Università italiane: il 40% è tra le 1000 migliori al mondo per reputazione

È stata presentata oggi a Milano dal Presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro e del Presidente onorario di italiadecide Luciano Violante, la ricerca pluriennale di italiadecide sulla reputazione dell’Italia, quest’anno focalizzata sul sistema universitario. Buono il posizionamento medio degli Atenei seppur nessuna Università del Belpaese sia riuscita a classificarsi nella top 100. Ecco cosa è emerso dal report

Il 40% delle università italiane rientra tra i 1000 migliori atenei mondiali per reputazione. Una percentuale importante visto che in tutto il mondo sono presenti 20.000 istituti. È questa l’indicazione principale che arriva dalla ricerca «L’Italia e la sua reputazione: l’università».

Realizzata da Italiadecide in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la ricerca è stata presentata oggi da Luciano Violante, Presidente onorario di Italiadecide, Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, e Domenico Asprone, coordinatore scientifico della ricerca, nonché Docente di Tecnica delle costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II». Quest’ultimo ha anche fornito un quadro generico delle università italiane alla nostra redazione. L’intervista è visibile sul nostro canale youtube

Come dichiarato da Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, uno degli obiettivi che ha portato l’istituto di credito italiano a supportare questa ricerca è quello di «costruire il capitale umano e di essere una banca d’impatto che contribuisce a migliorare la società in cui opera. Da qui appunto è nata la decisione di collaborare con le università. Intesa Sanpaolo per esempio offre agli studenti italiani la possibilità di concentrarsi sullo studio grazie a un prestito a lungo termine senza garanzie».

Università e reputazione, cosa analizza la ricerca

A cura di Domenico Asprone, Pietro Maffettone e Massimo Rubecchi, la ricerca «L’Italia e la sua reputazione: l’università» si sofferma appunto sulla reputazione degli atenei italiani nel mondo e propone indicazioni concrete in termini di politiche pubbliche.

Prendendo a riferimento i ranking QS e THE, tra i principali per prestigio e risonanza, è emerso che anche se gli atenei italiani non risultano tra le migliori 100 università al mondo per reputazione, tuttavia nella top 500 e 1000 il Bel Paese posiziona un numero di istituti confrontabile con Francia, Germania e Cina.

E proprio analizzando le migliori 1000 università per reputazione al mondo, è emerso che l’Italia è tra i Paesi migliori. In quanto, secondo le misurazioni di THE, il Bel Paese piazza in questa classifica il 40% delle proprie università. Surclassati gli Stati Uniti che si attestano all’8% del totale. Per capire ancora di più quanto è importante la percentuale Italiana, bisogna considerare un altro dato: gli atenei presenti in tutto il mondo si attestano a circa 20.000. Di conseguenza, quando si analizzano 1000 università, si prende in considerazione solo il 5% del totale.

Le criticità del sistema universitario italiano

Oltre ad essersi soffermato sulla reputazione delle università italiane nel mondo, la ricerca si è anche concentrata su quali sono le criticità del nostro sistema universitario. Tra queste vi sono:

  • Scarsa competitività a causa di risorse economiche nettamente inferiori rispetto agli altri principali Paesi di riferimento. Pur avendo un tasso di istruzione terziaria più basso degli altri, si riscontrano meno addetti alla formazione.
  • Una bassa percentuale di internalizzazione degli atenei
  • Pochi docenti. Tant’è che il rapporto docenti/studenti è il più alto in assoluto.
  • L’età media dei docenti è la più alta in assoluta nell’area OCSE. Per fare un esempio il 50% dei professori delle università italiane è over 50.

Cosa fare per migliorare le università

Dopo essersi concentrata sulle criticità del sistema universitario italiano, la ricerca presentata da Italiadecide e Intesa Sanpaolo in ultima battuta ha individuato alcune indicazioni per rafforzare la qualità della università italiane e la loro percezione all’estero. Tra queste, sono stata identificate:

  • Politiche di reclutamento di docenti e studenti competitive;
  • Maggiori efficienza della macchina amministrativa per liberare risorse da destinare alla ricerca, alla didattica;
  • Internazionalizzazione;
  • Comunicare di più e meglio la buona qualità delle istituzioni comunitarie offrendo una lettura positiva di alta formazione italiana, sia per trattenere i nostri studenti, sia per renderlo più competitivo verso gli studenti e i docenti stranieri.

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Argomenti:

Intesa Sanpaolo Italia

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