Ci siamo: domani, 11 febbraio 2025, UniCredit, la banca italiana macina utili e dividendi guidata dal CEO Andrea Orcel, sotto i riflettori per aver lanciato negli ultimi mesi la grande scommessa su Commerzbank, Banco BPM, accumulando infine una posizione anche in Assicurazioni Generali, alzerà il velo sui conti del quarto trimestre del 2024 e dell’intero 2024.
In un momento in cui il risiko bancario impazza a Piazza Affari, con le altre due partite aperte MPS-Mediobanca e BPER-Popolare di Sondrio, l’attenzione degli operatori di mercato nel D-Day di UniCredit non sarà solo sui conti e sui vari annunci relativi ai dividendi e agli utili che l’amministratore delegato Orcel prometterà agli azionisti, ma anche sulle parole che il banchiere proferirà in merito all’OPS lanciata su Banco BPM, l’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna. Non mancheranno domande anche sulla ratio della grande mossa lanciata ovviamente sul Leone di Trieste e sulla seconda banca tedesca Commerz.
La grande domanda che circola alla borsa di Milano è la seguente: il rilancio dell’OPS su Banco BPM, su cui gli investitori hanno scommesso, ci sarà oppure no? È probabile che la risposta di Orcel non arriverà in concomitanza con la pubblicazione dei conti di UniCredit, visto che il banchiere vorrà conoscere prima i numeri della sua preda, che arriveranno sempre domani, 11 febbraio (leggi il calendario delle trimestrali delle società quotate sul Ftse Mib).
Nel frattempo, occhio a cosa prevede la comunità degli analisti per gli utili, i ricavi e i dividendi di UniCredit, non solo per il 2024, ma anche per il 2025 e il 2026. Va ricordato che l’istituto di credito è rimasto orfano da un po’ di quel sostegno crescente alla redditività che la BCE, alzando ripetutamente i tassi di interesse nel 2022 e nel 2023, aveva garantito al sistema bancario di tutta l’Eurozona. Non solo: con i tagli dei tassi già avviati dalla Banca centrale europea guidata dalla presidente Christine Lagarde - tra l’altro destinati a intensificarsi - il rischio per tutte le banche del blocco è di assistere a un calo progressivo della voce maggiormente interessata dai tassi, ovvero del NII (margine netto di interesse), a discapito dei ricavi. (focus sulle previsioni su tutto il comparto del made in Italy).
Utili, ricavi, voce di bilancio legata a tassi BCE, la base solida da cui partire
A parlare è il consensus degli analisti: 15, in tutto, sono i broker che hanno avviato una copertura sulle azioni di UniCredit.
In vista dei conti relativi al quarto trimestre del 2024 e all’intero 2024, da ricordare i numeri dell’ultimo bilancio reso noto dalla banca, che si è riferito al terzo trimestre del 2024 e ai primi nove mesi dell’anno scorso.
Quei numeri hanno indicato un utile netto, nel terzo trimestre, in rialzo dell’8% su base annua a 2,5 miliardi di euro e di 7,7 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2024, in crescita del 16% rispetto ai nove mesi del 2023, a fronte di un RoTE pari al 19,7%.
Gli stessi numeri hanno rivelato un aumento dei ricavi netti, per UniCredit, del 2,6% su base annua, nel terzo trimestre del 2024, grazie a commissioni per 1,9 miliardi, su dell’8,5% su base annua. Il margine di interesse è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente, attestandosi a €3,6 miliardi dimostrando “ancora una volta la sua resilienza, rimanendo sostanzialmente stabile anno su anno”, aveva sottolineato la banca.
Nel diffondere quella trimestrale, UniCredit ha annunciato il miglioramento della sua guidance finanziaria per il 2024, con l’outlook sui ricavi netti che è stata migliorato a circa €24 miliardi, da superiore a €23 miliardi, e la guidance per l’utile netto che è stata rivista al rialzo a oltre €9 miliardi dalla guidance precedente di superiore a €8,5 miliardi, “nonostante gli investimenti significativamenti maggiori per proteggere e dare slancio alle performance future, al netto dei quali la guidance per l’utile netto del FY24 è di circa €10 miliardi ”.
Allo stesso tempo, la guidance sul RoTE di UniCredit del 2024 è stata alzata a circa il 17% da circa 16,5%.
Lato dividendi, UCG ha confermato le previsioni sulla distribuzione relativa al 2024 in linea con quella a valere sul 2023, incrementando la quota di accantonamento del dividendo sull’utile netto al 50% dal 40% a partire dal FY25.
Quelli su elencati sono i presupposti da cui si deve partire per capire le eventuali sorprese che UniCredit annuncerà domattina. Sorprese che non sono state escluse, come ha lasciato intendere il CEO Andrea Orcel.
