mentre rispondeva a una domanda fattagli dal giornalista Enrique Acevedo della più grande rete televisiva in spagnolo negli Usa.

Il complimento di Trump riflette un cambiamento totale nei rapporti con Univisión. Nella campagna elettorale del 2020 l’allora candidato repubblicano aveva etichettato la rete nazionale in lingua spagnola come “una macchina di propaganda di sinistra e portavoce del Partito Democratico”. Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri che l’avrebbero trattata come si meritavano. Da non dimenticare che il tycoon aveva iniziato la prima campagna presidenziale nel 2015 attaccando i messicani, classificandoli di “stupratori”, facendo scalpore per l’ovvio razzismo. A quei tempi la rete di Univisión condannò la retorica di Trump il quale aveva promesso di deportare gli 11 milioni di immigrati irregolari residenti negli Usa. Inoltre si ricorda benissimo l’episodio in cui Jorge Ramos, il giornalista più noto di Univisión, fu insultato, strattonato e malmenato dalle guardie del corpo di Trump perché in un incontro con i media voleva fargli una semplice domanda. Trump lo rimproverò, intimandogli di stare zitto e di “ritornarsene a Univisión”. L’allora candidato repubblicano ebbe altri guai poiché nel 2016 Univision si rifiutò di trasmettere i concorsi di bellezza Miss Usa e Miss Universo, di proprietà del tycoon.

Fonti ufficiali di Univisión-Televisa hanno informato che l’intervista a Trump è di “notevole importanza” per il pubblico di lingua spagnola lodando anche il lavoro svolto da Acevedo. L’intervistatore, però, avrebbe potuto fare molto di più per mantenere alti i criteri giornalistici. Avrebbe potuto sfidare l’asserzione dei guai legali di Trump che attribuisce completamente a un ministero di Giustizia politicizzato. Avrebbe potuto chiedere a Trump se qualcosa di vero potrebbe esistere nei 91 capi di accusa. Avrebbe potuto sfidare la crudeltà della separazione delle famiglie dei migranti quando era presidente. “Sono un giornalista” ha dichiarato Acevedo e “il mio compito è di fare domande”. Giusto. Un giornalista però deve reagire quando il suo interlocutore asserisce cose false. In caso contrario il giornalista tradisce i cittadini e contribuisce alla disinformazione divenendo anche complice dell’erosione alla democrazia. [...]

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