Sorprese utili, ricavi, dividendi da IV trim 2024 a 2026. La parola agli analisti
Veniamo ai numeri attesi dal consensus degli analisti. Per il quarto trimestre del 2024, i ricavi complessivi di UniCredit sono attesi in media a 5,888 miliardi, su base media, e a 5,887 miliardi, su base mediana. Per il 2024, le stime in media sono di ricavi pari a 24,730 e su base mediana di 24,728 miliardi.
Per il 2025, si prevede un rallentamento dei ricavi, in media a 23,981 miliardi e su base mediana a 23,957 miliardi.
Per il 2026, l’outlook è di una ripresa dei ricavi a 24,142 miliardi su base media e a 24,257 su base mediana.
Che succede al margine netto di interesse con tagli tassi BCE. Discesa fino a che punto?
All’interno della categoria dei ricavi, per quanto concerne le voce influenzata maggiormente dalla BCE, le aspettative in media sui margini netti di interesse (NII) sono per il quarto trimestre pari a 3,449 miliardi, mentre quelle mediane a 3,454 miliardi.
Per l’intero 2024, le aspettive sul net interest margin sono in media di 14,155 miliardi e di 14,162 su base mediana.
Per il 2025, le attese sono in media di 13,326 miliardi e di 13,287 su base mediana.
Per il 2026, l’outlook è in media di un margine netto di interesse di 13,121 miliardi e di 13,139 miliardi su base mediana.
leggi anche
Le banche sono profittevoli come nel 2005?
Le stime sulle commissioni nette e sui costi operativi
Sul fronte delle commissioni nette, per il quarto trimestre del 2024 le aspettative sono in media di 1,987 miliardi e di 1,977 miliardi su base mediana.
Per l’intero 2024, di 8,150 miliardi in media e di 8,141 miliardi su base mediana.
Per il 2025, la guidance in media sulle commissioni nette è di un trend in crescita a 8,475 miliardi e di 8,471 miliardi su base mediana, mentre per il 2026 si stima una ulteriore tendenza al rialzo delle commissioni nette, fino a 8,869 miliardi in media e a 8,884 miliardi secondo le aspettative mediane.
I costi operativi sono attesi in media a 2,528 miliardi e a 2,530 miliardi su base mediana nel quarto trimestre del 2024; per tutto il 2024, si stimano costi operativi di 9,424 miliardi in media e di 9,426 miliardi a livello mediano. I costi operativi sono stimati poi nel 2025 in media a 9,510 miliardi e a 9,491 miliardi su base mediana, e per il 2026 a 9,583 miliardi in media e a 9,548 miliardi su base mediana.
La guidance sull’utile netto 2024-2025-2026
Arriviamo alla voe dell’utile netto di UniCredit, atteso rallentare a 1,438 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2024 su base media e a 1,462 miliardi su base mediana.
Nell’intero anno, l’utile netto è atteso attestarsi a 9,194 miliardi in media, mentre le aspettative mediane sono di 9,226 miliardi.
Nel 2025, l’utile netto è atteso rimanere stabile a 9,155 miliardi in media e a 9,106 miliardi su base mediana, mentre per il 2026, le stime sono di un utile netto di 9,239 miliardi e di 9,172 miliardi secondo le aspettative mediane.
UniCredit, tutti i dividendi in arrivo per gli azionisti. La guidance del consensus per il 2024-2025-2026
Riguardo ai dividendi, ovvero al premio che UniCredit si appresta a erogare ai suoi azionisti, la banca che negli ultimi anni si è messa in luce per avere erogato cedole ghiotte agli stakeholders continuerà non solo a non deludere, ma a stupire il mercato.
Da segnalare che, in occasione dell’annuncio delle trimestrali, lo scorso 5 novembre 2024, il CDA di UniCredit ha approvato il pagamento di un acconto dividendo per cassa relativo ai risultati del 2024, che prevede una distribuzione di €1,44 miliardi, equivalente ad un ammontare “per azione” pari a 92,61 €/cent (“DPS”, ovvero dividendo per azione), ante imposte.
Per il 2024, le stime sul DPS di UniCredit sono in media di 2,41 euro, e di 2,39 euro su base mediana.
Per il 2025, si prevede un DPS di 3,14 euro per azione, in media, in rialzo su base annua del 30%, e un DPS mediano di 3,11 euro, sempre in crescita del 30% su base annua. Infine, per il 2026, si stima un DPS di 3,48 euro in media, in rialzo su base annua dell’11% e un DPS mediano di 3,42 euro, con un incremento del 10% su base annua.